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Williams



Frank Williams, dopo una breve carriera di pilota, fondò la propria scuderia di Formula 1 nel 1977 schierando alla guida il solo Patrick Neve, che nel primo anno ottenne un settimo posto come miglior risultato, prima di essere sostituito dall'ambizioso Alan Jones, già vincitore di un gran premio con la Shadow, il quale già al terzo gran premio del 1978 giunse quarto ed ottenne successivamente un secondo posto e due giri più veloci in gara.
Grazie a importanti sponsor arabi la Williams fu destinata ad una rapidissima ascesa: nel 1979 da metà stagione esordì la FW07 che permise a Clay Regazzoni di vincere il primo gran premio per il team, a Silverstone, mentre Jones trionfò in 4 delle 6 gare successive, concludendo il mondiale al terzo posto, alle spalle delle due Ferrari di Scheckter e Villeneuve.

La "creatura" di Patrick Head ebbe modo di rifarsi nel 1980, quando Alan Jones vinse il mondiale con una gara di anticipo al termine di un bel duello con Nelson Piquet.
L'anno successivo fu invece Carlos Reutemann a trovarsi in lotta per il titolo con il brasiliano della Brabham, accumulando un buon margine nella prima parte della stagione e subendo un progressivo recupero del rivale durante la seconda parte. All'ultimo gran premio di Las Vegas Reutemann poteva contare su un solo punto di vantaggio su Piquet, con l'aggravante psicologica di non poter contare sull'aiuto di Jones, che non gradì per nulla la rivolta dello scudiero avvenuta durante la stagione. Fu proprio Jones a vincere la gara mentre Reutemann, partito dalla pole, vittima del proprio carattere fragile e di problemi tecnici fu solo ottavo, a Piquet bastò un quinto posto per vincere il primo campionato del mondo di Formula 1.


Nel 1982 la Williams ebbe modo di riscattarsi vincendo il mondiale con Rosberg, vincitore di un unico gran premio ma unico in grado di mettere in pista una grande costanza di prestazioni, avvantaggiato dalla stagione disgraziata della competitiva Ferrari, vittima dell'incidente grave di Pironi e di quello mortale di Villeneuve.
Nell'era del turbo, il Cosworth iniziò a risultare obsoleto e nel 1983 limitò le prestazioni delle vetture di Frank Williams: Rosberg ottenne una sola vittoria, Laffite fu in grande difficoltà, mancando addirittura per due volte la qualificazione. Dal 1984 la scuderia inglese si equipaggio del motore Honda e dopo due stagioni in crescita dal 1986 si presentò al via come team da battere, ma ancora una volta la competitività interna (in questo caso tra Mansell e Piquet) finì per favorire il terzo incomodo, ovvero Prost, come sempre abile calcolatore e bravissimo ad inserirsi nella lotta per il titolo, spuntandola all'ultimo gran premio, favorito dall'esplosione di uno pneumatico di Mansell, che fino a quel momento sembrava avviato ad un titolo sicuro.
Il 1987 fu comunque l'anno della Williams, ancora in preda al cattivo rapporto tra i due piloti, ma nettamente superiore alla concorrenza: la spuntò Piquet, più regolare di Mansell, fermato definitivamente da un serio incidente durante le prove a Suzuka, con automatica consegna del titolo al rivale, già in netto vantaggio in classifica a due gare dal termine.

Dal 1988 la Honda si concentrò sulla McLaren e la Williams, che affiancò Patrese al leone inglese, visse un anno di transizione con i motori Judd prima di affidarsi a Renault, grazie al quale visse una lenta rinascita, sempre con Patrese alla guida, affiancato per le due stagioni successive dal belga Boutsen, prima del rientro di Mansell, il quale nel 1991 dopo un avvio in sordina, macinò vittorie portandosi vicino al leader del mondiale Senna, giocandosi il titolo fino alla penultima gara, quando un'uscita di pista chiuse definitivamente il sogno del primo titolo mondiale. L'anno di Mansell fu il successivo, la Fw14b lasciò solo le briciole alla concorrenza e il leone dominò senza alcun problemi, aggiudicandosi il suo primo e unico campionato del mondo di Formula 1, prima di essere sostituito con Alain Prost, anche lui dotato di una vettura molto competitiva, seppur infastidito durante l'anno dal talento di Senna al volante della modesta McLaren Ford.
Proprio Senna fu scelto per sostituire l'acerrimo rivale francese ma quella che sembrava essere la coppia destinata a dominare tradì le attese, non riuscendo a terminare le prime due gare fino al terzo tragico appuntamento di Imola dove l'asso brasiliano perse la vita in seguito ad un incidente dovuto al cedimento del piantone dello sterzo, episodio su cui non fu mai fatta defintivamente chiarezza.

Nonostante le indagini e il forte scossone, la Williams continuò il suo ciclo: nel 1994 e 1995 Hill non potè nulla contro la Benetton di Schumacher, ma nel 1996 divenne campione del mondo, passando il testimone l'anno successivo a Jacques Villeneuve, divenuto prima guida in seguito al passaggio di Hill alla Arrows. Con l'abbandono della Renault la scuderia inglese visse un paio di stagioni di transizione, prima di accordarsi con la Bmw, casa in grado di fornire propulsori competitivi tali da riportare la Williams ai piani alti: in un lustro dominato dalla Ferrari di Michael Schumacher, i piloti alla corte di sir.Frank riuscirono a cogliere importanti piazzamenti e alcune vittorie, Montoya si inserì addirittura nella lotta per il titolo durante il 2003 cedendo all'asso tedesco solo nelle ultime due gare.
La Bmw optò per l'acquisto di un team e, in virtù del rifiuto di Williams, si accordò con la Sauber, lasciando libero di dotarsi del poco competitivo Cosworth: iniziò un lungo periodo di declino (in alcune stagioni con motorizzazioni Toyota) in cui la Williams finì spesso fuori dalla zona punti, ottenendo scarsi risultati e due soli podi in sei anni, concludendo il 2011 con cinque punti. Il ritorno del Renault dal 2012 portò sensibili miglioramenti e un inaspettato ritorno alla vittoria (con tanto di pole position) grazie a Pastor Maldonado, ma nel 2013 vi fu un nuovo crollo di prestazioni.
Dalla stagione 2014 la Williams ha stretto un importante accordo con la Martini Racing e la Mercedes, motorista di punta dell'attuale Formula 1, con l'esperto Massa affiancato al giovane e talentuoso Bottas, tutto ciò ha creato una situazione estremamente favorevole e il team di sir Frank ha iniziato a navigare costantemente a centro gruppo, con qualche podio e prestazione di rilievo.

Video tributo per la Williams