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Surtees

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Il Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico, John Surtees, è deceduto il 10 marzo scorso, dopo una progressiva decadenza del suo fisico, giunto ad 83 anni e provato da una serie di patologie tipiche dell'età avanzata. Molte particolarità hanno caratterizzato la vita sportiva di Surtees: la vittoria mondiale ottenuta nelle moto e nelle auto (alle rispettive massime espressioni) è stata unica; nessun altro pilota è mai riuscito in questa impresa. Così come non tutti i piloti, praticamente all'inizio della loro attività in F1, ricevettero una offerta di ingaggio da Enzo Ferrari (per questo  particolare aspetto, ci fu un altro pilota che ebbe dal Drake analoga considerazione: un certo Gilles Villeneuve).

Fu originale la sua conquista del titolo nel 1964: sia per l'aiuto che gli diede il compagno di scuderia Lorenzo Bandini, sia per aver corso su una vettura ufficiale ''mascherata'', per i noti problemi che Enzo Ferrari aveva avuto con la omologazione delle sue nuove 250 LM Gran Turismo. La Ferrari infatti corse il GP messicano - e vinse il titolo, appunto, con John Surtees- non col classico rosso (il colore da corsa delle scuderie con licenza italiana) ma con i colori bianco e azzurro,tipici degli Stati Uniti, nazione che rilasciava la licenza a Chinetti, l'importatore americano della scuderia di Maranello.

Su Surtees pilota è stato detto tanto, molto, certamente tutto. Sul Surtees costruttore non è stato detto molto: qualche commentatore, forse un pò sbrigativamente, ha dichiarato che l'esperienza non era stata un successo; e certamente le vittorie del John pilota (a 2 o 4 ruote fa poca differenza) non vennero confermate dal John costruttore (più esattamente, per Enzo Ferrari si trattava di un membro degli ''assemblatori'', cioè di quei padroni di team- in genere britannici- che assemblavano intorno ad un motore Ford DFV Cosworth telai,  freni, cambio - questi ultimi spesso standard).
Ma se osserviamo i risultati ottenuti da altri piloti costruttori, come Amon, Merzario, Rebaque ed Hill, notiamo che quelli di Surtees furono nettamente superiori, e per prima cosa osserviamo un maggior ''respiro'' nella durata della presenza, che va dal 1970 al 1978.

E  poi, ci furono due podi (un 2° posto con Hailwood, altro pilota proveniente dalla moto, in Italia 1972, ed un terzo con Carlos Pace, in Austria nell'anno seguente). Il team conquistò in tutto 53 punti (ricordiamo che in quegli anni i punti andavano dai 9 assegnati al vincitore, al solo punto assegnato al sesto). Nel 1972 il team arrivò 5° nel Mondiale Costruttori (subito dopo la Ferrari), così come 5° giunse il suo pilota, il già citato Mike Hailwood. Nove giri vennero disputati al comando: oltre ai mitici 4 giri di Vittorione Brambilla, nel GP bagnato del Belgio 1977 ( circostanza che fece pensare per una manciata di minuti alla replica del bagnatissimo successo austriaco di due anni prima) ci furono i 5 giri di Mike Hailwood disputati al comando in Italia, 1971.
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E nell'albo d'onore dei giri più veloci dell'intera storia della massima formula, ci sono ben 3 piloti che li hanno ottenuti ( per un totale di 4 volte) al volante di una delle vetture di Sir John Surtees: lo stesso Surtees in Sudafrica, 1970, al debutto (ma in quella occasione il team schierò una McLaren); due anni dopo, ancora in Sudafrica con Mike Hailwood; in Germania ed Austria 1973 Carlos Pace. Gli anni successivi videro un progressivo scadimento delle prestazioni: la Surtees non riuscì più a issarsi nelle prime file (la miglior partenza, a tal riguardo, avvenne dal 2° posto della griglia con Pace in Sudafrica, 1974: un circuito molto favorevole al team).

Ma la scuderia riuscì comunque a permettere ad un futuro campione del mondo, Alan Jones, di mettersi in mostra, nel 1976, con la TS 19. 
Una annata difficile, con altri piloti a guidare per il team (Brett Lunger, Connie Andersson, Pescarolo), e che vide Jones finire 4° nello storico GP del Giappone. In realtà, l'australiano arrivò anche secondo ad inizio stagione, nella XI Race of Champions, dietro ad Hunt, classica gara britannica non valida per il campionato. Fu un inizio che illuse un pò tutti, e che purtroppo non venne trasmesso in TV, perchè la Surtees aveva accettato la sponsorizzazione della Durex, nota casa di preservativi, marchio ''peccaminoso'' che turbò il pruriginoso aplomb d'Oltremanica. Anche il citato Carlos Pace entrò in team molto competitivi, come la Brabham, grazie alle ottime prestazioni delle prove disputate con la Surtees.

La presenza del team di Big John nel mondo della Formula 1 non fu quindi certamente di secondo piano, ma può certamente definirsi assolutamente dignitosa e di spessore. Le linee progettuali di alcune vetture, come la citata TS 19, rappresentarono inoltre una particolarità che suscitò interesse e attenzione. Con Surtees muore un personaggio che fu interprete di un automobilismo decisamente scomparso; un qualcosa oggi perduto per sempre, una stagione lontana e smarrita che lascia un vuoto, ed un enorme rimpianto, per la ecletticità e la umanità che rendeva più sportivo, e molto meno sterile, il gesto e l'azione al volante. 

Di Francesco Falli

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