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Mclaren

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Nel 1963 il pilota Bruce Mclaren, dopo i primi successi in Formula 1 con la Cooper, decise di tentare la strada del pilota-costruttore, nacque così la Bruce McLaren Motor Racing Ltd con sede nei pressi di Londra, poi spostata a Colnbrook sempre nelle vicinanze della capitale inglese. La  squadra inizialmente schierò due Cooper nella Tasman Cup, per lo stesso Mclaren, che vinse il campionato, e per Timmy Mayer, che purtroppo perse la vita nell'ultima gara di campionato. Il fratello di Timmy, Teddy Mayer, divenne team manager e coinvolse anche Tyler Alexander con cui diresse il team, nel frattempo McLaren proseguì l'attività di pilota in Formula 1 con la Cooper, ma iniziò a progettare le prime vetture in proprio: Il primo prototipo, mai portato in gara, fu la M1A, da cui venne sviluppata la M1B, una Sport particolarmente leggera con cui il 26 settembre 1964 McLaren debuttò con una vittoria a Mosport. La M1B fu presentata al Salone delle auto sportive di Londra nel gennaio seguente e le numerose richieste spinsero McLaren a produrne una piccola produzione in serie, contemporaneamente il neozelandese corse per l'ultimo anno con la Cooper in Formula 1, poi conobbe il giovane Robin Herd che venne inserito per avviare la produzione delle prime Formula 1 del team, già in fase di crescita e attivo anche nella Can An, categoria in cui dominò tra il 1967 e il 1972 con ben 56 vittorie.

Risultati immagini per mclaren huntI primi passi in Formula 1 furono resi difficili da problemi prima con i motori Ford, poco affidabili, poi con i Serenissima, meno performanti rispetto a quelli utilizzati da altri team, poi finalmente con la nuova M7A, ultimo progetto di Herd, venne raggiunto anche un accordo per la fornitura dei Cosworth DFV e la Mclaren conquistò il secondo posto nel campionato costruttori con una vittoria di Bruce e due di Denny Hulme, il quale vinse anche il Gran Premio del Messico l'anno seguente. Il fondatore ebbe poco tempo per godere dei primi successi del team in quanto perse tragicamente la vita a Goodwood nel 1970 provando la M8D, il controllo della società passò dunque nelle mani di Teddy Mayer, che insieme a Kerr strinse un accordo economico con la Yardley (venne dunque abbandonata la tradizionale livrea arancione) e già nel 1973 arrivarono tre vittorie con Hulme e Revson, dopo alcuni anni opachi. L'ascesa del team si completò con l'ingaggio del campione del mondo Emerson Fittipaldi e la sponsorizzazione della Marlboro, motivo per cui vennero schierate due vetture con colori Texaco-Marlboro e una Yardley; la nuova struttura del team portò al primo titolo mondiale, ottenuto nel 1974 proprio con Fittipaldi, che però abbandonò presto il team per tentare la carriera di pilota-costruttore, rimpiazzato degnamente da James Hunt, che nel 1976 bissò il successo vincendo il campionato del mondo al termine di un "cinematografico" duello con la Ferrari di Lauda.

Risultati immagini per mclaren 1988Con il passare degli anni la vincente M23 iniziò a soffrire di anzianità, mentre la M26 non soddisfò le aspettative, la Mclaren non resse poi il passo della concorrenza con l'arrivo delle Wing car, scivolando in fondo al gruppo nel giro di pochi stagioni nonostante l'impiego di un pilota di spessore come John Watson e due giovani promesse francesi, ovvero Patrick Tambay e Alain Prost. La Marlboro intervenne allora con decisione portando il manager delle formule minori Ron Dennis al vertice, poi la sede venne spostata a Woking e grazie a John Barnard venne progettata la MP4/1, prima monoposto di F1 in fibra di carbonio con cui il team tornò alla vittoria al Gran Premio di Gran Bretagna 1981 con John Watson. Nel 1982 la gestione di Dennis iniziò a portare i primi risultati concreti, con l'ingaggio di Niki Lauda, di rientro dopo il momentaneo ritiro del 1979, oltre all'accordo con la TAG di Mansour Ojjeh, che poi diverrà socio, e con la Porsche per la realizzazione di un motore sovralimentato, nel frattempo la stagione si chiuse con quattro vittorie, due di Lauda e due di Watson, mentre il 1983 fu un anno di transizione in attesa dell'approntamento del motore turbo, che debuttò al termine di una stagione comunque soddisfacente, con tanto di doppietta record a Long Beach, dove Waton e Lauda chiusero al primo posto dopo essere partiti dall'undicesima e dodicesima fila.

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Da quel momento la Mclaren divenne la dominatrice assoluta della scena, nel 1984 infatti il team tornò al titolo, con Lauda campione per solo mezzo punto sul compagno di squadra Alain Prost in un campionato nel quale ai rivali rimasero solo le briciole, arrivò anche il momento di Prost, mondiale nel 1985 e ancora nel 1986 a confronto con le potenti Williams, poi un anno di transizione prima del passaggio ai motori Honda per un sodalizio che aprì un secondo ciclo di successi, caratterizzati dall'aspro scontro tra Senna (campione nel 1988, 1990 e 1991) e Prost, che vinse il suo terzo titolo nel 1989 prima di passare senza troppa fortuna alla Ferrari. Nel 1992 si impose la Williams, destinata a monopolizzare la scena negli anni seguenti, mentre la casa di Woking dal 1993 perse i motori Honda e dovette arrangiarsi per un paio di anni, prima con i Ford clienti (con cui Senna riuscì miracolosamente e lottare per il titolo) e poi con i Peugeot, prima dell'apertura di un nuovo ciclo con la Mercedes, che scelse il team inglese per tentare la scalata in Formula 1. Dopo alcuni anni di transizione, nel 1998 Mika Hakkinen conquistò il suo primo titolo mondiale alla guida della Mclaren e l'anno seguente concesse un gradito bis, segnando la propria epoca in un confronto tanto acceso quanto corretto con Michael Schumacher, con il quale il finlandese costruì un rapporto di grande rispetto reciproco.

Negli anni seguenti il team si mantenne su ottimi livelli, ma risentì di problemi di affidabilità che finirono per penalizzare l'astro nascente Kimi Raikkonen, in lizza per il titolo nel 2003 e nel 2005 ma rimasto a bocca asciutta causa un numero di eccessivi ritiri e inconvenienti. Con il passaggio del finlandese alla Ferrari la Mclaren si affidò ad una coppia esplosiva formata dal debuttante Lewis Hamilton e dal campione in carica Fernando Alonso, ma i due vissero un'infelice convivenza e si ostacolarono a vicenda, con il titolo mondiale che finì clamorosamente proprio a Raikkonen per un solo punto sui due piloti del team inglese, sconvolto in quell'anno anche dalla spy story, vicenda nata da un'inchiesta da parte della FIA per alcuni disegni della monoposto F2007 Ferrari rinvenuti a casa del suo capo-progettista Mike Coughlan, motivo per cui la FIA decise di condannare la McLaren al pagamento di 100 milioni di dollari di ammenda, oltre a stabilire l'azzeramento dei punti nella classifica costruttori 2007. Alonso tornò alla Renault e Hamilton divenne indiscussa prima guida, confermando la fiducia con la conquista dell'ultimo titolo mondiale nella storia del team, che dopo un anno di transizione si è riproposto ad alti livelli con la coppia Hamilton - Button (campione 2009 con la Brawn), proseguendo poi in una parabola discendente, con disimpegno Mercedes (impegnata ora con un proprio team) e infelice ritorno ai propulsori Honda, nonostante l'impiego di due piloti di altissimo livello quali  Button e Alonso.


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