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Lotus



Il team Lotus è stato uno dei più vincenti della storia della Formula 1 e in assoluto tra i più rivoluzionari, ad esso vanno infatti attribuiti i meriti delle più grandi rivoluzioni tecniche della Formula 1: il telaio monoscocca (Lotus 25), il motore con funzione portante (Lotus 49), i radiatori laterali (Lotus 72), lo sfruttamento dell'effetto suolo (Lotus 78 e 79), le sospensioni attive (Lotus 92), la Lotus è stata inoltre tra i primissimi costruttori a sperimentare l'utilizzo dei materiali compositi.
Dopo la gavetta nelle serie minori, il debutto in Formula 1 avvenne nel 1958, ma fu il 1960 l'anno della svolta con le prime due vittorie con Stirling Moss a volante e con l'inizio del legame tra il patron Colin Chapman e il pilota scozzese Jim Clark, con il quale nascerà un rapporto umano e professionale unico, che consentirà ai due di stimolarsi reciprocamente alla ricerca di soluzioni sempre più estreme e vincenti.

La prima vera scommessa fu la Lotus 25, disegnata interamente "intorno" a Clark, che dominò il mondiale 1963 vincendo sette gare su dieci, ripetendosi nel 1965 con l'evoluzione di quella vettura, ovvero il modello 33. Presa in contropiede dai cambi regolamentari, la scuderia inglese iniziò a recuperare terreno nel 1967, ponendo le basi per l'anno seguente, dove corse con colori e loghi di uno sponsor (novità assoluta), in un campionato segnato dalla tragica scomparsa di Clark in una gara di Formula 2, con passaggio di consegne a Graham Hill, che andò a vincere il mondiale.

Nel 1969 fu l'anno di Stewart e della Matra ma nel 1970 fu ancora la Lotus a presentarsi come vettura da battere, in questo caso con lo sfortunato Jochen Rindt, che vinse l'unico mondiale "postumo" della storia dei gran premi, in quanto perì durante le prove a Monza ma nessuno degli inseguitori riuscì a colmare il margine per superarlo.
Il titolo piloti successivo fu conquistato da Emerson Fittipaldi, che trionfò nel 1972 ma entrò presto in rotta di collisione con Chapman, che durante la stagione successiva iniziò a preferirgli Peterson, conquistando comunque il titolo costruttori, mentre la Tyrrell e Stewart approfittarono delle polemiche dei rivali per vincere il campionato piloti. Seguirono alcuni anni opachi, dai quali il team di Chapman si risollevò solo nel 1977 tornando in lotta per il titolo con Mario Andretti, che divenne campione del mondo l'anno successivo con le Lotus 78 e 79, al termine del lungo duello con il compagno di squadra Peterson, tragicamente scomparso in seguito al grave incidente occorso alla partenza del gran premio d'Italia.
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Fu l'ultimo titolo per la Lotus che negli anni seguenti tentò soluzioni innovative ma non efficaci in confronto ad una concorrenza sempre più agguerrita, riuscendo a vincere un altro gran premio con De Angelis a Zeltweg, con arrivo in volata sul futuro campione del mondo Rosberg, ultimo successo cui assistì Chapman, stroncato da un infarto alla fine dell'anno, con la gestione della società che passò a Peter Warr, con successiva gestione tecnica del tecnico Doucarouge.
In quegli anni il team mantenne un buon livello di prestazioni, grazie a buone vetture e a motorizzazioni (prima Renault e poi Honda) di alto livello, affidandosi prima a De Angelis (terzo nel 1984 alle spalle delle imprendibili McLaren) e poi all'astro nascente Ayrton Senna, quest'ultimo capace di restare spesso in lotta per il titolo conquistando pole position a ripetizione e vincendo alcune gare, prima del passaggio alla McLaren nel 1988.
Da quel momento la Lotus inizierà un'inesorabile parabola discendente: alla fine di un 1988 molto deludente, nonostante l'ingaggio di Piquet, se ne andarono la Honda e Doucarouge, poi fu la volta della Camel, che abbandonò il team dopo le stagioni 89 e 90, vissute ai margini dello schieramento, con tanto di una duplice mancata qualificazione al gran premio del Belgio nel 1989. Con l'arrivo di Peter Collins a gestire il team, i due nuovi piloti Herbert e Hakkinen riuscirono a vivere un paio di stagioni felici, ma la crisi continuò fino al 1994, stagione vissuta anche con l'aiuto di piloti paganti e senza ottenere alcun punto, prima delle mesta chiusura al termine della stagione, quando il materiale venne venduto alla Pacific Racing.


 

Video dedicato alla Lotus e Chapman


Dettagli e onboard della Lotus 25



La 79, l'ultima Lotus mondiale


L'ultima vittoria: Detroit 1987