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Benetton

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La Benetton entrò nel mondo delle corse nel 1983 come sponsor prima per la Tyrrell e poi per Alfa Romeo e Toleman; a partire dal 1986 rilevò quest'ultima e la Spirit fondando un unico team: la Benetton Formula.
Per il debutto ufficiale vennero scelti i piloti Teo Fabi e Gerhard Berger e il motore turbo BMW: la stagione iniziò con 8 punti nelle prime tre gare e un podio per Berger poi, dopo un lungo periodo di crisi, fu l'austriaco a tornare a punti e infine a vincere a sorpresa la prima gara, a Città del Messico, mentre Fabi ottenne due pole position, a Zeltweg e Monza, ma fu costretto al ritiro. Nel 1987 Berger passò alla Ferrari e al confermato Fabi venne affiancato Thierry Boutsen, il nuovo motore V6 turbo Ford si dimostrò all'altezza e la stagione portò un ulteriore miglioramento con un podio a testa per i due piloti e un totale di 28 punti validi per il quinto posto tra i costruttori, mentre l'anno seguente (con passaggio all'aspirato Ford) i podi furono sette (cinque per Boutsen e due per il nuovo arrivato Nannini) con 39 punti totali che portarono il team al terzo posto tra i costruttori, alle spalle delle imprendibili Mclaren e della Ferrari. Nel 1989 la Benetton, seppur scavalcata in classifica dalla Williams, confermò le ottime impressioni delle stagioni precedenti e Nannini colse a Suzuka l'unica vittoria in carriera (in seguito alla nota squalifica di Ayrton Senna) mentre sulla seconda vettura si alternarono Johnny Herbert ed Emanuele Pirro, a fine stagione vennero invece conclusi gli accordi per l'ingaggio di Nelson Piquet e del progettista John Barnard: il campione brasiliano, dopo due deludenti stagioni in Lotus, mostrò lo smalto degli anni migliori con una stagione densa di soddisfazioni chiusa al terzo posto e con due vittorie consecutive a Suzuka ed Adelaide, occasioni in cui Nannini (infortunatosi gravemente in elicottero) venne sostituito da Moreno, che in Giappone arrivò secondo permettendo al team di ottenere una storica doppietta.
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Confermati piloti e struttura, nel 1991 il team si dimostrò meno competitivo e invertì il trend di crescita degli ultimi campionati, ciò nonostante Piquet ottenne l'ultima vittoria in carriera (a fine anno si ritirò) e dal Gran Premio d'Italia venne ingaggiato Michael Schumacher, strappato alla Jordan con cui aveva appena debuttato, appiedando così Moreno; nell'area tecnica Barnard lasciò la squadra a metà stagione e arrivarono Ross Brawn alla direzione e il rientrante progettista Rory Byrne. La Benetton tornò prepotentemente a risalire con un 1992 al di sopra delle aspettative in cui, nonostante lo stra-dominio della Williams, Schumacher vinse il primo Gp in carriera (a Spa) e in tutte e sedici le gare almeno una delle due vetture (l'altra fu affidata a Brundle) entrò in zona punti; nonostante l'evoluzione tecnica subì un rallentamento la Benetton confermò il terzo posto tra i costruttori anche l'anno dopo e Schumacher colse un'altra vittoria piazzandosi costantemente sul podio, mentre Patrese chiuse con il team la propria lunghissima carriera, cogliendo all'Hungaroring un ultimo podio arrivando secondo, oltre alla terza piazza di Silverstone e ulteriori piazzamenti.
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Nel 1994 venne presentata la competitiva B194, dotata di un Ford V8 meno performante del Renault ma molto affidabile e versatile, a completare una vettura aerodinamicamente efficace e adattata perfettamente allo stile di guida di Michael Schumacher, che strabiliò i rivali con due vittorie nelle prime due gare, confermandosi dopo il terribile fine settimana di Imola arrivando al termine del Gp di Francia con sei vittorie e un secondo posto in sette gare e ben 37 punti di vantaggio sul diretto inseguitore Damon Hill, divenuto prima guida Williams dopo la scomparsa di Ayrton Senna. Nel Gp d'Inghilterra Schumacher venne squalificato per aver superato più volte Hill nel giro di ricognizione e per non aver rispettato la penalità comminatagli, in Germania si ritirò, a Spa venne squalificato di nuovo per un consumo eccessivo del fondo, mentre a Monza e all'Estoril scontò due ulteriori gare di stop per l'infrazione a Silverstone. Le due vittorie all'Hungaroring e a Jerez non bastarono dunque per allungare e con la vittoria di Suzuka Hill si portò ad un solo punto con una gara da disputare: in Australia Schumacher uscì di strada e al rientro chiuse la porta al rivale, una manovra discussa che portò entrambi al ritiro con conquista del primo titolo per il giovane tedesco e per la scuderia. Il titolo venne bissato l'anno successivo dove Schumacher sbaragliò la concorrenza e la B195 motorizzata Renault, con l'aiuto di Johnny Herbert, conquistò anche la coppa riservata ai costruttori, ma a fine stagione l'asso tedesco cedette alle lusinghe della Ferrari, seguito l'anno seguente da Byrne e Brawn, situazione che riportò la Benetton in mezzo al gruppo, prima con una vettura che rappresentava una semplice rivisitazione della B195 e poi con la B197 che deluse le aspettative, soprattutto nei circuiti lenti: Gerhard Berger ottenne una vittoria (curiosamente la prima e l'ultima vittoria dell'austriaco e del team in F1 coincidono) e insieme al collega Alesi colse podi e piazzamenti a punti, ma in entrambe le stagioni il team non andò oltre il terzo posto tra i costruttori.

Il 1998 portò ad un cambio regolamentare ma soprattutto al ritiro della Renault, che passò i suoi motori alla Mecachrome, che a sua volta li distribuì a Williams e Benetton (questi ultimi ribattezzati Playlife): per tre stagioni la scuderia (che dal 1996 correva con licenza italiana) schierò i due giovani Wurz e Fisichella, con il primo che nonostante alcune buone prestazioni non riuscì a decollare dopo un ottimo debutto (avvenuto durante il 1997 in momentanea sostituzione di Berger) e l'italiano che fece il possibile per emergere con tanto di tre secondi posti e due terzi, ma entrambi furono penalizzati da una vettura mai all'altezza della situazione. Il 2001 fu l'ultimo anno di attività del team, che scese al settimo posto tra i costruttori e dovette accontentarsi di otto punti per Fisichella e due per Button nonostante il ritorno della Renault, che nel febbraio 2002 rilevò la struttura e la licenza chiudendo l'esperienza della Benetton in Formula 1.


VIDEO D'ARCHIVIO DEDICATI ALLA BENETTON

Spa 1995: Schumacher affronta il diluvio con le slick
Adelaide 1994: Schumacher campione tra le polemiche
Adelaide 1989: Pirro in azione sotto il diluvio

Benetton Bmw turbo in azione

 

Nannini in azione a Imola