FRASI DAL MONDO DELLA FORMULA 1
 
Frasi, aforismi e rare immagini tra passato e presente dello sport più bello del mondo




"Non lo sopporto, sembra che dorma nei box: quando io me ne vado, lui rimane. Quando arrivo al mattino lui è già lì."
Alain Prost su Ayrton Senna

"Capisco un pilota che va più veloce di te nelle curve veloci, ci sta... Ma quello che mi sconvolgeva in Prost era la sua capacità di essere più veloce di te nelle curve lente. A Montecarlo perdevo tre decimi rispetto a lui solo nel tratto del Loews, come facesse non l'ho mai capito, tanto più che in quegli anni la telemetria era fantascienza. Credo che Alain fosse semplicemente un genio al volante."
Eddie Cheever sul compagno di squadra Alain Prost

"Quello che ho fatto l'ho fatto per me. L'egoismo ci domina e ci isola. Se il mio operato ha finito per giovare anche ai miei collaboratori, ai miei connazionali,allo sport, al progresso dell'automobile, a tutto quello che si vuole, mi fa piacere, ma la verita' è che ho sempre agito esclusivamente per me ". Enzo Ferrari

"tra me e i miei avversari è battaglia per la Pole position e questo è importante.. ma con Gilles puoi vedere una battaglia per tutto. anche per un decimo posto". Alain Prost

"E' necessario rilassare i muscoli quando si può, rilassare il cervello invece è fatale". Stirling Moss

"Non importa quanto veloce vai, quella piccola fottuta rana sarà sempre mezzo secondo più veloce di te". John Watson su Prost

"Quando ero giovane mi divertiva correre sotto la pioggia. A metà carriera incominciava a non importarmene. Negli ultimi anni, sentendo il rumore che le gocce di pioggia facevano sulla finestra, mi svegliavo la mattina presto dicendo: 'Merda, sta piovendo!" 
Gerhard Berger

"Troppo spesso in questo impegnativo sport, unico in termini di capacità, dedizione, coraggio e concentrazione, qualcuno paga un tributo per aver tentato di fare un po' meglio degli altri o passare un po' più veloce. E troppo spesso qualcuno paga solo per essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato,in una situazione o un insieme di circostanze tali che nessun essere umano le può controllare. Tuttavia le corse sono fatte così. Noi lo accettiamo, godiamo di ciò che facciamo, abbiamo un sacco di soddisfazioni."
Bruce Mclaren

"Non voglio paragonarmi a Fangio, perchè lui è stato straordinario in un'epoca in cui era molto più pericoloso correre. Aveva alle spalle un buon team, ma non come il mio: la Ferrari è una leggenda, di cui io sono solo una piccola parte.. Fangio era lui stesso da solo una leggenda!"
Michael Schumacher (Dopo aver conquistato il quinto titolo)

"A Zandvoort vidi il mio compagno di scuderia Jim Clark sbucare in cima alla collina con la macchina di traverso, lanciata a tutta velocità sulla strada viscida. La mantenne in quella posizione per tutto il tratto che lo separava dalla curva Scheivlak, dove fu costretto a frenare con la macchina ancora di traverso. Se bisogna guidare in quel modo per vincere, allora preferisco arrivare ultimo." Peter Arundell

"Puoi superare le tue paure solamente se le attacchi a testa alta"
Mika Hakkinen

"Nel '59 ruppi i freni per quattro volte... non nel senso che non funzionarono perfettamente, non li avevo proprio più. Come se il condotto dell'olio dei freni fosse stato tranciato. Così, beh, quando mettevo giù il piede per frenare, l'olio cominciava a schizzare per aria. Ho sempre creduto che Colin sarebbe diventato un genio per il suo talento di progettare e tutto, se avesse potuto superare questa idea malsana di fare le macchine dannatamente troppo leggere. Voglio dire, l'idea di Colin riguardo alle macchine da corsa era che doveva vincere la corsa e, dopo aver attraversato il traguardo, collassare in un mucchio di rottami. Se non lo faceva, voleva dire che la macchina era troppo resistente." Innes Ireland

"Il mio più grande ricordo su Ronnie è la genuina amicizia che abbiamo condiviso. Sono stato fortunato ad essergli amico."
Mario Andretti

"A Monza l'incitamento dei tifosi vale almeno mezzo secondo a giro."
Rubens Barrichello

“Certo sono una persona competitiva e la competitività è importante in Formula 1. Ma non corro solo per la competizione che potrei trovare anche giocando a tennis o correndo in bicicletta. Corro in Formula 1 perché le auto mi danno una sensazione unica, che non posso trovare da nessun’altra parte. Non c’è niente come la F1. Devi resettare il cervello ogni volta che Sali in macchina perché lì tutto accade più velocemente. E quando non guidi una monoposto per alcune settimane quando ricominci il livello delle performance ti lascia sorpreso. Gli stili di guida, tra kart e F1, sono simili, ma nel kart non succede nulla d’imprevisto. La tua mente non viene mai colta di sorpresa e puoi prevedere quello che sta per succedere. Non è così in Formula 1: quando spingi sul freno il cervello impiega 0.2 secondi a reagire. E’ una sensazione splendida”. Fernando Alonso
“Il mio eroe era Jim Clark. Correva lo stesso giorno in tre categorie ed era sempre al limite.” Ron Dennis

"Hanno detto di me molte bugie. Forse quando correvo in Formula 3 avrò fatto qualche sorpasso azzardato ma se non si riusciva a mettersi in buona posizione in gare con 50 concorrenti era perfettamente inutile arrivare al traguardo. Essere un pilota non è affare per uomini pavidi o per ragionieri del volante”. James Hunt

"Era sempre una battaglia per rimanere vivo. Dovevi arrivare al limite senza fare errori. Correre in Formula 1 significa controllare la tua auto e testare i tuoi limiti. Per questo la gente corre: per sentire la velocità, la macchina e il controllo. Ai miei tempi, se ti spingevi troppo oltre, ti ammazzavi. Dovevi trovare il giusto equilibrio, come un funambolo, per rimanere in vita. Era la precisione, non il pericolo, che mi interessava. Io ero più tecnico degli altri. Non volevo andare più veloce; volevo capire la macchina in modo da sapere esattamente come farla andare più forte".  Niki Lauda

"Ho vinto tre titoli mondiali senza mai essere il più veloce in pista perchè nelle gare ci vuole anche testa e quella non mi è mai mancata" Niki Lauda

«Pensi di avere un limite, così provi a toccare questo limite. Accade qualcosa. E Immediatamente riesci a correre un po' più forte, grazie al potere della tua mente, alla tua determinazione, al tuo istinto e grazie all'esperienza. Puoi volare molto in alto.». Ayrton Senna

"il piacere della vittoria si attenua man mano che la lista si allunga, ma la vittoria resta importante. E lo resterebbe anche se essa non causasse più nessun piacere. Per contro la nozione di vittoria si allarga man mano che si avanza». «Agli inizi non si conosce che la vittoria ufficiale; non si vuol conoscere che questa. Più tardi, quando si è in grado di distinguere il merito dal risultato, e quando ci si rende conto che non sempre essi coincidono, si arriva velocemente a preferire il primo al secondo». «È d’altra parte semplice da spiegare: la vittoria che si è meritata senza ottenerla è più autentica di quella che si è ottenuta senza meritarla. È dunque semplicemente logico che accada ad un pilota cosciente di essere contento, e contento di se stesso, un giorno in cui non ha vinto. Si tratta semplicemente di un’altra espressione dello stesso desiderio di vincere". Jacky Ickx

"Alla fine eravamo diventati buoni amici. In Ungheria non avrei potuto chiedere di meglio : io campione del mondo e Ayrton con me sul podio perché aveva vinto la gara. Mi abbraccio e mi disse che non c'era sensazione migliore di quella di sentirsi campione del mondo. E aveva ragione. Ci sono state delle incomprensioni, per esempio a Spa. Io e Ayrton avevamo avuto un incidente e andavamo forte, quasi 320 km/h. Io non avevo apprezzato il suo modo di guidare così andai nel suo box per parlare con lui. Fu una chiacchierata animata e c'erano quattro meccanici che mi tenevano e Ayrton mi diede un paio di pugni ma io non sentii nulla. Gli ripetevo di colpirmi ancora più forte. E' stato divertente". Nigel Mansell

"Ero sempre sollevato quando era giunta l'ora di andarsene. L'unica volta in cui ti sentivi a tuo agio nel pensare al 'Ring era quando ti trovavi molto lontano, rannicchiato in casa di fronte al fuoco in una serata invernale. Non feci mai un giro tirato in più di quelli assolutamente necessari." Jackie Stewart

“Se vale la pena di rischiare? E’ un dubbio sciocco. Nessuno si chiede mai, per esempio, quante vite sono state risparmiate con l’avvento dei freni a disco che sono stati sperimentati in corsa. Così come non trovo giusto trattare i piloti come una sottospecie di imbecilli che non sanno decidere da soli del loro futuro. Nessuno ci obbliga a scendere in pista: è una scelta difficile ma libera e questo dovrebbe bastare a porre termine a tante chiacchiere”. James Hunt

"Per correre chiedo solo un dollaro, tutto il resto è per il mio personaggio". Niki Lauda

"Io do il tutto per tutto pur di arrivare primo invece che racimolare punti. Non ho nessuna intenzione di vincere il campionato del mondo piazzandomi terzo o quarto ogni volta". Gilles Villeneuve

"Fumo solo sigarette mild, non bevo più, modero i miei appetiti sessuali, ma vado piano lo stesso". Alessandro Nannini

"Faccio il pilota per un pasto al giorno e un pacchetto di sigarette"
Jo Schlesser

"La prima volta che ho lasciato il box a bordo di una F1 ho capito che ero nato per fare il pilota". Mika Hakkinen

"Oggi cambiano gomme 4 volte a gara. Io, nel 1976, dopo che vinsi il GP d'Austria mi sono tenuto lo stesso set di gomme anche per la gara dopo, perché era il migliore che la Goodyear potesse darci!"
John Watson

"Nella vita e nei GP ci sono quelli qualsiasi e i racer. Quelli qualsiasi guardano come vanno le cose, i racer le fanno succedere. Io sono un Racer". Nigel Mansell
"Gli altri possono sedersi al simulatore se vogliono. Io sono qui per guidare". Kimi Raikkonen

"A parità di macchina, se voglio che qualcuno mi stia dietro, state tranquilli che ci resta". Gilles Villeneuve

“Durante una delle sue fermate ai box prima dell'incidente, François mi disse: ‘Guarda i miei tempi. Ora provo ad abbassarli. Pensa che coincidenza: ci credi che sto guidando la Tyrrell numero 6, col telaio numero 006, motore numero 66 e che oggi è il 6 di ottobre? Oggi è il mio giorno.’” Jo Ramirez

"Non voglio nessuna segnalazione dai box. Vado veloce per quanto posso, sempre e comunque. E' inutile segnalarmi di andare più forte perchè non posso. E' inutile segnalarmi di andare più piano perchè non lo farò" Raymond Sommer, primo pilota a guidare per il neocostruttore Enzo Ferrari, giungendo terzo al debutto della 125 al Gran Premio d'Italia del 5 settembre 1948, a Torino.

"..ho cercato di stare davanti a lui, ma l’ho guardato sempre come un idolo. Volevo essere come lui. Probabilmente mi vedeva come il piccolo ragazzo che voleva aiutare. E’ stato un rapporto molto diverso da tutti gli altri miei compagni di squadra, forse è per questo che ho deciso di annunciare il mio ritiro a Monza, in quanto vi è una storia collegata a questo. Kimi aveva già firmato un contratto con la Ferrari due anni prima e l’unico modo per me di restare con la Ferrari era che Michael andasse in pensione. E lo ha fatto, a Monza del 2006. Probabilmente era un po’ stanco, forse avrà pensato ‘Felipe sta facendo un buon lavoro, meglio dargli la possibilità di rimanere’. Non lo so, ma è per questo che ho preso la mia decisione a Monza 2016, dieci anni dopo” Felipe Massa

"La mente del pilota deve avere la capacità di prevedere quello che accadrà. Cordinamento e riflessi straordinari. In un secondo si percorre la lunghezza di un campo da calcio e questo significa che dovete visualizzare uno o due secondi prima quale traiettoria la vostra auto assumerà e che cosa avete intenzione di fare, perchè tutto avviene troppo velocemente.
Io sono stato enormemente fortunato, ho avuto alcuni grandi incidenti, ma nonostante ciò, sono ancora qui... grazie a Dio". Emerson Fittipaldi

"No, no. Il futuro è per le altre persone". Patrick Depailler

24 ottobre 1976 : Fuji, secondo giro, Lauda rientra ai box e scende dalla sua monoposto
Forghieri: "che succede, hai problemi,qualcosa non funziona a dovere?
Lauda: "Mi ritiro, tutto qua, ho paura di correre sotto questo diluvio e in queste condizioni"
Forghieri: "Diamo la colpa alla centralina elettronica e tutto si risolve"
Lauda: "No, dirò che ho avuto paura."

"Ho mancato la marcia, il che mi è costato un secondo. È stato allora che Rosberg mi è venuto sotto. Ho pensato che dovevo farcela a tutti i costi: l'ho bloccato in ogni modo, non poteva assolutamente passare."
Elio De Angelis a proposito del duello di Zeltweg nel 1982

"Ho corso pensando a Gilles, ogni tanto mi veniva in mente. La gente con le sue urla che sentivo benissimo me lo ricordava, la mia vittoria la dedico proprio a Gilles. Ero in testa ma incominciavo a perdere concentrazione a causa del motore quando qualcosa urtò il mio casco come se qualcuno mi avesse dato un colpo dicendomi «Andiamo ragazzo, svegliati!». Credevo di aver urtato un uccello, ma all'arrivo non trovai nessun segno sul casco." Patrick Tambay, Imola 1983

"Io correvo giorno per giorno. Per Niki ad ogni gara si trattava di essere in cima, programmò la sua vita per essere campione del mondo. Io mi sono goduto la vita, era il massimo che potessi fare". Clay Regazzoni

“Per mantenere il mio equilibrio mi occorre andar forte. Mi è necessario portare sempre la vettura al limite. Se rallento appena un poco comincio a commettere alcuni errori, quindi sono in una situazione migliore quando spingo a fondo". Ronnie Peterson

"Quello che trascorri guidando a Spa è il tempo più ripagato nella vita di un pilota".  Niki Lauda

"Quando fai la gavetta ti ritrovi in molte situazioni, spesso da ragazzino, nelle condizioni di dover vincere per forza. O fai il risultato o non hai una seconda chance. Quindi quando arrivi sei uno che sa maneggiare la pressione, sa come fare il risultato, perchè quell'attitudine ha significato per te vita o morte. Io ho dei ricordi precisi a proposito. Ero ragazzino, correvo in kart, mio padre viene da me con la faccia più seria che gli ho mai visto e mi fa: Jarno questa è l'ultima, capolinea. Abbiamo un telaio, quattro ruote e un motore, andiamo a correre ma non possiamo continuare oltre. La gara era a Roma, alla Pista d'Oro. Nessuno che non fosse cresciuto li l'aveva mai vinta. Io venivo da fuori. Ed ero disperato. L'unica cosa che sapevo è che avrei vinto in qualunque condizione. La mia carriera continuò solo grazie a quella vittoria". Jarno Trulli