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Zio Paperone e l'avventura in Formula 1


"Ricordati che la benzina costa! E non frenare troppo che consumi i pneumatici". Lo diceva Zio Paperone in un fumetto, all'epoca chi avrebbe mai immaginato che un giorno in quella che era la categoria regina i team avrebbero veramente basato la competizione sul risparmio dei pezzi e sulla prudenza per non incappare in assurde penalità?

Era il settembre del 1984 e i noti personaggi dei fumetti sbarcarono in Formula 1, con tracciati originali (Jacarepagua, Zolder ecc.), avventure ovviamente fantasiose e le classiche parodie di scuderie e piloti reali: Paperone si recò Mirabello per confrontarsi in modo animato con il commendator Perrari, le gare erano raccontate dal telecronista Bolsonieri, con protagonisti come la McLallen di Crost e Niki Bagnacauda, la Perrari Starnoux e Alberetto, l'Alfa Marameo di Pretese, la Perault con Tamburay o ancora le scuderie Polleman, Plotus e Brabram. Il rivale Rockerduck aveva creato una propria scuderia, la Rockerturbo affidata al famoso Emerson Fritticaldi, di conseguenza Paperone, attirato dal business della Formula 1, avviò la Turbopaper e in mancanza di particolari contatti affidò il volante al nipote Paperino, con i nipotini Qui, Quo e Qua nel ruolo di meccanici, tentando di cimentarsi in un ambiente nuovo, con fornitori e sponsor di grido come Polpetton, Cola Cola, Tarmalat, Lampari, Magnate Metalli, motori Mord e batterie Giamm, oltre alla birra Stella a Pois.

Vi abbiamo raccontato anche troppo, di seguito la storia intera, un bel tuffo nel passato. Grazie a Francesco per la segnalazione.