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Cavallo Pazzo - Una vita oltre il limite (Beppe Gabbiani)


Editore Edizioni Tip.Le.Co.
Pubblicato 2008
Pagine 272
Lingua Italiano
Autori Beppe Gabbiani (con Paolo Gentilotti)
Prefazione Mario Donnini

Sempre a modo mio...
Così Beppe Gabbiani inizia, con una prima introduzione, il suo libro "Cavallo pazzo", un modo schietto e semplice per descrivere l'attitudine al volante, e non solo, di un pilota che ha lasciato il segno e che, leggendo tra le pagine della sua biografia, fa venir voglia di viaggiare nel tempo per vedere (o rivedere) "in diretta" piloti che, con i loro i pregi e difetti, avevano carattere e tratti distintivi ben definiti, lontani dalla tentazione di moderarsi in nome di apparenza o diplomazia, vivendo appieno la propria stimolante e pericolosissima professione.
La storia parte da Podenzano, comune in provincia di Piacenza dove l'azienda di famiglia Gabbiani ha fatto lavorare intere generazioni e dove il piccolo Beppe, definito nel testo come un giamburrasca, iniziò le proprie scorribande fino a scoprire quella passione per la velocità che lo accompagnerà per tutta la vita, unita ad un talento innato e ad un atteggiamento sicuramente al limite, ma anche attento a valutare errori e possibilità di miglioramento, armi indispensabili per chi in pista vuole fare strada.
Il soprannome "Cavallo Pazzo" gli fu attribuito addirittura da Enzo Ferrari, il quale guardando una gara a Varano definì "matti" i piloti in pista, in particolare quel piacentino... e quel piacentino, che è sempre andato forte, ci racconta delle sue avventure nelle formule minori, dove si confrontò con gente quale Riccardo Patrese o il grande amico Elio De Angelis, o ancora Nannini e Regazzoni, nomi che portano alla memoria epoche indimenticabili.
A furia di correre Cavallo Pazzo arrivò alla Formula 1: fu la Surtees ad offrirgli la possibilità di scendere in pista per sostituire Brambilla e lui non si fece pregare, centrando il miglior tempo a Watkins Glen nelle prime prove svolte sul bagnato, con una vettura che di certo non era abituata a stare davanti. 
Le attenzioni degli addetti ai lavori, i complimenti di Alan Jones, poi un piccolo errore che gli costò la qualificazione proprio mentre stava per strappare un sesto tempo che avrebbe rappresentato un miracolo, invece nulla, come a Montreal, ultima del mondiale; l'occasione si ripresentò solo due anni più tardi per disputare una gara fuori campionato con la Shadow, ma il team non rispettò i patti e l'affare sfumò.
L'unica vera stagione in Formula 1 fu quella del 1981, con l'Osella, ma alla guida di una vettura poco competitiva e con alcune situazioni difficili nei rapporti con il team (addirittura la diserzione a Las Vegas) non permisero al pilota piacentino di ottenere quanto desiderava quindi arrivò l'addio alla Formula 1, mondo cinico che offre poche occasioni e non sempre con i mezzi giusti.
La carriera di un pilota va anche oltre, quindi avanti con la Formula 2, categoria un tempo di primissimo livello, poi i prototipi, la 24 ore di Le Mans, un breve trasferimento in Giappone e infine il turismo, in una carriera davvero infinita, raccontata con uno stile ironico, qualche frase dialettale, passando dalle gag con i colleghi, ai momenti più o meno felici della carriera, con qualche spazio per le tragedie che, purtroppo, fanno da sempre parte del motorsport e che i piloti come Beppe, che ha subito tra l'altro la scomparsa degli amici De Angelis e Gartner, sanno molto bene.
Immergersi in un viaggio come questo è sempre piacevole, a nostro avviso ancora di più oggi, dove la nostalgia per l'era di Cavallo Pazzo si fa decisamente sentire, quindi se volete seguire il consiglio, qui sotto vi tutti i collegamenti per poter acquistare il libro. 

Lo si trova su




in queste pagina trovate anche la biografia di Gabbiani