Piloti italiani

Un tempo i piloti italiani in Formula 1 partecipavano in gran numero, eredi di una scuola automobilistica di grande tradizione.
Riassumiamo in breve l'esperienza di coloro che spesso hanno dominato e vinto in altre categorie e, con alterne fortune, hanno partecipato ad una o più edizioni del campionato del mondo di Formula 1.

Apicella Marco
Pilota di successo in oriente (campione formula Nippon), vanta la più breve esperienza in Formula 1: chiamato nel 1993 dalla Jordan a Monza in sostituzione di Boutsen, si ritirò nel corso del primo giro a causa di un incidente, poi fu sostituito a sua volta da Naspetti e infine da Irvine.

Badoer Luca
Luca Badoer ottenne grandi successi nelle categorie minori, ma nel campionato di Formula 1 non riuscì a conquistare punti, costretto a lottare nelle retrovie tra il 1993 e il 1999 alla guida di auto di secondo piano. Divenne poi storico collaudatore Ferrari e nel 2009 accettò la sfida di tornare in gara in due occasioni in sostituzione di Felipe Massa ma la lunga distanza dai Gp di fece sentire e venne sostituito da Fisichella; arrivò in seguito il saluto definitivo a Maranello, anche a causa di un regolamento assurdo che vieta i test e limita lo sviluppo.

Baldi Mauro
Nel suo palmares vanta il titolo di Formula 3, la 24 ore di Le Mans e la 12 ore di Sebring. Debuttò in Formula 1 nel 1982 con la Arrows, per poi passare all'Alfa l'anno successivo e terminando la carriere nel circus con due anni alla guida della modesta Spirit, ottenendo in tutto 5 punti.

Barbazza Fabrizio
Fabrizio Barbazza divenne campione della serie americana Indy Lights ed ebbe l’occasione di debuttare in Formula 1 nel 1991 alla guida della Ags, senza mai riuscire a qualificarsi. Due anni dopo corse con la Minardi nella parte iniziale della stagione 1993 cogliendo due sesti posti, distinguendosi per una gara di grande valore a Donington sotto il diluvio. Tornato in America, fu vittima di un gravissimo incidente che lo costrinse a chiudere anticipatamente la propria carriera.

Barilla Paolo
Dopo alcune esperienze nelle serie minori, arrivò in Formula 1 alla fine del 1989 con la Minardi, scuderia con cui corse l’anno successivo senza riuscire a reggere il passo del compagno di squadra Martini e mancando in alcuni casi la qualificazione. Dopo alcuni anni di attività con le vetture Sport appese il casco al chiodo per dedicarsi alla nota azienda di famiglia.

Bertaggia Enrico
Dopo aver vinto eventi prestigiosi come i gran premi di Monaco e Macao in Formula 3, venne ingaggiato dalla Coloni alla fine del 1989 senza mai riuscire a superare le pre-qualifiche, penalizzato da una vettura poco competitiva e dalla totale mancanza di test prima del debutto: progressivamente migliorò le prestazioni pur senza mai staccarsi dall’ultimo posto del turno del venerdì mattina. Avrebbe dovuto correre nel 1992 con l’Andrea Moda ma venne licenziato dopo i primi due gran premi a cui tra l’altro la scuderia non partecipò, in seguito si dedicò a vetture sport e turismo.

Bruni Gianmaria
Tutt'ora in attività, ha ottenuto successi di grande rilevanza quali le affermazioni alla 24 ore di Le Mans o nel campionato Fia Gt, in Formula 1 ha avuto un'unica occasione nel 2003, alla guida di una Minardi già avviata al declino, senza guadagnare punti.

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Capelli Ivan
Ivan Capelli venne chiamato dalla Tyrrell a fine stagione nel 1985 e sorprese tutti con un quarto posto ad Adelaide poi, dopo un paio di gare all’Ags, nel 1987 passò alla March con cui nel 1988 (su vettura disegnata da Newey) fu protagonista nel finale di stagione con due podi e un duello da cineteca con Prost a Suzuka, situazione ripetuta due anni dopo al Paul Ricard, quando l’italiano dovette arrendersi nel finale causa noie al propulsore Judd. La situazione economica del team lo trascinò a fondo gruppo, mentre il passaggio alla Ferrari in piena crisi tecnica e dirigenziale fu disastroso e finì per stroncargli la carriera; si ritirò nel 1993 dopo due sole gare alla Jordan.

Caffi Alex
Alex Caffi vinse l’europeo di Formula 3 e debuttò in Formula 1 con l’Osella nelle stagioni 1986 e 1987, penalizzato da numerosi guai tecnici. Nel 1988 portò al debutto la Scuderia Italia (a Jacarepagua scese in pista con una F.3000, ultimo caso in F1), team con il quale ottenne un quarto posto a Monaco nel 1989. L’anno seguente, con la Footwork Arrows conquistò due punti senza sfigurare nei confronti del compagno Alboreto, mentre nel 1991 mancò spesso la qualificazione. Fu poi ingaggiato dall’Andrea Moda, ma non riuscì a scendere in pista per le vicende tragicomiche della scuderia, abbandonando poi la F1 per costruire una lunga carriera “a ruote coperte”

De Adamich Andrea
In seguito a importanti affermazioni nelle cronoscalate e nelle gare di durata, debuttò con la Ferrari disputando una gara nel mondiale di Formula 1 nel 1968, ritornando nella categoria dopo due anni, prima con Mclaren e poi con March senza particolare fortuna. Passato alla Surtess conquistò due quarti posti prima di terminare la carriera a causa di un grave incidente durante il gran premio d'Inghilterra nel 1973. E' noto soprattutto per l'attività di giornalista e telecronista di Formula 1.

Fabi Corrado
Fratello minore di Teo, campione di Formula 2, ricevette la chiamata dell'Osella nel 1983, ma non riuscì ad esprimere il proprio potenziale alla guida di una vettura poco competitiva, mancando sovente la qualificazione. L'anno seguente corse alcune gare con la Brabham in sostituzione del fratello, per poi impegnarsi per un breve periodo al campionato Cart in Usa.

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Ghinzani Piercarlo
Campione italiano ed europeo di Formula 3, attivo e vincente anche in alcune competizioni di durata, si vide offrire nel 1981 la possibilità di debuttare in Formula 1 (senza aver mai eseguito un test) dalla Osella, scuderia cui legò la propria carriera. Tornò nel Circus nel 1983 e l’anno seguente colse uno storico quinto posto a Dallas, poi nel 1985 passò momentaneamente la Toleman, in quanto il team italiano era a corto di fondi e necessitava di pay driver. Rientrato nel 1986, trascorse successivamente un paio di stagioni senza fortuna con Ligier e Zakspeed, rientrando ancora all’Osella nel 1989, stagione in cui riuscì a superare le pre-qualifiche in tre sole occasioni; senza mai aver avuto la possibilità di guidare un auto competitiva e ormai demotivato, abbandonò la Formula 1 avviando una lunga e soddisfacente carriera da costruttore.


Giunti Ignazio
Grazie a risultati di rilievo ottenuti in gare turismo ed endurance, la Ferrari gli affidò un volante nel gran premio del Belgio nel 1970, dove giunse incredibilmente quarto al debutto.
Corse altre gare con la rossa guadagnandosi un posto nel mondiale marche per la stagione successiva, purtroppo perse la vita durante la 1000Km di Buenos Aires tamponando violentemente la vettura di Beltoise, che lo stesso stava spingendo a piedi per riportarla ai box.

Larini Nicola
Dopo la consueta gavetta, arrivò in Formula 1 nel 1987 guidando per scuderie di secondo piano quali Coloni, Osella, Ligier e Modena Team. Divenne collaudatore Ferrari e con il team di Maranello poté correre quattro gran premi cogliendo come miglior risultato un secondo posto nel tragico gran premio di San Marino nel 1994, mente nello stesso periodo si dedicò alle vetture turismo vincendo il Superturismo italiano e il Dtm. Breve parentesi in Formula 1 con la Sauber all’inizio del 1997 (un sesto posto come migliore risultato) prima di tornare a dedicarsi con successo alle auto a ruote coperte, con cui ha corso fino ai giorni nostri.

Langes Claudio
Campione italiano di Go Kart, non riuscì a partecipare nessun gran premio di Formula 1: ingaggiato dall’EuroBrun ormai al dissesto finanziario, terminò la propria avventura dopo 14 tentativi vani di superare le pre-qualifiche, “impresa” che in alcuni casi riuscì al più esperto compagno di squadra Moreno.



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Liuzzi Vitantonio
Campione mondiale di karting, esordì in Formula 1 con la Red Bull nel 2005 alternandosi con Klien, per poi passare alla scuderia gemella, Toro Rosso, dal 2006, giungendo a punti due volte in due stagioni. Non venne confermato dalla scuderia austriaca e ripiegò su un ruolo da collaudatore alla Force India, che lo fece debuttare nel finale del 2009 in sostituzione di Fisichella, passato alla Ferrari, guidando anche per tutta l'annata successiva, anche se la scuderia indiana gli preferì poi Di Resta, costringendolo ad accettare il contratto della modesta Hrt con cui corse nel 2011, ricoprendo il ruolo di terzo pilota nel 2012. Dal 2013 si è dedicato a Formula Nippon e Super Gt.


Lavaggi Giovanni
Ingegnere meccanico, con grande impegno trovò sponsor e occasioni per correre in svariate categorie, tentando anche in Formula uno nel 1995 e 1996 con Pacific e Minardi, riuscendo nella qualificazione in sei occasioni senza mai giungere a punti, prima di tornare ad altre categorie.

Lombardi Lella
L'unica donna in grado di marcare punti nel campionato del mondo di Formula 1, tentò di esordire nel 1974 mancando la qualificazione in Inghilterra con una Brabham. mentre l''anno seguente conquistò un sesto posto nel rocambolesco gran premio di Spagna al Montjuich, qualificandosi poi con regolarità. Chiuse l'anno seguente per un totale di 17 tentativi (12 qualificazioni), passando a categoria Sportscar e poi turismo. Morì a soli 51 anni a causa di un tumore.

Modena Stefano
Grazie ad un palmares notevole nelle serie minori, venne lanciato da Ecclestone in Brabham alla fine del 1987 in sostituzione di Patrese, trasferitosi alla Williams. Nel 1988 dovette accontentarsi del sedile della deludente Eurobrun, ritornando l’anno dopo in Brabham con cui ottenne un terzo posto a Montecarlo, pista dove nel 1991 con la Tyrrell fu tradito dal motore Honda mentre era secondo alle spalle di Senna. Il 1991 fu senza dubbio la sua miglior stagione grazie a 10 punti totali e ad un ottimo secondo posto a Montreal, meno fortunato invece il passaggio in Jordan, ultima stagione nel circus prima del passaggio nei campionati Turismo, con il rimpianto di una carriera che, per le doti del pilota, avrebbe probabilmente meritato maggiori soddisfazioni.

Montermini Andrea
Chiamato dalla Symtek per sostituire lo sfortunato Ratzenberger, fu vittima di un grave incidente in prova che lo costrinse a rimandare il debutto. Ingaggiato prima dalla Pacific e poi dalla Forti, si dovette accontentare di lottare nelle retrovie, mancando la qualificazione in alcuni casi, optando successivamente per una lunga carriera con le GT.

Morbidelli Gianni
Già campione di Formula 3, nel 1990 si divise tra Formula 3000 e Formula 1, correndo alcune gare con Dallara e poi Minardi e proprio con quest’ultima corse le due stagioni successive, salvo una parentesi ad Adelaide nel 1991: la Ferrari (di cui era collaudatore) lo chiamò per sostituire Prost e lui rispose giungendo sesto al traguardo. Rimasto a piedi nel 1993, corse poi un biennio con la Footwork ottenendo buoni risultati, tra cui un terzo posto ad Adelaide. Rientrò in Formula 1 per l’ultima volta nel 1997 con la Sauber senza ottenere punti, penalizzato anche da un brutto incidente che lo costrinse a saltare alcune gare. In seguito ha iniziato a correre con le vetture turismo, categoria in cui è tutt’ora attivo.

Naspetti Emanuele
Dopo una lunga carriera con kart e formule minori, corse alcuni gran premi con la March alla fine del 1992 e poi all’Estoril con la Jordan nel 1993, occasione in cui fu costretto al ritiro. In mancanza di altre opportunità nel circus, ha corso per diversi anni con la Ferrari nel campionato Gt.

Paletti Riccardo
Lo sfortunato pilota milanese, impegnato con la Onyx in Formula 2, conquistò un posto all'Osella per il 1982, inseguendo la sua grande passione: dopo alcune difficoltà, tra mancate qualificazioni e ritiri, arrivò l'occasione a Montreal, dove purtroppo tampono al via la Ferrari di Pironi, rimasta ferma. Imprigionato tra le fiamme e con diverse fratture, fu trasportato all'ospedale dove spirò poco dopo l'arrivo. A lui sono intitolati diversi trofei e l'autodromo di Varano de Melegari.

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Pantano Giorgio
8 Volte campione di Kart e affermatosi in varie categorie a ruote scoperte, purtroppo ebbe un'unica occasione in Formula 1, nel 2004 con una Jordan già in vendita e in piena crisi, sostituito anticipatamente da Timo Glock. Riuscirà a togliersi altre soddisfazioni, correndo in Gt, superleague, Irl e Gp2, vincendo il campionato di ques'ultima.

Papis Max
Il debutto in Formula 1 avvenne a Silverstone nel 1995, cui seguirono altri sei gran premi con un settimo posto come miglior risultato. Trasferitosi in Usa, corse in Cart, nella Champcar e nella serie Imsa, dove ha colto risultati straordinari, tra i quali la 24 ore di Daytona in due occasioni e la 12 ore di Sebring.

Pirro Emanuele
Emanuele Pirro iniziò come collaudatore McLaren (fu anche controfigura di Senna a scopo promozionale) e debuttò in gara nella seconda parte del 1989 alla guida della Benetton in sostituzione di Johnny Herbert, arrivando quinto ad Adelaide, nell’ultima gara stagionale, poi due stagioni in Dallara Scuderia Italia, ma senza risultati. Decisamente di rilievo il palmares in altre categorie, con due affermazioni nel superturismo e cinque vittorie alla 24 ore di Le Mans.

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Siegfried Stohr
Riminese classe '52 da padre tedesco e madre italiana, dopo le prime esperienze con i Kart, Stohr vinse i campionati di Formula Italia e Formula 3, imponendosi anche in una gara in F2, riuscendo infine a debuttare in Formula 1 con la Arrows, scuderia con cui corse nel 1981 cogliendo un settimo posto come migliore risultato. Laureato in psicologia, dopo il ritiro dalle competizioni si è occupato della gestione di una scuola di guida sicura, considerata tra le più importanti d'Europa, oltre ad aver collaborato con numerose testate e scritto libri, tra cui il recentissimo “Pilota senza ali – Non era la mia Formula Uno”.

Schiattarella Domenico
Debuttò in Symtek alla fine del 1994, anno caratterizzato da un'incredibile girandola di piloti; confermato anche per l'anno successivo, fu vittima dopo poche gare dell'abbandono del team, che sancì la fine della sua carriera in Formula 1, con "trasloco" nelle gare Gt. Il suo volto appare spesso sul web in quanto durante un'intervista, il collega Gianni Giudici alle sue spalle si lasciò andare ad un colorito commento, divenuto popolarissimo.

Tarquini Pierluigi
Pierluigi Tarquini debuttò nel 1987 disputando una sola gara con l’Osella, passando poi a Coloni, Ags e Fondmetal, scuderie relegate al ruolo di comprimarie in un’epoca in cui erano tanti gli iscritti e anche solo qualificarsi era piuttosto complicato: Tarquini riuscì ad ottenere un miracoloso sesto posto in Messico nel 1989 alla Ags come migliore risultato. Salvo una piccola apparizione con la Tyrrell nel 1995 ha dedicato la sua carriera alle vetture turismo, vincendo i campionati BTCC, ETCC e WTCC, quest’ultimo nel 2009, a 47 anni; attivissimo e competitivo, ancora oggi pare non abbia nessuna intenzione di appendere il casco al chiodo.

Zorzi Renzo
Frank Williams offrì a Zorzi la possibilità di correre in Italia nel 1975 e in Brasile nel 1976, mentre l'anno seguente l'italiano corse la parte iniziale del campionato di Formula 1 con la Shadow, arrivando sesto in Brasile e assistendo da vicino al tragico incidente del compagno di squadra Tom Pryce. In seguito si dedico alle vetture sport e divenne titolare di una scuola di pilotaggio. E' scomparso nel 2015.