Patrick Depailler


"La mia vita è la velocità, se non esistessero le auto troverei un altro mezzo per correre", questa era l'indole di Patrick Depailler, spirito libero nato a Clermont Ferrand nel 1944. 
Iniziò l'apprendistato con una Lotus Seven grazie alla operation jeunesse nata per promuovere i talenti francesi, poi partecipò a Magny Cours al "Solante Shell" arrivando secondo alle spalle del talentuoso François Cevert, convinse quindi i dirigenti Alpine a offrigli un contratto di tre anni, nel frattempo, a 23 anni, sposo Michelle.
Mosse i primi passi con la Formula 3 ma diventò presto anche tester e pilota di endurance rally e turismo, vincendo nel 1970 il Tour de France alla guida della Matra, con al fianco un navigatore destinato ad entrare prepotentemente nella storia delle corse: Jean Todt,

Debuttò nel circuito del proprio paese natale nel 1972, alla guida della Tyrrell, con cui sfiorò la zona punti alla sua seconda presenza, a Watkins Glen, prova conclusiva del mondiale, l'attento Ken, sempre abile nello scovare talenti gli offrì un contratto a gettone per le ultime gare del 1973, ma Depailler si ruppe un gamba cadendo in moto e dovette rinunciare, venne comunque ingaggiato in pianta stabile per il 1974.
Con il team del boscaiolo orfano di Cevert e Stewart, nonchè avviato ad un lungo periodo di declino, Depailler ottenne comunque alcuni piazzamenti interessanti e una pole position al gran premio di Svezia, concluso al secondo posto, con arrivo in scia al compagno di squadra Scheckter, vincitore della corsa. In quel periodo la Tyrrell non riuscì più a competere per il titolo, ma fu in grado di fornire ai propri piloti una vettura competitiva, così il francese, dopo un altro podio nel 1975 in una stagione iniziata con piazzamenti regolari ma conclusa con un finale deludente, l'anno successivo la Tyrrell presentò la rivoluzionaria P34 a sei ruote, Patrick ne curò personalmente lo sviluppo e la fece debuttare a Jarama, il francese con quella monoposto volava e colse nel mondiale 5 secondi posti e due terzi, anche se il sogno della prima vittoria sfumò, cosi come il progetto della P34 in seguito ai deludenti risultati del 1977, dovuti principalmente alla mancanza di velocità e allo scarso sviluppo da parte della Good Year degli pneumatici anteriori, dalle caratteristiche ovviamente differenti rispetto a quelli convenzionali. Nel 1978 arrivò finalmente la prima vittoria, ottenuta nell'insidioso tracciato di Montecarlo, da sempre una grande sfida per i piloti, "finalmente questa vittoria e arrivata l'ho attesa così tanto che non mi sembra vero", ebbe modo di dire; il resto del campionato fu impreziosito da due secondi e due terzi posti, ottenuti sempre con grande grinta e coraggio, caratteristiche tipiche della guida di Depailler.

Venne il momento di separarsi dalla scuderia inglese per accasarsi all'ambiziosa Ligier, in coppia con Jacques Laffite, che vinse le prime due prove del mondiale, portandosi in testa, mentre Depailler raccolse diversi piazzamenti e una vittoria in Spagna, restando in corsa per il titolo, fino a quando il suo spirito libero lo portò a partecipare a una gara di deltaplano al Puy de Dome dopo il gp di monaco: Depailler cadde al suolo e si fratturò gambe, femore e caviglie; contò di tornare per Monza ma tra varie operazioni e una fastidiosa infezione ossea fu costretto a saltare tutta la stagione.

Rimasto senza un volante e ancora convalescente passò all'Alfa Romeo, risultando molto veloce nei primi test nonostante si presentò in pista ancora con le stampelle; purtroppo la stagione non iniziò nel migliore del modi e Depailler raccolse solamente una lunga serie di ritiri, fino al primo agosto del 1980, quando nel corso di un test ad Hockenheim la sua Alfa 179 in prossimità della Ostkurve uscì di pista impattando contro le barriere a una velocità stimata attorno ai 250kmh causa il cedimento di una sospensione; morì un'ora dopo all'ospedale di Heidelberg.

In seguito a questo incidente, la Ostkurve venne preceduta da una variante atta a ridurne la velocità di percorrenza, inoltre, la Federazione impose nel regolamento per la stagione successiva una regola sull'altezza minima delle vetture, per limitare l'effetto suolo. Le reti di protezione che al tempo rallentavano le vetture che uscivano di pista nei punti più pericolosi quel giorno non erano state installate: cominciò quindi a maturare anche la consapevolezza della sicurezza in occasione delle sessioni private.
In Formula 1 Depailler vinse due corse, ottenne una pole position e 19 podi, raccogliendo un totale di 141 punti nelle classifiche del campionato del mondo, riposa nel cimitero di Crevant-Laveine.

Per il suo diciottesimo compleanno, il figlio Loic chiese alla madre un regalo speciale: una cena con tutti i compagni di squadra del padre, il modo migliore per ricordare e celebrare Patrick Depailler.

A cura di Redazione e Simone Castelnovo

Video tributo a Depailler






Patrick in azione a Long Beach