Mika Hakkinen


Il finlandese Mika Hakkinen mosse i primi passi con il kart in tenera età, ottenendo successi a ripetizione in formula ford, formula opel lotus e formula 3, passando direttamente in formula 1 con la Lotus nel 1991.
La scuderia inglese era da tempo in una lunga fase di declino, pertanto non fu un grado di mettere in pista una vettura competitiva, tuttavia Hakkinen riuscì a farsi notare arrivando quinto a Imola e piazzandosi costantemente a punti nel corso della stagione successiva, richiamando l'attenzione della McLaren che lo scelse come collaudatore e terzo pilota.
In seguito all'appiedamento di Andretti ebbe l'occasione di scendere in pista nelle ultime tre gare, stupendo tutti all'esordio all'Estoril piazzandosi davanti a Senna in qualifica (in garà si ritirò per incidente) e conquistando la fiducia del team con un terzo podio la gara successiva a Suzuka.

Nel 1994 la Mclaren si affidò al motore Peugeot che non garantì grandi risultati, Hakkinen salì comunque cinque volte sul podio, mentre la stagione successiva, la prima con motori Mercedes, fu piuttosto deludente nella prima parte, parzialmente rivalutata da una secondi posti nel finale di stagione, prima del tremendo botto di Adelaide, quando Hakkinen uscì di pista per lo scoppio di uno prenumatico e rimase in coma per due giorni a causa della frattura della base cranica, unita a vari traumi.
Ripresosi dall'accaduto, per due stagioni si dovette accontentare di lottare per i piazzamenti, con alcuni podi e, finalmente, la prima vittoria a Jerez nel 1997, nella corsa conclusiva del campionato del mondo di Formula 1, in coincidenza con il primo e unico titolo di Jacques Villeneuve.


La vittoria fu presagio di futuri successi, con la McLaren Mercedes progettata da Newey Hakkinen partì nel migliore dei modi nel 1998, conquistando quattro vittorie e un secondo posto nelle prime sei gare, proseguendo con costanze durante la stagione, resa complicata dal recupero di Schumacher che a Monza pareggiò il conto raggiungendo il finlandese, il quale a sua volta vinse al Nurburgring riportandosi a +4 in attesa dell'appuntamento decisivo di Suzuka, dove Hakkinen vinse la gara e il primo titolo mondiale di Formula 1, mentre Schumacher fu costretto al ritiro dopo una serie di inconvenienti nonostante una bella rimonta.

Nel 1999 la Mclaren partì ancora molto forte ma da metà stagione mostrò alcuni problemi di affidabilità che permisero ad Eddie Irvine (momentanea prima guida Ferrari a causa dell'infortunio di Schumacher) di recuperare. In Malesia rientrò l'asso tedesco che con uno straordinario gioco di squadra lasciò vincere Irvine, ma Suzuka non ci fu nulla da fare, il finlandese arrivò quasi a doppiare il rivale che concluse terzo alle spalle di Schumacher, per Hakkinen fu il secondo mondiale.

Dal 2000 iniziò il ciclo Ferrari, Hakkinen riuscì comunque a togliersi ancora delle soddisfazioni, restando in gioco per il mondiale (coronando tra l'altro un sorpasso storico su Schumacher a Spa) e vincendo due gran premi nel 2001, decidendo per il ritiro a fine stagione, con un breve rientro alcuni anni dopo nel Dtm prima dell'addio definitivo alle competizioni.
Michael Schumacher dichiarò che Hakkinen fu il rivale a cui portò maggiore rispetto.


Spa 2000: un sorpasso nella leggenda


Video tributo ad Hakkinen