Michael Schumacher

Michael Schumacher è il pilota più vincente e in generale considerato tra i migliori di tutti i tempi, alla stregua di campioni quali Senna, Prost, Clark, Stewart, Fangio e Ascari, un talento innato sostenuto da una grandissima professionalità, tali da renderlo protagonista per quasi vent'anni di gran premi, con sette titoli mondiali, più di novanta vittorie e una serie incredibile di record destinati a resistere nel tempo.
Contrariamente ad altri piloti della sua epoca, il tedesco non nacque da famiglia particolarmente agiata, ma riuscì a muovere i primi passi fin da bambino facendosi notare da un industriale della zona che decise di sponsorizzarlo, permettendogli di mettere in pista le proprie doti, grazie alle quali ottenne i primi risultati, fino al raggiungimento della Formula 1.
Prima del gran premio del Belgio 1991, il pilota della Jordan Bertrand Gachot venne arrestato, pertanto il patron Eddie si accordò con la Mercedes per avere il promettente pilota, che non aveva mai girato a Spa ma sorprese tutti battendo nettamente in qualifica il bravo ed esperto Andrea De Cesaris, anche se la gara si concluse dopo poche curve per un problema alla frizione. Dal gran premio successivo l'attento Briatore gli offrì un contratto affiancandolo a Piquet e girando il suo pilota Moreno alla Jordan, il tedesco non deluse le aspettative arrivando tre volte a punti e in alcuni casi giungendo al traguardo prima del suo compagno di squadra, tre volte campione del mondo di Formula 1.
A fine stagione Piquet lasciò la Formula 1 mentre Schumacher venne confermato (i suoi compagni di squadra saranno Brundle per il 1992 e Patrese per il 1993) come prima guida, partendo subito forte con risultati e podi a ripetizione, conquistando in Belgio, ad un anno dal debutto, la prima vittoria, ripetuta l'anno seguente in Portogallo, terminando i due mondiali al terzo e quarto posto, mostrando in pista una guida veloce, aggressiva ed estremamente efficacie, in duelli storici con piloti quali Mansell, Berger, Patrese, Senna e Prost.
Il 1994 fu l'anno della definitiva consacrazione: Senna partiva favoritissimo con la Williams, ma incappò in due ritiri che Schumacher sfruttò al meglio vincendo entrambe le gare, fino al tragico gran premio di Imola dove Ayrton perse la vita insieme a Roland Ratzenberger, mentre il tedesco vinse ancora. La marcia trionfale continuò con sei vittorie e un secondo posto nelle prime sette gare, poi arrivò una bandiera nera in Inghilterra cui seguirono due gran premi di squalifica e una nuova esclusione per irregolare consumo del fondo in Belgio, questo permise a Hill di portarsi in prossimità del rivale e di arrivare ad un solo punto grazie ad una bella vittoria sotto il diluvio in Giappone. Nel gran premio conclusivo ad Adelaide Schumacher uscì di pista mentre era in testa e rientrando chiuse la traiettoria ad Hill causando il ritiro di entrambi e conquistando un titolo comunque meritato, nonostante lo strascico di polemiche per l'episodio finale. L'anno seguente non ci fu storia, la Benetton di Michael divenne imprendibile e agli avversari rimasero solo le briciole, con tanto di vere e proprie "lezioni di guida" come la splendida rimonta a Spa.
Conquistati i primi due titoli, Schumacher accettò la sfida della Ferrari, da anni ai margini della scena e in cerca di rilancio con una completa riorganizzazione, il cui fiore all'occhiello sarebbe stato il pilota del momento: il tedesco vinse tre gran premi già al primo anno e nel 19
97 lottò addirittura per il titolo con cinque vittorie e continui piazzamenti, arrivando all'appuntamento decisivo (gran premio d'Europa, Jerez) in vantaggio sulla più competitiva Williams di Villeneuve, ma avvenne un fattaccio quando Schumacher tentò deliberatamente di escludere il rivale con una mossa poco limpida finendo nella sabbia e subendo l'onta dell'esclusione dalla classifica mentre il figlio di Gilles conquistò il suo primo ed ultimo titolo.
Nei due anni successivi la Williams affrontò un periodo di transizione, pertanto divenne la potente McLaren Mercedes la vettura da battere, ancora una volta la Ferrari si presentò ai nastri di partenza in leggere inferiorità rispetto alla concorrenza e toccò al suo pilota tentare di colmare la lacuna: nel 1998 Schumacher restò in lotta fino all'ultimo ma ancora una volta il titolo sfumò alla fine, quando il motore andò in fumo dopo una splendida rimonta resa necessaria da un problema alla partenza, mentre l'anno seguente un grave incidente lo escluse dalla competizione dal gran premio di Silverstone; Michael rientrò solo in Malesia per aiutare il compagno di squadra Irvine, rimasto in lotta per il titolo, anche se nell'ultima prova Hakkinen fu imprendibile e il titolo andò ancora alla McLaren.
Il 2000 finalmente le urla di gioia coprirono le delusioni degli anni precedenti: la Ferrari partì fortissimo e Schumacher conquistò le prime tre gare, poi vi fu una flessione nella parte centrale che riportò Hakkinen davanti, ma nel finale il pilota fece di nuovo la differenza vincendo le quattro prove conclusive e vincendo il titolo con una gara d'anticipo, a Suzuka, rompendo un digiuno che durava da 21 anni, da quando nel 1979 Scheckter vinse il titolo davanti al compagno di squadra Villeneuve.
Il titolo del 2000 fu il preludio di un dominio incontrastato durato per ben cinque stagioni consecutive: nel 2001, con Hakkinen all'ultima stagione e ormai demotivato, l'unico contendente fu il suo compagno di team Coulthard, capace di raccogliere solo la metà dei punti di Schumacher, che ottenne nove vittorie e 123 punti, mostrando una superiorità ancora più schiacciante l'anno successivo con ben 144 punti, il doppio di quelli del secondo classificato, il compagno di squadra Rubens Barrichello.
Il 2003 fu difficile in quanto la concorrenza, con Raikkonen su McLaren e Montoya su Williams, si dimostrò decisamente agguerrita, costringendo Schumacher a vincere il mondiale all'ultima gara in Giappone, tra l'altro con problemi relativi al sistema di qualifiche in vigore che vincolava i piloti ad un solo giro e lo costrinse a partire dal fondo visto che nel finale iniziò a piovere, in gara Barrichello vinse limitando i danni mentre Michael si accontentò di rimontare fino all'ottavo posto valido per il punto utile alla conquista del titolo, confermato anche l'anno successivo per la quinta volta, ancora una volta con una superiorità netta, dimostrata dai 147 punti e da vittorie e pole position a ripetizione.
Il 2005 fu penalizzato da una Ferrari poco competitiva, principalmente per i cambi regolamentari e la fornitura deg
li pneumatici, infatti Michael vinse un solo gran premio (a Indianapolis, corso da sole 6 auto per problemi della Michelin che costò il ritiro prima della partenza di tutte le vetture con quella dotazione) e concluse terzo, mai in lotta con la Renault di Alonso e la Mclaren di Raikkonen. Lo spagnolo vinse anche l'anno seguente, ma in questo caso Schumacher sfoderò tutta la propria determinazione vincendo diverse gare e restando in corsa fino all'ultimo, anche se l'epilogo fu sfortunato in quanto il motore della rossa cedette durante la penultima prova mentre nell'ultima gara in prova vi fu un problema alla pompa della benzina, poi in gara una foratura che lo costrinse ad una straordinaria quanto inutile rimonta, prestazione comunque degna degli straordinari anni trascorsi in Ferrari, proprio in occasione dell'ultimo gran premio.
Dopo anni passati da superconsulente e da pilota di moto (compreso un serio incidente a bordo di una Cbr 1000 RR durante dei test), dal 2010 Schumacher accettò la proposta della Mercedes per correre al fianco di Nico Rosberg, cimentandosi con coraggio e grande umiltà per tre stagioni in una Formula 1 radicalmente cambiata in pochi anni, dimostrando comunque di essere ancora in grande forma nonostante l'avanzare dell'età e gli anni di inattività, nonostante ciò le soddisfazioni furono poche, con alcuni piazzamenti nei primi due anni e un netto miglioramento nel 2012, con il ritorno sul podio, la pole position a Montecarlo (poi negata per una penalizzazione frutto degli assurdi regolamenti moderni) e tante belle gare vanificate da inaffidabilità del mezzo e sfortuna.
Appeso definitivamente il casco al chiodo, Michael Schumacher è tornato all'antica passione del karting, forte di un accordo con l'italiana Tony Kart, poi il 29 dicembre 2013, una caduta sugli sci lo ha costretto a sei mesi di coma ed ora, trasferito nella propria abitazione e seguito costantemente, è atteso da un lungo processo di riabilitazione, nella speranza che possa tornare al più presto ad una vita normale e di nuovo ricca di serenità.

La prima gara. Spa 1991


Ancora Spa. 1992, la prima vittoria


Rimonta incredibile a Spa. 1995





Schumacher riporta il titolo a Maranello dopo 21 anni


L'ultima gara in rosso. Un capolavoro ‎(Interlagos 2006)‎


L'ultimo podio a Valencia. 2012