Mario Andretti


Mario Andretti, detto Piedone, nacque in Italia ma fu costretto a fuggire in seguito all'annessione dell'Istria alla Jugoslavia, diventando cittadino americano negli anni '60, proprio negli Stati Uniti mosse i primi passi da pilota, cimentandosi in diverse categorie e ottenendo successi di rilievo quali la 12 ore di Sebring e la 500 miglia di Daytona.

Sognava di vincere con la Ferrari, ma fu la Lotus ad offrirgli nel 1968 la possibilità di debuttare in Formula 1 (e successivamente anche di conquistare il campionato del mondo) anche se inizialmente i risultati tardarono ad arrivare, principalmente perchè Andretti continuava a correre tra i due mondi dando priorità alle corse a stelle e strisce, limitandosi a sporadiche apparizioni in Europa: in seguito ad alcune corse con la Lotus, nel 1970 giunse il primo podio con la March e nel 1971 la prima vittoria, alla guida della Ferrari, in Sudafrica, nella gara inaugurale della stagione, poi nel corso dell'anno arrivò un altro piazzamento a punti.

L'anno seguente solo qualche piazzamento e poi un 1973 interamente dedicato agli Usa, con il rientro nella parte finale dell'anno successivo alla guida della Parnelli, scuderia per la quale corse anche nei due anni seguenti, cogliendo la seconda vittoria in Formula 1 al Fuji, nella prova conclusiva del campionato, resa celebre dalla resa di Lauda con conseguente trionfo di James Hunt.

Finalmente nel 1977 l'occasione di guidare una vettura competitiva con il rientro in Lotus: grazie a quattro vittorie e numerosi piazzamenti Andretti restò in lotta per il titolo con Scheckter e Lauda (che si aggiudicò il titolo), concludendo terzo, ma rimandando la grande vittoria di una stagione: sarebbe stato lui infatti il campione del mondo 1978, alla guida di una velocissima Lotus, in lotta con il compagno di squadra Peterson, poi tragicamente deceduto a Monza.

Nell'anno del trionfo Andretti conquistò 8 pole position, 3 giri più veloci e 6 vittorie, con 61 punti totali, coronando il dominio assoluto della Lotus, che non riuscì a ripetersi la stagione successiva, permettendo ad Andretti di lottare solo nelle prime gare (con un solo podio all'attivo), mentre ancor più deludente fu il 1980, dove Piedone conquistò un solo punto, nel gran premio conclusivo della stagione, a Watkins Glen.

Passato all'Alfa Romeo, giunse quarto al primo gran premio, senza riuscire ad ottenere altri piazzamenti tra i primi sei, limitandosi nel 1982 a correre in alcune gare, ovvero a Long Beach sulla Williams in sostituzione di Carlos Reutemann e poi negli ultimi due appuntamenti con la Ferrari, tragicamente segnata dalla scomparsa di Villeneuve e dal grave infortunio di Pironi; Andretti si tolse la soddisfazione di partire al palo e poi concludere terzo a Monza, guadagnando punti importanti per il campionato costruttori, prima di ritirarsi definitivamente dalla Formula 1 ed ottenendo ancora straordinari successi negli Stati Uniti, tornando alla guida della mitica Lotus 79 durante l'inaugurazione del gran premio degli Usa ad Austin nel 2012.

In totale per lui 897 gare con 111 vittorie e 109 pole position.


Duello con Carlos Reutemann. 1980



Legends of F1: Mario Andretti