John Watson


Nato a Belfast nel 1946, John Watson iniziò la propria carriera in Formula 1 nel 1972 correndo la World Championship Victory Race a Brands Hatch, gara fuori campionato, con una March del team Goldie Hexagon, mentre il debutto ufficiale avvenne l'anno successivo quando corse per i gran premi di Inghilterra e Stati Uniti con una Brabham, in entrambi conclusi con un ritiro.
Sempre con una Brabham, attraverso il team John Goldie with Exagon Racing, corse nella stagione seguente: dopo un inizio deludente colse il primo punto a Montecarlo, mentre nel finale di stagione ottenne un quarto posto in Austria e un quinto negli Stati Uniti, risultati che non gli permisero di ottenere contatti importanti, tanto che nel 1975 disputò con diverse vetture tutta la stagione, senza mai arrivare a punti, con un ottavo posto sul Circuito del Montjuïc, a Barcellona, come migliore risultato.
L'ultima prova stagionale la corse con la Penske, che lo confermò per il 1976, Watson ripagò la fiducia con una stagione densa di soddisfazioni: arrivò infatti la prima vittoria in carriera (nonchè l'unica in Formula 1 per il team americano) precisamente all'Osterreichring dopo aver conquistato la prima fila, in una gara caratterizzata tra l'altro dall'assenza della Ferrari, in polemica con la federazione per aver riammesso Hunt in classifica nel Gp di Spagna; per il britannico nel corso di quell'anno anche due podi in Inghilterra e Germania, con settimo posto in classifica generale.
Dopo il ritiro della Penske, intenzionata a concentrarsi sulla Cart, Watson passò alla Brabham con la quale, dopo una anno deludente con un secondo posto a Digione come unica soddisfazione, nel 1978 grazie ad una vettura decisamente performante si piazzò con regolarità salendo anche per tre volte sul Podio, in Sudafrica, Inghilterra e Italia, chiudendo il mondiale al sesto posto, senza troppo sfigurare nei confronti dell'indiscusso leader del team Niki Lauda.
Dal 1979 corse per la Mclaren, al termine di un periodo di crisi per il team: al debutto fu subito a podio mentre nel corso della stagione, dopo una prima parte opaca e sfortunata, lottò regolarmente per la zona punti, chiudendo a quota 15; meno fortunata fu invece la stagione successiva con due soli piazzamenti a punti e il dispiacere della mancata qualificazione a Montecarlo.
La riorganizzazione Mclaren era comunque in atto e il britannico ne fu protagonista, riportando il team alla vittoria dopo 4 anni trionfando a Silverstone in un finale di stagione in crescendo, mentre nel 1982 lottò addirittura per il titolo, inserendosi nella lotta con Rosberg e Prost in seguito ai fatti tragici che misero le Ferrari fuori dai giochi: in testa dopo il gran premio del Canada con 10 punti di vantaggio su Pironi e forte di due belle vittorie a Zolder e Detroit, purtroppo incappò in una serie di gare sfortunate che lo tennero lontano dai punti per ben sei gran premi, il quarto e secondo posto a Monza e Las Vegas servirono solo per raggiungere l'infortunato Pironi mentre Rosberg, con una sola vittoria ma molto regolare, si accontentò di un quinto posto nell'ultimo Gp per aggiudicarsi il suo unico titolo mondiale.
Nel 1983 la Mclaren, in attesa del turbo Tag-Porsche che arrivò durante la stagione, soffrì la concorrenza, Watson si aggiudicò comunque la gara a Long Beach stabilendo il record per la partenza più arretrata per un vincitore di un gran premio, arrivando primo dopo essere partito 22esimo (Lauda arrivò alle sue spalle con partenza dalla 23esima posizione), nel resto della stagione fu regolarmente davanti ma, nonostante per il secondo anno consecutivo chiuse in classifica davanti a Lauda, la Mclaren gli preferì Prost, Watson terminò dunque la propria carriera con un ultimo gran premio disputato al Nurburgring nel 1985 in sostituzione di Lauda, terminando la gara al settimo posto dopo essere partito in 11esima fila.


In lotta con Andretti a Digione. 1977




On board a Brands Hatch con la Mclaren