Jo Siffert



Il 4 luglio 1948 Jo Siffert assistette alla XIII edizione del Gp di Svizzera e fu amore a prima vista, per pagare la sua costosa passione iniziò a lavorare 16 ore al giorno in una carrozzeria saltando spesso i pasti, iniziando con le moto e passando poi alle auto, acquistando con enormi sacrifici una Stanguellini Formula Junior. Successivamente con una Lotus 18 riuscì a battere le Ferrari ufficiali, mentre nel 1961 vinse il titolo europeo di Formula Junior che gli aprì le porte della Formula 1: mancata la qualificazione a Montecarlo, con la scuderia Filipinetti disputò alcune gare centrando un decimo posto in Belgio come migliore risultato.


A quel punto fondò la Siffert Racing con gli ingegneri Oberson e Mader, amici di lungo corso: con una Lotus motorizzata dall'otto cilindri Brm colse il primo punto, poi utilizzò una Brabham con la quale arrivò quarto al Nurburgring, attirando le attenzioni del team Rob Walker, che lo schierò nelle ultime due gare del 1964, Siffert salì sul podio a Watkins Glen e si guadagnò un contratto con il team, mentre "a ruote coperte" avviò uno storico sodalizio con la Porsche, correndo contemporaneamente in Formula 1 e nelle gare di durata, in cui ottenne vari trionfi, quali la 24 Ore di Daytona e la 12 Ore di Sebring nel 1968 (il suo anno magico), la 6 Ore di Watkins Glen nel 1969 e 1970 e la Targa Florio nel 1970; trovò inoltre il tempo di aprire una concessionaria Porsche in Svizzera.


Pur considerato tra i piloti più talentuosi della propria epoca, in Formula 1 non riuscì ad avere un mezzo all'altezza, per questo dovette accontentarsi di lottare per posizioni di rincalzo, ma finalmente, il 20 luglio 1968 arrivò la prima vittoria in un gran premio (primo successo "Svizzero", ultima vittoria per un team privato), ottenuta sull'ostico tracciato di Brands Hatch al termine di un'epica lotta con Hill e Amon; come d'abitudine dopo ogni podio o vittoria, "Seppi" (il suo soprannome) regalò a meccanici e amici una confezione di Ovomaltina. Passato alla March, visse una stagione tribolata senza alcun punto conquistato, ma le sue doti non vengono sbiadite dalle difficoltà, tanto che Fangio lo definì uno dei migliori piloti in attività, in quel periodo partecipò alle riprese del film sulla 24 ore di Le Mans e fece da istruttore a Steve McQueen, proseguendo con grandi soddisfazioni a ruote coperte. 


Nel 1971 alla guida della Brm tornò ad alti livelli e alla vittoria (Gp d'Austria), concludendo la stagione con un secondo posto negli Usa e il quinto posto in classifica generale,  il futuro sembrava radioso ma il destino era in agguato: a Brands Hatch, teatro della sua prima vittoria, la rottura di una sospensione causò un'uscita di strada, la Brm finì contro le protezioni e il fuoco non diede scampo a Siffert, salutato dopo qualche giorno da una folla di 60 mila persone a Friburgo, città che ospita nel parco vicino alla stagione una fontana eretta in uno onore. 


A cura di Simone Castelnovo

Intervista a Siffert (raro)


Brands Hatch 1968: prima vittoria


Osterreichring 1971: secondo sigillo


Watkins Glen 1971, ultima gara di Siffert, secondo