Jo Gartner


La 24 Ore di Le Mans è una corsa ricca di fascino, di imprese, e, purtroppo, anche di tragedie, la natura della corsa e le condizioni di gara hanno sempre originato molti cambiamenti della classifica generale, tanto che nell'era pre-Internet i giornali locali uscivano con edizioni molto frequenti per tutta la durata della competizione.
All'alba del 1° giugno 1986 il giornale di Le Mans uscì con il titolo: ''Jo Gartner se tue dans un accident'', la sua Porsche 962 del team Kremer sbandò infatti alle 3:28 del mattino nel velocissimo rettifilo delle Hunaudieres e lì si conclusero la vita e la carriera di un pilota già conosciuto per le sue indubbie capacità. Proprio in quel 1986, Jo aveva trionfato alla 12 Ore di Sebring, con i compagni Bob Akin e Hans Joachim Stuck, sempre su una Porsche 962.

Jo Gartner aveva assaggiato anche la Formula Uno correndo la stagione 1984 per Osella, sostenuto dallo sponsor tabaccaio che per lui aveva investito risorse in una lunga frequentazione, la compagnia Milde Sorte; purtroppo, nonostante un brillante quinto posto nel GP d'Italia disputato a Monza, Jo non risulterà in quella specie di ''Olimpo'' che è l'elenco di coloro che, tra chi ha corso in F1, ha ottenuto punti mondiali. A quei tempi una scuderia iscritta al Mondiale con una sola vettura avrebbe  potuto liberamente schierarne due in qualsiasi GP, ma solo quella iscritta in origine avrebbe marcato punti mondiali validi, e la Osella, inizialmente, aveva iscritto per la stagione 1984 il solo Piercarlo Ghinzani.

In quella stagione Gartner disputò otto gran premi con Osella, qualificandosi sempre: il debutto avvenne nel GP sanmarinese, ancora con un motore Alfa Romeo aspirato V12, strappando l'ultimo posto in griglia, poi col motore turbo V8, pur senza abbandonare le ultime file dello schieramento, si fece onore e raggiunse appunto a Monza la 5° posizione finale, nell'occasione si qualificò 24 esimo su 27 pretendenti (unico escluso il debuttante Pierluigi Martini, su Toleman Hart) e concluse la corsa al quinto posto, beneficiando della ''panne secca'' del compagno di scuderia Ghinzani, che si trovava a pochi km dal termine in 4° posizione; per la strana regola già citata, Gartner non risultò ''titolare'' dei due punti che avrebbe invece meritato.

Ancora oggi l'austriaco è ricordato moltissimo dagli amici e tifosi del suo tempo, della sua giovinezza e della sua storia sportiva, connotata da una grande passione.

Personalmente gli devo, pur senza averlo mai conosciuto, una speciale riconoscenza:  lessi infatti nel 1986, poco dopo la sua morte, un bellissimo articolo di un giornalista che lo aveva conosciuto bene, Alfredo Filippone, il quale scrisse che Jo lo aveva invitato a una cena da fare ''...dopo le Mans...'; il suo articolo si intitolò per questo ''Quelle promesse non mantenute'', e apparve su Rombo, riferendosi ovviamente non solo alla cena, ma anche a certe promesse da parte di alcuni team di F1 prossimi al suo ingaggio per l'annata 1985...che purtroppo non arrivò mai.
Dopo aver letto l'articolo, la compagna di Jo contattò il giornalista, dicendosi disposta a invitarlo a cena, perchè, scrisse ''...il mio Jo manteneva sempre le sue promesse''
.

Colpito dalla storia, scrissi come usava allora una lettera ad Alfredo, che mi rispose, poi ci conoscemmo e diventammo amici e recentemente questa piccola storia  l'ho ricordata sugli spazi social dedicati a Jo e ,con mia grande sorpresa ed emozione, mi arrivarono i saluti, e i ringraziamenti per il ricordo, della sua ragazza di allora.

Ciao Jo, eri un piede mica male tu...!

A cura di Francesco Falli

Partenza Monza 1984: a fine gara Jo fu quinto


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