Jim Clark



James Clark Jr detto Jim è considerato dai più tra i migliori piloti di Formula 1 di tutti i tempi: velocissimo sia in prova che sul passo gara, conquistò ben 33 partenze al palo e 25 vittorie su 72 gran premi, tutti corsi con la Lotus di Colin Chapman, insieme protagonisti di un sodalizio quasi unico nel mondo dei gran premi.

Nelle prime due stagioni arrivò tre volte sul podio e nel 1961 vinse la sua prima gara, a Pau (prova non valida per il campionato del mondo), nello stesso anno a Monza fu coinvolto suo malgrado nell'incidente con Wolfgang Von Trips che costò la vita al pilota austriaco e a quindici spettatori. Dal 1962 debuttò la Lotus 25, dotata di telaio monoscocca, praticamente "disegnata" intorno a Clark, sempre disponibile ad assecondare e sviluppare le idee di Chapman: con tre vittorie e un quarto posto sulla Nordschleife frutto di una stupenda rimonta concluse il campionato del mondo al secondo posto, preludio di uno straordinario successo l'anno successivo, con ben sette vittorie su dieci gran premi, che portarono al primo titolo mondiale, una superiorità schiacciante considerando che il regolamento conteggiava i sei migliori risultati e il pilota della Lotus dovette scartare addirittura una vittoria.

Nel 1964 vinse tre delle prime cinque gare e restò in lotta per il titolo fino alla fine, ma venne penalizzato da una serie di guasti meccanici nella seconda parte di stagione, ottenendo due soli punti in cinque gare, accontentandosi del terzo posto in classifica e della vittoria nel British Touring Car Championship con una Ford Cortina Lotus.

Nel 1965 Clark vinse la prima gara in Sud Africa, poi saltò il GP di Monaco per andare a Indianapolis, dove portò la Lotus 38 a vincere la 500 Miglia, prima volta di una vettura a motore posteriore; il cammino nel campionato di F1 riprese con altre cinque vittorie consecutive e la matematica certezza della vittoria del titolo. A oggi Clark è l'unico pilota ad aver vinto il mondiale di F1 e la 500 Miglia di Indianapolis nello stesso anno, la celebrità raggiunta era tale che nel luglio del 1965 apparve sulla copertina del noto settimanale "Time".

Con il cambio regolamentare che impose l'innalzamento della cilindrata dei motori da 1.500 a 3.000 cc, la Lotus e in generale i team che avevano usato fino ad allora il Coventry Climax si trovarono impreparate, così Clark iniziò la stagione con la Lotus 33 dotata di un Coventry Climax maggiorato a 2.000 cc (ottenne comunque la pole position nella gara inaugurale a Monaco), situazione che lo portò a guidare oltre il limite per tenere il passo della concorrenza, tanto che il collega Arundell disse: "lo vidi sbucare in cima al colle con la macchina in diagonale lanciata a tutta birra, la mantenne in quella posizione per tutto il tratto che lo separava dalla curva destra di Schievlak, dove fu costretto a frenare con la macchina per traverso. Se bisogna guidare a quel modo per poter vincere preferisco arrivare ultimo". A fine stagione fu finalmente approntato il complicato motore BRM H16 con cui Clark vinse il Gran Premio degli Stati Uniti, unica vittoria in F1 di un motore a 16 cilindri.

Quella seguente fu una stagione di transizione, chiusa al terzo posto grazie a quattro vittorie con tre differenti vetture utilizzate e con il passaggio a campionato in corso dal motore Brm al Cosworth, le imprese dello scozzese continuavano nel frattempo a scrivere una storia leggendaria e il pubblico italiano lo portò in trionfo a Monza al termine di una rimonta incredibile con record sul giro abbassato di quasi 4 secondi. Il 1968 iniziò con un successo a Kyalami e in tanti si aspettavano una nuova stagione di trionfi, ma durante lo svolgimento di una gara di Formula 2 ad Hockenheim, probabilmente per un cedimento meccanico, Jim Clark uscì di strada finendo tra gli alberi: all'arrivo dei soccorsi il cuore batteva ancora ma lo sfortunato pilota morì poco dopo.

Nella sua straordinaria carriera Clark ha corso 72 gare, vincendone 25 e ottenendo 33 pole position, ha anche l'invidiabile record di 8 grand chelem, ovvero la partenza dalla pole con vittoria, giro più veloce e gara in testa dall'inizio alla fine, ha conquistato la 500 miglia di Indianapolis e vinto in altre categorie; gli è stato dedicato un museo a Duns, mentre la curva dell'incidente fatale venne poi ridenominata "Jim Clark Curve" e dotata di quei guard rail che avrebbero potuto salvargli la vita.


VIDEO


La prima vittoria. Spa - 1962


Intervista a Jim Clark