Jenson Button




Figlio del pilota di rally John Button, Jenson fu indirizzato fin da giovane nel mondo dei motori vincendo gare a ripetizione nel karting e in Formula Ford, sfiorando il titolo di Formula 3 e arrivando giovanissimo nella massima serie grazie alla Williams che lo ingaggiò per il campionato del mondo 2000, dove si fece notare andando a punti già al secondo appuntamento e sfiorando il podio ad Hockenheim, guadagnandosi il posto in Formula 1 dopo aver chiuso il suo primo mondiale all'ottavo posto in classifica generale. Trasferitosi alla Benetton, nel primo anno concluse una sola gara a punti (quinto ad Hockenheim), mentre nel 2002, con il passaggio della proprietà del team alla Renault, la situazione migliorò sensibilmente, con alcuni piazzamenti a punti e sfiorando di nuovo il podio, in un campionato chiuso al settimo posto.
Nel 2003 si trasferì alla Bar e, nonostante un brutto incidente che gli fece saltare il gran premio di Monaco, visse una stagione in crescendo, mostrandosi spesso più rapido dell'esperto compagno di squadra Villeneuve, con risultati ancora più positivi l'anno successivo dove il pilota inglese fu il primo dei piloti ad inseguire le stratosferiche Ferrari, grazie ad una grande regolarità di rendimento con dieci podi e ottantacinque punti validi per il terzo posto finale, con tanto di prima pole position in carriera ottenuta a Imola.

Da dimenticare invece il 2005: la Bar si oppose al suo passaggio alla Williams nonostante un accordo sottoscritto a metà del campionato precedente, inoltre la vettura compì dei passi indietro e nelle prime tre gare Button non marcò punti, poi a Imola centrò la pole position ma venne squalificato a fine gara in quanto la sua vettura fu trovata sottopeso, dopo ulteriori verifiche la FIA squalificò per due gare la scuderia anglo-americana, accusata di aver utilizzato un serbatoio aggiuntivo per far rientrare nel peso regolamentare le vetture. Al rientro l'inglese terminò fuori dai punti il gran premio d'Europa, si ritirò per un incidente in Canada e non partì ad Indianapolis per il caso Michelin, si ritrovò quindi dopo nove gare ancora a quota zero, fortunatamente ribaltò la situazione nella seconda parte di stagione finendo a punti le successive dieci gare (con due podi) e terminando la stagione al nono posto. Nel 2006 la Honda scese in campo in prima persona rilevando la Bar e le premesse furono positive in quanto l'inglese colse alcuni piazzamenti e un podio guadagnando il sesto posto in classifica, poi visse alcune gare negative con cinque gran premi lontano dalla zona punti, prima di terminare quarto in Germania poi, finalmente, arrivò la prima vittoria, ottenuta in Ungheria grazie al ritiro dei due contendenti al titolo Alonso e Schumacher, oltre ad un'intelligente lettura della gara in condizioni avverse.

Nel finale di campionato fu costantemente tra i primi cinque e arrivò sesto nel mondiale con 56 punti, ma dalla stagione successiva iniziò un calvario in quanto la Honda divenne una delle vetture meno competitive del lotto, pertanto nel 2007 e 2008 Button e il compagno Barrichello stazionarono costantemente nelle ultime file con rare apparizioni in zona punti, preludio dell'abbandono del team giapponese dalla Formula 1; la sorte della scuderia e quindi il futuro di Button in Formula 1 rimasero incerti per diversi mesi, fino a quando il team fu rilevato da Ross Brawn che lo ribattezzò Brawn GP. Nonostante la preparazione della vettura fosse stata rallentata dalla scarsità di fondi e dalla necessità di adattarla al motore Mercedes in sostituzione dell'Honda inizialmente previsto, già dalla prima gara la Brawn si rivelò estremamente competitiva, tanto che Button conquistò pole position e vittoria davanti al compagno di squadra Barrichello. Nella prima parte della stagione il pilota inglese fu il dominatore assoluto e dopo sette gare, grazie a sei vittorie e ad un terzo posto si trovò in testa con 26 punti su Barrichello e 32 sulla Red Bull di Vettel, poi nella seconda parte della stagione le ristrettezze economiche del team iniziarono a farsi sentire e Button fu costretto a fare di tutto per amministrare il vantaggio dal prepotente ritorno della concorrenza: nelle ultime dieci gare salì solo due volte sul podio ma si piazzò costantemente a punti riuscendo a vincere matematicamente il titolo con una gara d'anticipo. Dal 2010 la Brawn fu rilevata dalla Mercedes che ingaggiò la coppia tedesca Schumacher-Rosberg, mentre Button si trasferì alla Mclaren, dove prese subito confidenza con la nuova vettura vincendo due gare e passando in testa al mondiale nella prima parte della stagione, prima di subire il passo del compagno di squadra Hamilton che lo superò a metà campionato, salvo poi cedere a sua volta alle Red Bull e alla Ferrari di Alonso, in un campionato combattuto fino alla fine concluso da Button al quinto posto.

Nelle stagioni successive dimostrò di saper tenere il ritmo dei migliori, confermando le proprie doti di lettura della gara e un ottimo passo: secondo nel mondiale 2011 e quinto nel 2012, ha poi subito la crisi Mclaren, che si è trovata prima a centro gruppo e poi addirittura in fondo con il passaggio ai motori Honda in un fallimentare 2015, nonostante ciò l'avventura continua e l'inglese ha rinnovato con il team per tentare di risalire la china insieme al compagno di squadra Fernando Alonso fino al ritiro avvenuto alla fine del 2016.

Le più belle immagini della carriera di Button


Imola 2004: la prima pole







Hungaroring 2006: prima vittoria


La trionfale stagione 2009