Jarno Trulli

Jarno Trulli iniziò a gareggiare con i kart fin dall'età di 9 anni, conquistando diversi titoli e confermando il proprio valore nella Formula 3 tedesca, dominata e vinta nel 1996. Flavio Briatore in quel periodo subentrò in Minardi con lo scopo di renderlo un team satellite della Benetton e affidò una vettura a Trulli, che ripagò la fiducia piazzandosi costantemente davanti al più esperto Katayama, guadagnando la fiducia di Alain Prost, che lo ingaggiò nel corso della stagione in sostituzione dell'infortunato Panis.
Il pilota italiano si fece subito notare con un quarto posto ad Hockenheim e poi all'A1Ring, quando partì dalla terza posizione e condusse la gara per 37 giri prima del ritiro per la rottura del motore, risultati che valsero la riconferma nel team che, purtroppo, subì un brusco calo in fatto di prestazioni e affidabilità, motivo per cui nel 1998 Jarno ottenne un solo punto (sesto posto di Spa), mentre l'anno successivo fu sesto a Barcellona e poi sfruttò le condizioni estreme del Nurburgring per cogliere il primo podio grazie ad uno stupendo secondo posto.
Passato all'ambiziosa Jordan, che aveva permesso a Frentzen di piazzarsi terzo l'anno precedente, non riuscì ad ottenere i risultati sperati in quanto il team britannico imboccò una parabola discendente che l'avrebbe portato al ritiro alla fine del 2005: Trulli ottenne alcuni piazzamenti a punti ad inizio stagione ma nella seconda parte del campionato non riuscì ad entrare nei primi sei, in particolare penalizzato da uno stop&go errato in Germania mentre era secondo, oltre al ritiro in Belgio avvenuto per un errore di Button che lo mise fuori gioco mentre era terzo; l'anno seguente arrivarono alcuni piazzamenti validi per dodici punti totali, ma soprattutto l'interesse della Renault, destinata a sostituire la Benetton, che decise di ingaggiarlo per il 2002.
In quel periodo l'abruzzese visse una fase in crescendo: nel primo anno la Renault si dimostrò abbastanza competitiva ma mostrò problemi di affidabilità, mentre nel 2003 i risultati furono più costanti con il ritorno sul podio e l'ottavo posto in classifica con 33 punti, poi la stagione successiva vi fu un ulteriore miglioramento in quanto nella prima metà della stagione vinse la prima gara (Monaco) e si confrontò alla pari con il compagno di squadra Fernando Alonso, prima di essere allontanato per divergenze contrattuali, motivo per cui corse le ultime due gare stagionali con la Toyota, team con il quale aveva già un accordo per la stagione successiva.
Il primo anno con il team nipponico partì con il botto, grazie a tre podi e piazzamenti a punti che lo portarono nelle prime posizioni in classifica, oltre alla pole position di Indianapolis poi vanificata dal disastro Michelin che costrinse tutte le vetture con le proprie forniture a disertare la gara; il resto della stagione si rivelò più complicato e l'abruzzese si limitò ad alcuni piazzamenti, così come nei due anni successivi, che si rivelarono piuttosto deludenti, dopo le ottime premesse del 2005.
Andò meglio nel 2008 e 2009 quando la Toyota riuscì a proporre nuovamente vetture convincenti, anche se mai in grado di lottare per obiettivi ambiziosi, in ogni caso Trulli tornò costantemente in zona punti, salì altre quattro volte sul podio e conquistò la sua ultima pole position, in Bahrain, nel 2009, concludendo le due stagioni al nono e ottavo posto, mostrando ancora una volta le proprie potenzialità insieme all'esperienza maturata in 13 anni di gran premi.
Purtroppo queste qualità non servirono all'inizio del 2010 quando, in seguito al ritiro della casa giapponese dalla Formula 1, non trovò un ingaggio per scuderie di primo piano, accettando l'offerta della neonata Lotus Racing, poi divenuta Catheram, che insieme agli altri team debuttanti accusò pesanti distacchi uniti ad una scarsa affidabilità, fenomeno penalizzante in una fase della Formula 1 in cui quasi tutte le vetture al via tendenzialmente concludono la gara.
L'abruzzese si trovò dunque costretto, insieme al compagno di squadra Kovalainen, a navigare sul fondo dello schieramento, spesso costretto ad abbandonare prematuramente la gara, fino al ritiro avvenuto alla fine del 2011, quando il team preferì rimpiazzarlo con il russo Petrov, dotato di munifici sponsor, utili per rimpolpare le casse. 
Spinto dalla propria passione, Trulli dal 2014 ha tentato l'avventura nella neonata Formula E guidando per il proprio team e ottenendo una pole position.


Trulli festeggia la vittoria a Montecarlo


In lotta con Schumacher e Montoya




Intervista dopo il ritiro


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