Jacky Ickx

Jacky Ickx iniziò a correre in moto, spostandosi successivamente sulle quattro vuote dove ottenne i primi successi con le vetture turismo mettendosi in mostra anche alla 24 ore di Spa dove prima di essere attardato da noie meccaniche fu autore di un'ottima prestazione che gli valse la chiamata di Alan Mann, proprietario di uno dei migliori team di vetture turismo, per disputare alcune prove del Campionato Europeo, di cui divenne campione di terza divisione mostrando una grande versatilità di guida. Nel 1966 confermò le proprie doti disputando circa cinquanta gare tra Europa, Stati Uniti d'America e Sudafrica debuttando tra l'altro al volante di sport prototipi e monoposto, continuando comunque il suo impegno con le vetture turismo vincendo tra l'altro la prestigiosa 24 Ore di Spa. 
Ken Tyrrell, noto scopritore di talenti, lo ingaggiò tramite l'appoggio di un programma Elf e Matra per correre in Formula 3 e in Formula 2, di cui divenne il primo campione europeo, nello stesso periodo, sempre con la Matra di F2, debuttò in Formula 1 al gran premio di Germania del '66, diventando sfortunato protagonista di un incidente che risultò fatale per Taylor, mentre l'anno seguente, sempre con una vettura di Formula 2, ottenne il quarto tempo e lottò con i primi nonostante la disparità di potenza, anche se fu poi costretto al ritiro per un guasto meccanico.

Schierato dalla Cooper in due occasioni nello stesso anno, arrivò sesto a Monza cogliendo il primo punto iridato (per non farsi mancare nulla conquistò anche la 1000 Km di Spa) e attirò l'interesse della Ferrari che lo ingaggiò per il 1968 per correre in Formula 2 e in Formula 1: dopo un inizio in sordina, nella fase centrale del campionato vinse il suo primo gran premio (a Rouen, in Francia) e conquistò altri tre podi, arrivando addirittura a lottare per il titolo, poi in Canada fu vittima di un brutto incidente dove si fratturò una gamba, perdendo la possibilità di continuare a sognare.

Nonostante avesse ottenuto al debutto il doppio dei punti del talentuoso e sfortunato Amon, non ebbe rapporti idilliaci con il team (lo ribattezzarono Pierino la peste) e il contratto non venne rinnovato, passò quindi alla Brabham dove visse una stagione in crescendo con due vittorie (tra cui il primo hat trick) e chiuse il mondiale al secondo posto pur senza riuscire a contrastare il dominio di Stewart, campione per la prima volta in carriera.  Dopo una sola stagione, resa ancor più soddisfacente dalla prima affermazione a Le Mans, Ickx rientrò in Ferrari con grandi aspettative ma penalizzato dalla nuova 312B e dal motore Tipo 001, accoppiata potente ma inizialmente poco affidabile, trovandosi dopo sette gare con soli quattro punti, frutto di un podio ottenuto a Zandvoort, a ben 32 punti da Jochen Rindt. A Monza il leader del mondiale perse tragicamente la vita durante lo svolgimento delle prove, nel frattempo la Ferrari aveva decisamente trovato il passo e "la peste" nel finale di stagione ottenne tre vittorie, un secondo e un quarto posto, recuperando terreno ma concludendo secondo a cinque punti dall'asso austriaco che, caso unico, vinse un mondiale "postumo" in quanto nessuno riuscì a superarlo. "Meglio così, non mi sarebbe piaciuto strappare il titolo a Jochen, che lo meritava pienamente" ebbe modo di dire.

Il 1971 partì sotto i migliori auspici fino al quarto vittorioso appuntamento di Zandvoort, poi arrivò una lunga serie di ritiri e il belga arrivò una sola volta al traguardo (ottavo a due giri da Stewart); lo sviluppo della 312 con i modelli B, B2 e B3 portò la casa di Maranello in un lungo periodo di crisi nel quale Ickx riuscì a strappare una prestigiosa vittoria al Nurburgring tra ritiri e problemi, fino al triste epilogo del 1973, quando Enzo Ferrari, deluso dalla situazione, ritirò momentaneamente la scuderia dal campionato, ripresentandosi poi a fine stagione, chiudendo comunque il rapporto con il pilota, appena prima dell'avvento dell'era Montezemolo che portò successi a ripetizione. Il passaggio alla Lotus rappresentò una battuta d'arresto per la carriera di Ickx, spesso battuto da Ronnie Peterson (con cui non visse un rapporto sereno) e mai a proprio agio con una vettura deludente, salì per l'ultima volta sul podio al Montjuic nel 1975 prima di interrompere il rapporto con il team chiudendo anticipatamente la stagione

Dopo un'infelice esperienza con Frank Williams passò alla Ensign, limitandosi a disputare alcuni Gran Premi senza mai ottenere punti, ricevette un'ultima chiamata dalla Ligier per sostituire l'infortunato Depailler, cogliendo un sesto posto a Silverstone e un quinto a Zandvoort prima di ritirarsi con un palmares di otto vittorie e due titoli mondiali sfiorati in quattordici anni di attività,  considerato dai più come uno dei migliori piloti a non avere vinto il Campionato del mondo, al pari di Moss, Peterson e Villeneuve. Durante le ultime deludenti stagioni di Formula 1 vinse comunque tre edizioni consecutive della 24 ore di Le Mans, avviando un sodalizio colmo di soddisfazioni, con nuovi trionfi a Le Mans nel 1981 e 1982 oltre alla conquista del mondiale endurance nel 1982 e 1983; il ritiro avvenne alla fine del 1985, anno in cui Ickx fu coinvolto nel terribile incidente di Spa in cui perse la vita Stefan Bellof. Oltre ai successi in Formula 1 e con i prototipi ha vinto la CanAm con la Lola nel 1979 e la Parigi-Dakar nel 1983, ha inoltre conquistato una 6 Ore di Daytona nel 1972, e due volte la 12 Ore di Sebring (1969 e 1972), palmares che lo ha portato ad essere considerato uno dei più grandi di sempre.


Video tributo a Ickx




Ickx in azione a Brands Hatch