Piloti italiani

Un tempo i piloti italiani in Formula 1 partecipavano in gran numero, eredi di una scuola automobilistica di grande tradizione. Riassumiamo in breve l'esperienza di coloro che spesso hanno dominato e vinto in altre categorie e, con alterne fortune, hanno partecipato ad una o più edizioni del campionato del mondo di Formula 1.

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Apicella Marco
Pilota di successo in Oriente (campione formula Nippon), vanta la più breve esperienza in Formula 1: chiamato nel 1993 dalla Jordan a Monza in sostituzione di Boutsen, si ritirò nel corso del primo giro a causa di un incidente, poi fu sostituito a sua volta da Naspetti e infine da Irvine.

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Badoer Luca
Luca Badoer ottenne grandi successi nelle categorie minori, ma nel campionato di Formula 1 non riuscì a conquistare punti, costretto a lottare nelle retrovie tra il 1993 e il 1999 alla guida di auto di secondo piano. Divenne poi storico collaudatore Ferrari e nel 2009 accettò la sfida di tornare in gara in due occasioni in sostituzione di Felipe Massa ma la lunga distanza dai Gp di fece sentire e venne sostituito da Fisichella; arrivò in seguito il saluto definitivo a Maranello.

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Baldi Mauro
Nel suo palmares Mauro Baldi vanta vittorie di prestigio quali il titolo di Formula 3, la 24 ore di Le Mans e la 12 ore di Sebring. Debuttò in Formula 1 nel 1982 con la Arrows, per poi passare all'Alfa l'anno successivo e terminando la carriere nel Circus con due anni alla guida della modesta Spirit, ottenendo in tutto 5 punti.

Barbazza Fabrizio
Fabrizio Barbazza divenne campione nella serie americana Indy Lights ed ebbe l’occasione di debuttare in Formula 1 nel 1991 alla guida della Ags, senza mai riuscire a qualificarsi. Due anni dopo corse con la Minardi nella parte iniziale della stagione 1993 cogliendo due sesti posti (primo pilota a punti in due gare consecutive per la scuderia faentina), distinguendosi per una gara di grande valore a Donington, sotto il diluvio. Tornato in America, fu vittima di un gravissimo incidente che lo costrinse a chiudere anticipatamente la propria carriera.
VIDEO Donington 1993: Barbazza a punti con la Minardi

Barilla Paolo
Dopo alcune esperienze nelle serie minori, Paolo Barilla arrivò in Formula 1 alla fine del 1989 con la Minardi, scuderia con cui corse l’anno successivo senza riuscire a reggere il passo dell'esperto compagno di squadra Martini. Dopo alcuni anni di attività con le vetture Sport appese il casco al chiodo per dedicarsi alla nota azienda di famiglia.

Bertaggia Enrico
Dopo aver vinto i celebri Gran Premi di Monaco e Macao in Formula 3, Enrico Bertaggia venne ingaggiato dalla Coloni alla fine del 1989 senza mai riuscire a superare le pre-qualifiche, penalizzato da una vettura poco competitiva e dalla totale mancanza di test prima del debutto; progressivamente migliorò le prestazioni pur senza mai staccarsi dall’ultimo posto del turno del venerdì mattina. Avrebbe dovuto correre nel 1992 con l’Andrea Moda ma venne licenziato dopo i primi due gran premi a cui tra l’altro la scuderia non partecipò, in seguito si dedicò a vetture sport e turismo.

Bruni Gianmaria
Tutt'ora in attività, Bruni ha ottenuto grandi successi quali le affermazioni alla 24 ore di Le Mans o nel campionato Fia Gt, mentre in Formula 1 ha avuto un'unica occasione nel 2003, alla guida di una Minardi già avviata al declino, senza guadagnare punti.

Capelli Ivan
Ivan Capelli venne chiamato dalla Tyrrell a fine stagione nel 1985 e sorprese tutti con un quarto posto ad Adelaide poi, dopo un paio di gare all’Ags, nel 1987 passò alla March con cui nel 1988, su vettura disegnata da Newey, fu grande protagonista nel finale di stagione con due podi e un duello da cineteca con Prost a Suzuka, situazione ripetuta due anni dopo al Paul Ricard, quando l’italiano sfiorò la vittoria prima di arrendersi nel finale causa noie al propulsore Judd. La situazione economica del team lo trascinò a fondo gruppo, mentre il passaggio alla Ferrari in piena crisi tecnica e dirigenziale fu disastroso e finì per stroncargli la carriera; si ritirò nel 1993 dopo due sole gare senza fortuna alla Jordan.
VIDEO - Paul Ricard 1990: Capelli sfiora la vittoria con la Leyton House

Caffi Alex
Campione nell’europeo di Formula 3, Alex Caffi corse in Formula 1 con l’Osella nelle stagioni 1986 e 1987, penalizzato purtroppo da numerosi guai tecnici. Nel 1988 portò al debutto la Scuderia Italia (a Jacarepagua scese in pista con una F.3000, ultimo caso in F1), team con il quale ottenne la seconda fila all'Hungaroring e un quarto posto a Monaco nel 1989. L’anno seguente, con la Footwork Arrows conquistò due punti confrontandosi ad armi pari con l'esperto Alboreto, mentre nel 1991, con il team in pesante crisi, mancò spesso la qualificazione. Fu ingaggiato dall’Andrea Moda per il 1992, ma non riuscì a scendere in pista per le vicende tragicomiche della scuderia, abbandonando poi la F1 per costruire una lunga carriera “a ruote coperte”
VIDEO Hungaroring 1989: seconda fila con la Scuderia Italia

Castellotti Eugenio
Nato nel 1930, Castellotti iniziò a correre da giovane cimentandosi con ottimi risultati in competizioni quali Mille Miglia, Formula 2, Carrera Panamericana e competizioni legate alle vetture Sport. Divenne grande amico di Ascari, il quale fece modo di inserirlo nel progetto Lancia, con la quale Castellotti debuttò nel 1955, giungendo secondo a Monaco alla seconda apparizione, prima dell'abbandono da parte della casa italiana in seguito alla morte dello stesso Ascari; A Castellotti venne concesso di correre comunque con la Lancia D50 in Belgio, dove ottenne la sua unica pole in carriera e si ritirò in gara, poi passò alla Ferrari con cui salì sul podio a Monza. Nel 1955 vinse la Mille Miglia e la 12 ore di Sebring, mentre nel mondiale di Formula 1 a Reims prese la testa della corsa ma dovette cedere la posizione a Collins, meglio piazzato in classifica, vedendo sfumare quella che avrebbe potuto essere la sua prima vittoria nella massima categoria. Avviato ad una brillante carriera, i suoi sogni si spezzarono il 14 marzo del 1957, vittima di un incidente mortale sul circuito di Modena, mentre su richiesta di Enzo Ferrari stava cercando di battere il record di Behra.

De Adamich Andrea
In seguito a importanti affermazioni nelle crono-scalate e nelle gare di durata, De Adamich debuttò con la Ferrari disputando una gara nel mondiale di Formula 1 nel 1968, ritornando nella categoria dopo due anni, prima con Mclaren e poi con March, senza particolare fortuna. Passato alla Surtees conquistò due quarti posti prima di terminare la carriera a causa di un grave incidente durante il gran premio d'Inghilterra nel 1973. E' noto soprattutto per l'attività di giornalista e telecronista di Formula 1.

Fabi Corrado
Fratello minore di Teo e campione di Formula 2, Corrado Fabi ricevette la chiamata dell'Osella nel 1983, ma non riuscì ad esprimere il proprio potenziale alla guida di una vettura poco competitiva, mancando spesso la qualificazione. L'anno seguente corse alcune gare con la Brabham in sostituzione del fratello, per poi impegnarsi per un breve periodo al campionato Cart in Usa.

Fabi Teo
Eroe italiano dei "due mondi", Teo Fabi ha corso tra gli anni ottanta e novanta sia in Formula 1 che in Indycar, dove tra l'altro ebbe il merito di partire in pole position al debutto nella celeberrima 500 miglia di Indianapolis, anche se in gara fu costretto al ritiro dopo esser stato a lungo in testa; nel suo palmares anche la vittoria del campionato mondiale sport prototipi nel 1991. Il debutto in Formula 1 avvenne alla guida della Toleman nel 1982 poi, dopo un anno negli Usa, tornò in F1 alla guida della Brabham, alternandosi durante l'anno con il fratello Corrado in quanto ancora impegnato nel campionato americano; nel 1985 si accordò con la Toleman, sorprendendo tutti in Germania, dove ottenne la sua prima pole position e il record della pista. Guadagnatosi il rinnovo in quello che divenne ufficialmente team Benetton, nel 1986 arrivò quinto in Spagna dopo una bellissima rimonta ed ottenne altre due pole position, a Zeltweg e Monza, pur non riuscendo a terminare la gara in nessuna delle due occasioni. L'anno seguente visse la sua stagione più felice, giungendo quattro volte a punti, tra cui in un'occasione a podio, concludendo il campionato al nono posto con dodici punti, optando definitivamente a fine stagione per le competizioni americane.
VIDEO - Nurburgring 1985: Fabi in pole

Gabbiani "Beppe"
Piacentino classe 1957, dopo una serie di successi nel mondo del karting Beppe Gabbiani proseguì la propria carriera con varie affermazioni in Formula Italia, Formula 3 e Formula 2. A soli 21 anni la Surtees gli affidò la vettura per gli ultimi due Gran Premi del mondiale di F1 e a Watkins Glen su pista bagnata fece segnare il miglior tempo nelle libere, mentre in qualifica commise un errore mentre stava per staccare un sorprendente sesto tempo, vedendo sfumare la possibilità di qualificarsi. Nel 1981 ebbe l'occasione di correre un'intera stagione di Formula 1 grazie alla scuderia Osella, ma l'annata fu condizionata dalla scarsa competitività del mezzo. Archiviata l'esperienza nella categoria regina, "Cavallo Pazzo" ha continuato una lunga carriera di successi tra F2, turismo ed Endurance, tornando infine al Karting.

Ghinzani Piercarlo
Campione italiano ed europeo di Formula 3, attivo e vincente anche in alcune competizioni di durata, Ghinzani si vide offrire nel 1981 la possibilità di debuttare in Formula 1 dalla Osella, scuderia cui legò la propria carriera. Tornò nel Circus nel 1983 e l’anno seguente colse uno storico quinto posto a Dallas, poi nel 1985 passò momentaneamente la Toleman, in quanto l'Osella era a corto di fondi e necessitava di pay driver. Rientrato nel 1986, trascorse successivamente un paio di stagioni senza fortuna con Ligier e Zakspeed, rientrando ancora all’Osella nel 1989, stagione in cui riuscì a superare le pre-qualifiche in tre sole occasioni; senza mai aver avuto la possibilità di guidare un auto competitiva e ormai demotivato, abbandonò la Formula 1 avviando una lunga e soddisfacente carriera da costruttore.
VIDEO Adelaide 1989: Incidente tra Ghinzani e Piquet

Giacomelli Bruno
Forte delle vittorie nell'italiano ed europeo di F2, con un record rimasto imbattuto di 8 vittorie su dodici gare, Giacomelli ricevette un'offerta dalla Mclaren con cui corse le prime gare in Formula 1; nota di colore, i tecnici inglesi non riuscivano a pronunciare correttamente il suo nome e quindi lo ribattezzarono, con tanto di indicazione sulla vettura, Jack O'Malley. Arrivò anche l'interesse della Williams, che però gli preferì Regazzoni, Giacomelli si accasò allora all'Alfa Romeo, dove divenne importantissimo nello sviluppo e nei primi risultati della scuderia, cogliendo tra l'altro una splendida pole position a Watkins Glen nel 1980. Chiusa l'esperienza con l'Alfa Romeo, Giacomelli si accordò con la Toleman, ma fu relegato al ruolo di seconda guida di Warwick, spostò quindi la propria attenzione su altre categorie, tornando in F1 con la disastrosa Life, con cui tentò invano di superare le pre-qualifiche in 12 occasioni, poi chiuse definitivamente la carriera nel Circus.
VIDEO Montreal e Watkins Glen 1980: pole di Giacomelli al Glen

Giunti Ignazio
Grazie a risultati di rilievo ottenuti in gare turismo ed endurance, la Ferrari affidò a Giunti un volante nel gran premio del Belgio nel 1970, dove giunse incredibilmente quarto al debutto. L'italiano corse altre gare con la rossa guadagnandosi un posto nel mondiale marche per la stagione successiva, dove purtroppo perse la vita durante la 1000Km di Buenos Aires tamponando violentemente la vettura di Beltoise, che lo stesso stava spingendo a piedi per riportarla ai box.

Langes Claudio
Campione italiano di Go Kart, Langes non riuscì a partecipare nessun gran premio di Formula 1: ingaggiato nel 1990 dall’EuroBrun ormai al dissesto finanziario, terminò la propria avventura dopo 14 tentativi vani di superare le pre-qualifiche, “impresa” che in alcuni casi riuscì al più esperto compagno di squadra Moreno.

Larini Nicola
Dopo la consueta gavetta, Larini arrivò in Formula 1 nel 1987 guidando per scuderie di secondo piano quali Coloni, Osella, Ligier e Modena Team. Divenne poi collaudatore Ferrari e con il team di Maranello poté correre quattro gran premi cogliendo come miglior risultato un secondo posto nel tragico gran premio di San Marino nel 1994, mente nello stesso periodo si dedicò alle vetture turismo vincendo il Superturismo italiano e il Dtm. Breve parentesi in Formula 1 con la Sauber all’inizio del 1997 (un sesto posto come migliore risultato) prima di tornare a dedicarsi con successo alle auto a ruote coperte, con cui ha corso fino ai giorni nostri.

Liuzzi Vitantonio
Campione mondiale di karting, Liuzzi esordì in Formula 1 con la Red Bull nel 2005 alternandosi con Klien, per poi passare alla scuderia gemella, Toro Rosso, dal 2006, giungendo a punti due volte in due stagioni. Non venne confermato dalla scuderia austriaca e ripiegò su un ruolo da collaudatore alla Force India, che lo fece debuttare nel finale del 2009 in sostituzione di Fisichella: l'italiano guidò per il team anche per tutta l'annata successiva, anche se la scuderia indiana gli preferì poi Di Resta, costringendolo ad accettare il contratto della modesta Hrt con cui corse nel 2011, ricoprendo il ruolo di terzo pilota nel 2012. 

Lavaggi Giovanni
Ingegnere meccanico, con grande impegno Lavaggi trovò sponsor e occasioni per correre in svariate categorie, tentando anche in Formula uno nel 1995 e 1996 con Pacific e Minardi, riuscendo nella qualificazione in sei occasioni senza mai giungere a punti, pur continuando a correre in diverse competizioni a livello nazionale e internazionale.

Lombardi Lella
Lella Lombardi è l'unica donna riuscita a marcare punti nel campionato del mondo di Formula 1: tentò di esordire nel 1974 mancando la qualificazione in Inghilterra con una Brabham. mentre l''anno seguente conquistò un sesto posto nel rocambolesco gran premio di Spagna al Montjuich, qualificandosi poi con regolarità. Chiuse con la F1 l'anno seguente per un totale di 17 tentativi (12 qualificazioni), passando a Sportscar e poi turismo. E' mancata a soli 51 anni a causa di un tumore.

Martini Pierluigi
Pierluigi Martini vinse l'europeo di Formula 3 nel 1983 e l'anno seguente corse con la Toleman il Gp d'Italia di Formula 1 in sostituzione dell'infortunato Cecotto, poi preferì accasarsi alla Minardi, scuderia di cui divenne una bandiera. Trascorsi due anni in Formula 3, ritornò alla Minardi nel 1988 come collaudatore, rimpiazzando Campos dopo cinque gare e centrando subito la zona punti (primo punto per sé e per la scuderia), mentre l'anno seguente nella seconda parte della stagione i progressi della vettura gli consentirono di ottenere ottimi piazzamenti e percorrere un giro in testa all'Estoril. Nel 1994 Martini abbandonò la Formula 1 per cimentarsi in altre categorie e cinque anni più tardi vinse la 24 Ore di Le Mans al volante di una BMW V12 LMR insieme a Yannick Dalmas e Joachim Winkelhock, poi continuò a correre e dopo aver gareggiato nel Campionato Gp Masters, prese parte al campionato 2009 Superstars, classificandosi quinto e conquistando il titolo di migliore Rookie.
VIDEO Estoril 1989: Martini porta in testa la Minardi

Modena Stefano
Grazie ad un palmares notevole nelle serie minori, Modena venne lanciato da Ecclestone in Brabham alla fine del 1987 in sostituzione di Patrese, trasferitosi alla Williams. Nel 1988 dovette accontentarsi del sedile della deludente Eurobrun, ritornando l’anno dopo in Brabham con cui ottenne un terzo posto a Montecarlo, pista dove nel 1991 con la Tyrrell fu tradito dal motore Honda mentre era secondo alle spalle di Senna. Il 1991 fu senza dubbio la sua miglior stagione grazie a 10 punti totali e ad un ottimo secondo posto a Montreal, meno fortunato invece il passaggio in Jordan, ultima stagione nel circus prima del passaggio nei campionati Turismo, con il rimpianto di una carriera che, per le doti del pilota, avrebbe probabilmente meritato maggiori soddisfazioni.
VIDEO Imola 1989: Tarquini in azione e incidente per Modena

Montermini Andrea
Chiamato dalla Symtek per sostituire lo sfortunato Ratzenberger, Andrea Montermini fu vittima di un grave incidente in prova che lo costrinse a rimandare il debutto. Ingaggiato prima dalla Pacific e poi dalla Forti, si dovette accontentare di lottare nelle retrovie, mancando la qualificazione in alcuni casi, optando successivamente per una lunga carriera con le vetture GT.

Morbidelli Gianni
Già campione di Formula 3, nel 1990 Morbielli si divise tra Formula 3000 e Formula 1, correndo alcune gare con Dallara e poi Minardi; proprio con quest’ultima corse le due stagioni successive, salvo una parentesi ad Adelaide nel 1991: la Ferrari (di cui era collaudatore) lo chiamò per sostituire Prost e lui rispose giungendo sesto al traguardo. Rimasto a piedi nel 1993, corse poi un biennio con la Footwork ottenendo buoni risultati, tra cui un terzo posto ad Adelaide. Rientrò in Formula 1 per l’ultima volta nel 1997 con la Sauber senza ottenere punti, penalizzato anche da un brutto incidente che lo costrinse a saltare alcune gare. In seguito ha iniziato a correre con le vetture turismo, categoria in cui è tutt’ora attivo.
VIDEO - Divertente intervista a Morbidelli

Musso Luigi
Figlio di un imprenditore di successo, Luigi Musso si appassionò fin da giovane all'automobilismo attirando l'attenzione della Maserati, scuderia con la quale debuttò in Formula 1 al gran premio d'Italia, mentre l'anno seguente colse uno straordinario secondo posto in Spagna. Nel 1956 passò alla Ferrari, con cui vinse il suo primo ed unico gran premio, successo ottenuto in coppia con il compagno di squadra Juan Manuel Fangio; nel resto della stagione partecipò ad altri tre gran premi ma non riuscì mai a vedere la bandiera a scacchi, mentre più positiva fu la stagione seguente, dove concluse il campionato al terzo posto, con tre piazzamenti a punti di cui due al secondo posto. Anche il 1958 iniziò piuttosto bene, ma a Reimsuscì di strada al nono giro mentre era all'inseguimento del compagno di squadra Hawthorn e le ferite purtroppo risultarono fatali, spezzando i sogni e la carriera di una grande promessa, era il 6 luglio del 1958.

Naspetti Emanuele
Dopo una lunga carriera con kart e formule minori, Naspetti corse alcuni gran premi con la March alla fine del 1992 e poi all’Estoril con la Jordan nel 1993, occasione in cui fu costretto al ritiro. In mancanza di altre opportunità nel Circus, ha corso per diversi anni con la Ferrari nel campionato Gt.

Paletti Riccardo
"Mi piacciono i soldi e le donne, sono convinto che con la Formula 1 ci si possa levare questi sfizi". Una frase da guascone che potrebbe far pensare ai piloti donnaioli e scanzonati in stile James Hunt, invece a pronunciarla fu Riccardo Paletti, giovane pilota con l'aria da bravo ragazzo e i caratteristici occhiali da vista che era solito indossare sotto il casco. Quando correva in F2, il suo sponsor lo obbligò a salire in Formula 1, dove venne accolto a braccia aperte dall'Osella: al via del Gran Premio del Canada, sua prima presenza con griglia a ranghi completi, il pole-man Didier Pironi ebbe un inconveniente al via ed il motore della sua Ferrari si spense: il francese iniziò ad agitare le braccia nel tentativo di fermare la corsa, ma la direzione autorizzò comunque la procedura e quando si accese il verde Paletti tamponò violentemente la Ferrari ad una velocità di circa 180 km/h: il pilota perse subito conoscenza rimanendo intrappolato nell'auto in fiamme, l'incendio fu domato in brevissimo tempo ma Riccardo morì poco dopo il ricovero causa le ferite riportate nella zona toracica, che resero fatale l'inalazione delle sostanze estinguenti che preclusero ogni possibilità; a lui è intitolato il circuito di Varano (PR).

Pantano Giorgio
Vincitore di 8 titoli nel karting e di numerose gare nelle Formula minori, Giorgio Pantano ebbe purtroppo un'unica occasione in Formula 1, nel 2004, con una Jordan già in vendita e in piena crisi, sostituito anticipatamente da Timo Glock nel corso di una stagione senza acuti. Riuscirà a togliersi altre soddisfazioni, correndo in Gt, superleague, Irl e Gp2, vincendo tra l'altro il campionato di quest'ultima.

Papis Max
Il debutto in Formula 1 di Papis avvenne a Silverstone nel 1995, cui seguirono altri sei gran premi con un settimo posto come miglior risultato. Trasferitosi in Usa, corse in Cart, nella Champcar e nella serie Imsa, dove ha colto ottimi risultati, tra i quali la vittoria alla 24 ore di Daytona (in due occasioni) e alla 12 ore di Sebring.

Pirro Emanuele
Emanuele Pirro iniziò la sua avventura in Formula 1 come collaudatore McLaren (fu anche controfigura di Senna a scopo promozionale) e debuttò in gara nella seconda parte del 1989 alla guida della Benetton in sostituzione di Johnny Herbert, arrivando quinto ad Adelaide nell'ultima gara stagionale; seguirono poi due stagioni in Dallara Scuderia Italia, dove fu penalizzato da una vettura poco competitiva. Abbandonata la Formula 1, ha costruito una carriera di grande prestigio con vetture a ruote coperte, con due affermazioni nel Superturismo e ben cinque vittorie alla 24 ore di Le Mans.
VIDEO Adelaide 1989: Pirro in azione sotto il diluvio

Siegfried Stohr
Riminese classe '52 da padre tedesco e madre italiana, dopo le prime esperienze con i Kart, Stohr vinse i campionati di Formula Italia e Formula 3, imponendosi anche in una gara in F2, riuscendo infine a debuttare in Formula 1 con la Arrows, scuderia con cui corse nel 1981 cogliendo un settimo posto come migliore risultato. Laureato in psicologia, dopo il ritiro dalle competizioni si è occupato della gestione di una scuola di guida sicura, considerata tra le più importanti d'Europa, oltre ad aver collaborato con numerose testate e scritto libri, tra cui il recentissimo “Pilota senza ali – Non era la mia Formula Uno”.

Schiattarella Domenico
Schiattarella debuttò in Symtek alla fine del 1994, anno caratterizzato da un'incredibile girandola di piloti; confermato anche per l'anno successivo, fu vittima dopo poche gare dell'abbandono del team, che sancì la fine della sua carriera in Formula 1, con "trasloco" nelle gare Gt. Il suo volto appare spesso sul web in quanto durante un'intervista, il collega Gianni Giudici alle sue spalle si lasciò andare ad un colorito commento, divenuto popolarissimo.

Tarquini Pierluigi
Pierluigi Tarquini debuttò in Formula 1 nel 1987 disputando una sola gara con l’Osella, passando poi a Coloni, Ags e Fondmetal, scuderie relegate al ruolo di comprimarie in un’epoca in cui erano tanti gli iscritti e anche solo qualificarsi era piuttosto complicato: il pilota abruzzese riuscì ad ottenere un miracoloso sesto posto in Messico nel 1989 alla Ags come migliore risultato. Salvo una piccola apparizione con la Tyrrell nel 1995, ha dedicato poi la sua carriera alle vetture turismo, vincendo i campionati BTCC, ETCC e WTCC, quest’ultimo nel 2009, a 47 anni; attivissimo e sempre competitivo, ancora oggi pare non abbia nessuna intenzione di appendere il casco al chiodo.
VIDEO Imola 1989: Tarquini in azione e incidente per Modena

Taruffi Piero
Noto anche per opere di progettazione, innovazioni tecniche e contributo allo sviluppo di numerosi prototipi, Piero Taruffi si distinse in pista con un palmarès composto da 44 vittorie (30 assolute e 14 di classe) su 136 gare automobilistiche disputate e 23 vittorie su 42 gare motociclistiche disputate, oltre al conseguimento di 39 record di velocità automobilistici e 53 motociclistici. Debuttò in Formula 1 con l’Alfa Romeo a Monza, nella prova conclusiva del primo mondiale della storia, ritirandosi, mentre dal 1951 passò alla Ferrari, con la quale l'anno seguente colse la prima vittoria, nel gran premio di Svizzera, cui seguirono altri risultati che gli consentirono di piazzarsi al terzo posto nel mondiale alle spalle di Ascari e Farina. Da quel momento le presenze nel mondiale di Formula 1 divennero più sporadiche, mentre nel 1957 vinse l'ultima edizione della Mille Miglia e dopo quella vittoria, a cinquant'anni, si ritirò dalle corse. E’ scomparso a Roma nel 1988.

Villoresi Luigi
Classe 1909, Villoresi iniziò a correre negli anni trenta vincendo numerose gare, tra cui due edizioni della Targa Florio, mentre nel 1950 partecipò alla prima edizione del mondiale di F1 alla guida della Ferrari, con cui corse per quattro stagioni ottenendo risultati in crescendo, alcuni podi e il quinto posto in classifica generale come migliore risultato. Nel 1954 visse una stagione piuttosto deludente in Maserati e chiuse il campionato in Spagna guidando la Lancia D50, vettura con cui iniziò la stagione seguente, dove colse un quinto posto a Montecarlo; con la morte di Ascari e il ritiro della Lancia si fermò momentaneamente, riprendendo nel 1956 alla guida della Maserati, con un quinto posto come miglior risultato. Ritiratosi dalla Formula 1 a fine stagione, divenne ambasciatore della Maserati e lo restò fino alla morte, avvenuta nel 1997.

Zorzi Renzo
Frank Williams offrì a Zorzi la possibilità di correre in Italia nel 1975 e in Brasile nel 1976, mentre l'anno seguente l'italiano corse la parte iniziale del campionato di Formula 1 con la Shadow, arrivando sesto in Brasile e assistendo da vicino al tragico incidente del compagno di squadra Tom Pryce. In seguito si dedico alle vetture sport e divenne titolare di una scuola di pilotaggio. E' scomparso nel 2015.