Fernando Alonso


Fernando Alonso, considerato dai più come pilota tra i più talentuosi dell'era moderna, oltre ad essere tra gli sportivi più remunerati, fu incoraggiato dal padre a correre in kart, cogliendo i primi successi in tenera età, affermandosi poi a livello nazionale fino ad arrivare alla World series Nissan.
Il primo assaggio in Formula 1 arrivò grazie alla Minardi, aiutato dal connazionale ed ex pilota di Formula 1 Adrian Campos, prima come collaudatore (nelle prove risultò più veloce di un secondo e mezzo rispetto ai colleghi), poi come terzo pilota, infine come pilota titolare: esordì giovanissimo nel 2001 alla guida di una vettura poco competitiva e riuscì in diverse occasioni a mettersi alle spalle concorrenti esperti e dotati di ben altri mezzi, riuscendo ad attirare su di se grandi attenzioni, tra le quali quelle di Briatore, che lo ingaggiò come collaudatore della Renault per il 2002, inserendolo come pilota titolare dal 2003 per rimpiazzare Jenson Button.

In quegli anni lo spagnolo visse le sue stagioni più vincenti, cogliendo la prima pole position nel 2003 in Malesia, ripetendosi in Ungheria dove riuscì anche a vincere il gran premio e chiudendo la stagione al sesto posto, nonostante un serio incidente in Brasile. L'anno seguente nessuna vittoria, ma una pole, quattro podi e una buona regolarità di piazzamenti gli consentirono di chiudere il campionato in quarta posizione, in un'annata stra-dominata dalle rosse di Maranello, che vennero prese in contropiede dal cambio regolamentare entrato in vigore dal 2005, con conseguente passaggio di consegne alla Renault nel ruolo di protagonista.

L'inizio andò oltre ogni più rosea previsione con un terzo posto e tre vittorie consecutive, seguite da altri tre successi che resero vano ogni tentativo di rimonta della McLaren di Kimi Raikkonen, con un'ultima vittoria nella prova conclusiva in Cina per celebrare un campionato dominato dall'inizio alla fine, in quello che fu il primo titolo di un pilota spagnolo in Formula 1 (incollò alla tv milioni di spettatori nel paese natale) e il primo mondiale piloti e costruttori per la Renault.
Nel 2006 la vettura transalpina si confermò molto veloce, permettendogli di difendere il titolo, in questo caso osteggiato dal ritorno della Ferrari, con Schumacher all'ultimo anno di attività e in grandissima forma, anche se alcuni problemi di affidabilità delle rosse permisero all'asturiano di prendere un buon vantaggio sul rivale, grazie a sei vittorie e tre secondi posti nelle prime nove gare che lo portarono in testa con quasi trenta punti di margine. Schumacher vinse poi cinque delle successive sette gare portandosi incredibilmente a pari di Alonso a due gare dalla fine. La rottura del motore Ferrari in Giappone consegnò in pratica il titolo ad Alonso che in Brasile si limitò a controllare, confermando il successo dell'anno precedente, mentre il tedesco, attardato da alcuni problemi iniziali, fu protagonista di una rimonta inutile per il campionato ma estremamente entusiasmante.
Passato in McLaren con ambizioni di vittoria, si trovò al centro di un rapporto conflittuale con Ron Dennis e con il giovane compagno di squadra Hamilton, debuttante ma competitivo e in grado di impensierire sin da subito un due volte campione del mondo; Alonso partì bene ma subì una flessione a metà campionato e si trovò alle spalle del compagno di squadra, i due continuarono a duellare fino alla fine quando Hamilton, in netto vantaggio, scialacquò il vantaggio con una serie di errori e in occasione dell'ultima gara riuscì a spuntarla incredibilmente Raikkonen con un punto di vantaggio sulla coppia della Mclaren.

Rientrato in Renault, dotato di una vettura poco competitiva, si "accontentò" di vivere due stagioni sottotono nelle quali ottenne alcuni piazzamenti e due sole vittorie, a Singapore (poi divenuta famosa per il cosiddetto "crash-gate") e Suzuka, entrambe nel 2008, mentre nel 2009 non riuscì mai a salire sul gradino più alto del podio, anche se la situazione svoltò nel settembre del 2009 quando la Ferrari ne annunciò l'ingaggio per le successive tre stagioni.

La sua carriera in rosso partì con una brillante vittoria, ma nelle prove successive le Red Bull e le McLaren si dimostrarono più veloci, pertanto dovette attendere il gran premio della Germania per tornare al successo nonostante la costanza di risultati lo mantenne in gioco per il titolo. Le due vittorie a Monza e Singapore, seguite poi da quella in Corea con entrambe le Red Bull fuori gioco, portarono Alonso in testa al mondiale, posizione mantenuta anche dopo la penultima prova in Brasile, con doppietta della scuderia rivale. Fu un errore ai box a demolire i sogni di gloria dell'asturiano, richiamato troppo presto per "tallonare" Webber, con la conseguenza che entrambi non riuscirono a risalire le posizioni necessarie e lasciarono Vettel indisturbato in testa a vincere il mondiale.
Dopo la grande delusione, dal 2011 la Ferrari non è più riuscita a mettere in pista, per vari problemi organizzativi, una vettura in grado di reggere il passo delle Red Bull, situazione che ha portato ad un rapporto conflittuale tra team e pilota, fino al definitivo congedo al termine di un disastroso 2014, dopo aver sfiorato il titolo nel 2012.

Attirato da una nuova avventura con la Mclaren - Honda, ha incontrato alcune difficoltà iniziali e sta lottando ancora una volta per tornare in vetta, cercando di vincere quel mondiale che manca ormai da molti anni.


Imola 2005 - In lotta con Schumacher


2005: il primo titolo



La prima gloriosa parte di carriera


Vittoria a Monza nel 2010