Emerson Fittipaldi


Soprannominato "Emmo" oppure "O'Rato", Emerson Fittipaldi iniziò nel mondo delle corse come meccanico, per poi diventare pilota prima nel karting, poi in Formula Ford, Formula 3 (dove conquistò il titolo) e poi in Formula 2, attirando gli interessi di Colin Chapman (che già lo schierò in F2) e dell'ambiente della Formula 1, grazie soprattutto ad una grande capacità nella messa a punto e nello sviluppo della vettura.

Con la Lotus debuttò in Inghilterra e già alla sua seconda gara sulla terribile Nordschleife arrivò quarto, dopo un deludente gran premio d'Austria avvenne la tragedia di Monza, dove il suo compagno di squadra Rindt morì durante le prove, evento in seguito al quale la Lotus saltò anche il successivo appuntamento in Canada e la seconda guida Miles si ritirò, scosso dalla scomparsa di Rindt, lasciando il ruolo di prima guida a Fittipaldi, che alla quarta presenza e a soli 23 anni vinse a Watkins Glen, impedendo a Ickx di raggiungere Rindt, che vinse così il titolo alla memoria. Viste le premesse, si pensava ad un trionfale 1971, ma la stagione fu compromessa da un incidente occorso al Rato e da una Lotus tanto innovativa quanto fallimentare, in ogni caso il brasiliano colse tre podi, mentre per l'anno successivo la versione aggiornata della Lotus 72D fu decisamente più competitiva e, dopo un ritiro iniziale, arrivarono tre vittorie, due secondi e un terzo posto, risultati che portarono Fittipaldi a 43 punti, contro i 27 del temibile rivale Stewart, alla guida di una Tyrrell non più irresistibile come nella stagione precedente. Dopo un ritiro in Germania per noie al cambio, arrivarono due vittorie consecutive che sancirono la matematica conquista del titolo per Fittipaldi, campione a soli 25 anni, record battuto solo nel 2005 da Fernando Alonso).

Il 1973 fu guastato dal cattivo rapporto con il nuovo compagno di squadra, il velocissimo Ronnie Peterson: Fittipaldi partì fortissimo con tre vittorie, un secondo e due terzi posti nelle prime sei gare, al termine delle quali si trovò in testa con 41 punti, contro i 37 del solito Stewart e i soli 4 raccolti dal compagno di team, poi per il brasiliano iniziò una serie nera, con un misero punto conquistato in sei gare, nelle quali Peterson raccolse molti punti giungendo alle sue spalle, situazione che portò Fittipaldi ad accusare Chapman di favorire il rivale a suo discapito. La situazione, già tesa, raggiunse il culmine quando lo svedese vinse a Monza davanti a Emmo, impedendogli di continuare a lottare per il titolo contro le ormai imprendibili Tyrrell, che conquistarono il titolo grazie a Stewart, mentre la Lotus si accontentò del premio riservato ai costruttori. Passato in Mclaren, con due vittorie si portò in testa al campionato, ma poi fu costretto a difendersi da vetture più performanti come Ferrari e Tyrrell, cercando di ottenere più piazzamenti possibili, fino al doppio ritiro in Germania e Austria, con discesa al quarto posto, con questa situazione in classifica a tre gare dal termine: Regazzoni 46, Scheckter 41, Lauda 38, Fittipaldi, 37. Secondo a Monza e primo a Mosport, Fittipaldi arrivò all'ultimo appuntamento a pari merito con Clay Regazzoni, il quale a Watkins Glen fu afflitto da vari problemi, tanto che all'alfiere della Mclarn bastò un saggio quarto posto per vincere il secondo titolo.

Il 1975 partì bene, ma la nuova M23 si rivelò problematica e le varie soluzioni provate durante l'anno non diedero i frutti sperati, questo consentì alla Ferrari di Lauda di prendere il largo nonostante l'impegno e il talento del brasiliano, che a fine stagione, demotivato e in disaccordo con il possibile ingaggio di Hunt, assecondò l'idea del fratello, che già in quell'anno aveva schierato una monoposto tutta brasiliana, supportata dallo zuccherificio Copersucar. Dopo i fasti dei primi anni, Fittipaldi si dovette dunque abituare a lottare nei bassifondi, ottenendo tre soli punti nel corso della prima stagione e migliorando lievemente nel 1977 (tre quarti e un quinto posto) e nel 1978, quando giunse il primo podio del team (secondo nel gran premio di casa) e diciassette punti, risultati incoraggianti prima del crollo avvenuto nel 1979, dove il brasiliano ottenne un solo punto al volante di una vettura lenta e inaffidabile. Il team sembrava destinato a sparire una volta perso l'appoggio della Copersucar, venne salvato dalla fusione con la Wolf, anche se nel 1980 le cose non andarono meglio e Fittipaldi patì anche il fatto di trovarsi spesso dietro al nuovo compagno di squadra, il giovane Rosberg, pertanto maturò la decisione di ritirarsi dalla Formula 1, rimanendo nel proprio team nel ruolo di manager ancora per due deludenti stagioni, al termine delle quali il team abbandonò definitivamente la categoria, mentre O'Rato passò alle competizioni americane dove colse incredibili successi, tra i quali la 500 miglia di Indianapolis (1989 e 1993) e il campionato Cart (1989), terminando la propria carriera nel 1996 a causa di un grave incidente, dal quale fortunatamente si ristabilì senza conseguenze.