Damon Hill


Figlio del due volte campione del mondo Graham, Damon Hill ha iniziato a correre in moto prima di passare alle quattro ruote, lavorando per sostenere la propria passione in quanto il decesso del padre in un incidente aereo lo privò degli appoggi economici che qualcuno potrebbe immaginare. Fu la madre a spingerlo verso il mondo delle auto, in quanto spaventata dalla pericolosità delle corse in moto, e in questa nuova veste Damon si cimentò in diverse categorie dalla Formula Ford alla Formula 3000, con una partecipazione alla 24 ore di Le Mans, mostrando grandi doti pur non cogliendo vittorie a ripetizione come altri colleghi, guadagnandosi in ogni caso un posto da collaudatore sulla Williams Renault per il 1991.

Nel 1992 fu ingaggiato dalla Brabham, scuderia ormai decaduta e in gravi difficoltà economiche, che consentì all'inglese di qualificarsi in due sole occasioni, dove concluse il gran premio, prima della definitiva scomparsa del team in seguito al gran premio di Ungheria, quello che decretò la vittoria matematica del titolo da parte di Nigel Mansell, sulla Williams di cui Hill era ancora collaudatore.
Frank Williams e Patrick Head decisero di affidargli un ruolo di seconda guida come compagno di squadra di Alain Prost e, dopo un inizio difficile, nella seconda parte di stagione Damon ottenne la sua prima pole position e poi tre successi consecutivi in Ungheria, Belgio e Monza, avvicinandosi in classifica a Prost che poi vinse il mondiale con due gare d'anticipo.

La stagione seguente, in seguito al ritiro di Prost, il team spalancò le porte all'asso Ayrton Senna, confermando l'inglese come seconda guida in una stagione che si preannunciava trionfale, anche se purtroppo la vettura si dimostrò tanto veloce quanto inaffidabile, fino al gran premio di San Marino quando Senna morì causa un terribile incidente alla curva del tamburello per il cedimento del piantone dello sterzo. Hill divenne dunque prima guida ma dopo sette gare si trovò con oltre 40 punti di distacco da Scumacher che continuava a vincere, anche se il pilota della Williams fu bravo a cogliere l'occasione nella seconda parte di stagione quando la Benetton del rivale perse quattro gare per vari problemi di giustizia sportiva, permettendo a Hill, che vinse magnificamente in Giappone sotto il diluvio, di portarsi ad un solo punto di distacco ad una gara dal termine. In Australia Schumacher partì forte, inseguito dall'avversario, poi compì un errore e uscì di strada, rientrando in pista attirò Hill all'interno e poi chiuse la porta, il risultato fu una collisione che mise entrambi fuori gioco, decretando l'assegnazione del titolo al tedesco, dominatore della stagione, con un ovvio strascico di polemiche.

L'anno seguente poteva essere quello della consacrazione ma Hill, dopo un inizio entusiasmante, incappò in alcuni errori permettendo a Schumacher di prendere la testa del campionato vincendo agevolmente la sfida mostrando a tratti una netta superiorità , in particolare rimontando sul bagnato a Spa e respingendo gli attacchi del rivale nonostante le gomme da asciutto, mentre Hill sembrò gestire male questo confronto a livello psicologico, causando anche un paio di incidenti evitabili e attirando alcune critiche della stampa, spesso ingenerosa nei suoi confronti.
La ripresa avvenne l'anno seguente quando Damon vinse il confronto con il debuttante e quotato Villeneuve (già campione in Indycar e alla 500 miglia di Indianapolis) conquistando il campionato con 19 punti di vantaggio, grazie a otto vittorie e sedici gare su sedici con partenze dalla prima fila, stagione entusiasmante che non valse comunque il rinnovo contrattuale con il team che decise di appiedarlo, ingaggiando al suo posto il promettente Frentzen. Hill ricevette varie offerte ma non trovò accordi dal punto di vista economico pertanto si accasò alla modesta Arrows finendo in fondo alla griglia, con l'eccezione del gran premio d'Ungheria dove partì sorprendentemente dalla terza piazza dominando il gran premio, arrendendosi a Villeneuve nelle battute finali causa un problema idraulico che lo portò a concludere in una comunque ottima seconda piazza.

Passato alla Jordan, nella prima metà della stagione incappò in continue delusioni, riscattandosi alla grande nel finale di stagione, andando a punti in cinque delle ultime sei gare, tra cui a Spa dove vinse davanti al compagno di squadra Ralf Schumacher, conquistando il primo successo nella storia della Jordan, che confermò l'inglese per la stagione seguente, dove Hill, ormai demotivato, ottenne solo sporadici piazzamenti mentre il nuovo compagno di squadra Frentzen arrivò addirittura a lottare per il titolo.
Chiusa quell'esperienza Hill scelse di ritirarsi dalla Formula 1, dedicandosi con successo alla musica e diventando presidente dell'associazione che gestisce il circuito di Silverstone.


Splendida vittoria a Suzuka. 1994


Intervista dopo la vittoria del titolo



1997. Impresa sfiorata con la Arrows


Spa 1998. L'ultima vittoria