Clay Regazzoni



« Viveur, danseur, calciatore, tennista e, a tempo perso, pilota: così ho definito Clay Regazzoni, il brillante, intramontabile Clay, ospite d’onore ideale per le più disparate manifestazioni alla moda, grande risorsa dei rotocalchi femminili. Lo contattai fin dal 1969 e l’anno dopo vinse un memorabile Gran Premio d’Italia a Monza. Poi si affinò, come stile e temperamento, che era fra i più audaci, fino a diventare un ottimo professionista. Gli avversari lo hanno sempre rispettato ».
Così disse Enzo Ferrari di Clay Regazzoni, pilota velocissimo che proprio la Ferrari fece debuttare nel corso del 1970, anno in cui lo svizzero divenne campione di Formula 2. La partenza fu veramente impressionante: quarto in Olanda e Inghilterra, poi, a parte due ritiri, la splendida vittoria di Monza e tre secondi posti (uno di questi con partenza dalla pole, risultati tali da portarlo al terzo posto finale nonostante avesse disputato solo metà stagione. 

Dopo la scontata riconferma la Ferrari visse stagioni di transizione, quindi Regazzoni si trovò costretto a lottare per posizioni di rincalzo, ottenendo comunque una pole position e cinque podi, oltre a qualche piazzamento a punti, giungendo entrambe le volte settimo a fine campionato, prima di passare momentaneamente alla decaduta Brm, scuderia con la quale conquistò due miseri punti e dove conobbe Niki Lauda, che ebbe modo di consigliare al Drake, rientrando lui stesso a Maranello dal 1974 e formando con l'austriaco, sotto la direzione di Montezemolo e Forghieri, un team in grado di costruire uno storico ciclo vincente. Il primo a giocarsi il titolo fu proprio Clay che, grazie ad una grande regolarità di piazzamenti, i podi ottenuti e la vittoria in Germania si trovò in testa al mondiale a poche gare dal termine, in vantaggio su Scheckter, Lauda e Fittipaldi, ma proprio quest'ultimo iniziò a rimontare e con la vittoria in Canada lo raggiunse, terminando il sorpasso all'ultima gara quando Regazzoni fu vittima di problemi alle sospensioni e dovette cedere al rivale per soli tre punti. 

Da quel momento a Maranello iniziarono a puntare su Lauda, che durante l'anno si era dimostrato incostante ma molto veloce e promettente: l'austriaco non tradì le attese e iniziò a vincere gare a ripetizione, conquistando il titolo nel 1975 e arrivando secondo l'anno successivo a causa del rogo del Nurburgring, mentre Regazzoni continuò a correre con la consueta professionalità vincendo altre due gare (a Monza nel 1975 e a Long Beach nel 1976 con tanto di pole e giro più veloce) e salendo sul podio in cinque occasioni, concludendo entrambi i campionati al quinto posto, in un clima divenuto teso, in particolare dopo la famosa frase del Drake, in quanto Regazzoni non gradì di essere considerato pilota a tempo perso, oltre alla diatriba nata sul titolo mancato di Lauda, con la Ferrari che accusò Regazzoni di non aver difeso la posizione del collega assente e il ticinese convinto di non essere stato sostenuto dalla scuderia.

Saltato l'accordo con la Brabham per il veto di Carlos Pace, lo svizzero soffrì un paio di stagioni in scuderie di secondo piano, prima con la Ensign e poi con la Shadow, limitandosi ad alcuni piazzamenti a punti e mancando in alcuni casi la qualificazione, prima di trovare un posto all'emergente Williams per il 1979: dopo un inizio in sordina, con la nuova vettura i risultati migliorarono decisamente e arrivò uno splendido secondo posto a Montecarlo (partendo dalle ultime file) e la prima storica vittoria del team a Silverstone, oltre ad altri piazzamenti di rilievo validi per il quinto posto in campionato. Nonostante l'ottima stagione Frank Williams lo sostituì con Reutemann e Regazzoni tornò alla Ensign, ma la sua carriera fu interrotta bruscamente a causa di un gravissimo incidente occorso sul pericoloso tracciato cittadino di Long Beach, quandò a causa di un guasto all'impianto frenante si schiantò a 270 orari contro la Brabham di Zunino rimasta a bordo pista, riportando ferite molto serie alle gambe e alla spina dorsale che lo condannarono alla sedia a rotelle. Rimase nel mondo dei motori, correndo alcuni rally, dedicandosi poi all'attività di commentatore e lavorando intensamente per l'inserimento dei disabili nel mondo dello sport. Morì a causa di un malore nel 2006, mentre era alla guida della propria vettura sull'autostrada A1.


VIDEO

Filmato dedicato a Regazzoni, realizzato da M.Cortesi


Immagini dal 1975




Presentazione Memoria Room - Clay Regazzoni


Lo spettacolare Gp a Monza nel 1970. Prima vittoria