CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1959

Brabham verso il titolo
Il Gran Premio di Gran Bretagna 1959 fu disputato sul Circuito di Aintree e vide la vittoria di Jack Brabham, il quale colse il secondo e ultimo successo stagionale portandosi a 27 punti in classifica contro i 14 di Brooks, che non riuscì più a raggiungere il pilota australiano, campione del mondo per la prima volta nonostante una flessione nel finale di campionato. 

Prima gioia per la Brm
L'avventura in Formula 1 della scuderia inglese Brm non fu facile, con il complesso e deludente modello P15 sostituito dal tipo P25 che richiedette un pò di tempo per portare le prime soddisfazioni. Finalmente nel 1959 arrivò la prima vittoria, ottenuta a Zandvoort da Bonnier (unica affermazione in F1 per lui), che nell'occasione colse anche la pole position.

Cenni sull'assegnazione dei punteggi
Nei primi anni della propria storia la Formula 1 prevedeva l'assegnazione dei punti solamente per i primi cinque classificati, con allargamento della zona punti a sei dal 1960. Il britannico Burgess disputò sedici gran premi senza avere la gioia di un piazzamento iridato: riuscì infatti a cogliere un sesto posto all'Avus nel 1959, anno precedente alla modifica del regolamento sui punteggi, che fino a quel momento prevedeva l'attribuzione ai primi cinque classificati rispettivamente di 8, 6, 4, 3 e 2 punti. Un punto aggiuntivo veniva assegnato al detentore del giro più veloce. Nel caso in cui il Gpv venisse ottenuto da due piloti ognuno otteneva mezzo punto, come accaduto Mclaren e Moss ad Aintree.

Agitazione in casa Ferrari
Il Gran Premio di Gran Bretagna potè contare su ben 30 macchine iscritte e 24 al via nonostante l'assenza della Ferrari, dovuta a una serie di scioperi in Italia che finirono per danneggiare la prima guida Tony Brooks, che partecipò con una Vanwall partendo 17esimo e ritirandosi dopo soli 13 giri.

La F1 sbarca in autostrada
L'AVUS è ritenuta la prima autostrada aperta al traffico, inaugurata con la prima corsa automobilistica il 24 settembre del 1921, divenne infatti anche un circuito formato da due rettilinei di poco meno di 10 km uniti da due curve di ritorno, di cui una fu resa sopraelevata nel 1936. Il tracciato tedesco ospitò una sola volta il Gp di Germania, nel 1959: Hans Hermann uscì miracolosamente illeso da uno spettacolare incidente avvenuto nel corso del 36esimo giro per un guasto ai freni della sua Brm, che si capovolse più volte sbalzandolo all'esterno. In una gara di contorno perse la vita Jean Behra, iscrittosi privatamente dopo l'allontanamento dalla Ferrari in seguito ad un violento litigio con Romolo Tavoni circa le noie al motore patite dal pilota a Reims.

Stagione da protagonista per Brooks
Gli ottimi risultati ottenuti nel 1958 con la Vanwall portarono l'interesse della Ferrari su Tony Brooks, che durante le trattative per il suo passaggio al team di Maranello richiese di poter disertare la 24 Ore di Le Mans visto il terribile incidente dell'anno prima, condizione che Enzo Ferrari accettò. Le vittorie a Reims e all'Avus avvicinarono il pilota inglese al titolo, sogno sfumato a causa di un guasto alla frizione patito a Monza, che gli impedì di prendere il via della gara.

Mclaren da record
La stagione si chiuse a Sebring, dove Jack Brabham conquistò il suo primo titolo arrivando al traguardo spingendo la vettura, in una gara che divenne l'ultima senza nessun campione del mondo al via fino al Gp di Monaco 1994. Ad aggiudicarsi la corsa fu il compagno di Brabham, Bruce Mclaren (secondo un ottimo Trintignant), il quale vinse il suo primo Gran Premio in Formula 1 all'età di 22 anni e 104 giorni, record che ha resistito fino al 2003, quando Fernando Alonso vinse all'Hungaroring a 22 anni e 26 giorni; Mclaren, rimasto comunque nella top ten dei vincitori di F1 più precoci, ha stabilito nello stesso anno un altro record battuto da Alonso nel 2003, quello del giro più veloce in gara, siglato ad Aintree a 21 anni e 322 giorni.