CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1957

Avvio del mondiale nel segno della Maserati
La nuova stagione di Formula 1 partì da Buenos Aires il 13 gennaio con sole vetture italiane al via, ovvero 7 Ferrari e 7 Maserati, con netto dominio di quest'ultima: in prova le 250F colsero i primi tre posti con Moss, Fangio e Behra, mentre in gara furono addirittura quattro le Maserati nelle prime posizioni, ovvero Fangio, Behra, Menditeguy e Schell.


Selezione dura a Monaco
Fin dai principi del mondiale di F1 e per numerose edizioni, il Gp di Monaco ha visto solitamente una riduzione dei piloti ammessi alla gara, in virtù della pericolosità del tracciato. Nel 1957 tra i 21 iscritti all'evento, solo 16 vetture si qualificarono per la gara, tra gli esclusi anche l'italiano Piotti, il quale, dopo un tentativo vano con l'Arzani Volpini (costruttore specializzato nelle Formule minori, presente una sola volta in F1) nel 1955, disputò alcune gare del mondiale, principalmente come privato, ottenendo un sesto posto come migliore risultato.


Nascita e primi successi per la Vanwall
Si narra che la Vanwall nacque in seguito a contrasti tra Enzo Ferrari e Tony Vandervell, tra i fornitori tecnici della Scuderia, che nel 1952 acquistò una Ferrari 375 F1 modificandola e per le gare di Formula Libera sotto il nome "Thinwall Special"; il Drake non gradì l'impiego sportivo delle sue macchine sotto altro nome e in occasione di un incontro fece uno sgarbo a Vanderwell, il quale maturò la volontà di costruire automobili da competizione per gareggiare contro le Ferrari. Per l'area tecnica fu suggerito a Vandervell un giovane tecnico emergente: Colin Chapman, che lavorò sulla nuova auto che debuttò nel 1956 vincendo una gara non valevole per il campionato di F1 a Silverstone con il pilota della Maserati Stirling Moss, che si trasferì nel team l'anno seguente insieme ad altri due inglesi, Stuart Lewis-Evans e Tony Brooks. Fu proprio quest'ultimo a condividere con Moss la prima vittoria della Vanwall in un Gp iridato, ovvero il Gran Premio di Gran Bretagna ad Aintree, Moss vinse inoltre i due Gran Premi in Italia sulle piste di Pescara e Monza, mentre l'anno seguente la Vanwall si aggiudicò invece il primo trofeo della storia dedicato ai costruttori.

Ultima opera d'arte per Fangio
Al Nurburgring nel 1957 Juan Manuel Fangio conquistò la sua ultima vittoria, considerata come una delle più straordinarie nella storia della F1. Dopo un disastroso pit stop l'argentino tornò in gara in terza posizione a 48 secondi da Collins, che al momento era secondo. Nei successivi 10 passaggi Fangio batté il record sul giro 9 volte e riuscì a superare Collins in rettilineo quando le vetture si presentarono sotto un ponte che permetteva a malapena il passaggio di due macchine affiancate poi, al termine dello stesso giro, superò Hawthorn mettendo entrambe le ruote interne sull'erba, mantenne la prima posizione e vinse. Dopo la gara Fangio disse: "Non ho mai corso così velocemente in tutta la mia vita, e penso che non sarò mai più in grado di farlo"

Il "Ring" italiano: Pescara
Il circuito di Pescara godeva di grande notorietà, soprattutto per lo svolgimento dagli anni venti della Coppa Acerbo, era inoltre considerato uno dei tracciati più ostici e pericolosi al mondo. Nel 1957, in seguito alla cancellazione dei gran premi del Belgio e Paesi Bassi, venne inserito per l'unica volta nel mondiale di Formula 1 (con non pochi problemi causa i dubbi dell'Anas a concedere l'idoneità, alla luce della tragedia avvenuta tre mesi prima a Guidizzolo durante la mille miglia): vista l'incredibile lunghezza di 25,579 km è il tracciato più lungo dove si sia mai disputata una gara di Formula 1 ed è perciò segnato nel Guinness dei primati. La Ferrari nell'occasione scese in pista con il solo Musso, che si qualificò terzo a quindici secondi da Fangio (pole in 9'44"6), ma in gara fu costretto al ritiro dopo 9 giri (su 18 totali) per una perdita d'olio.

L'unica della Maserati V12
La Maserati stava per vincere il secondo titolo con Fangio, ma la scuderia iniziava ad avere dubbi sull'evoluzione della 250F, per questo tentò la strada di un nuovo modello con motore V12, testato dal solito Fangio a Modena  e schierato in prova a Siracusa, anche se problemi di carburazione negarono il debutto ufficiale.
L'unica presenza in gara della 250F T2 fu nella prova conclusiva del mondiale, a Monza, con Jean Behra alla guida: il francese, segnò il quinto tempo in prova e in gara battagliò per le prime posizioni, forte della potenza del motore e di una velocità massima di circa 300 Km orari, purtroppo a metà gara fu costretto al ritiro e il progetto successivamente accantonato a causa dell'abbandono della Maserati dalla Formula 1