CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1955

11 piloti a punti!
La stagione iniziò in Argentina sotto un caldo torrido, situazione che unitamente a guasti meccanici portò a diversi avvicendamenti e cambi di vettura, per cui le vetture seconda, terza e quarta classificata videro tre piloti a testa (alcuni in condivisione) in classifica, tra questi Maglioli, terzo su Ferrari insieme a Farina a Trintignant. Il pilota piemontese, che in F1 colse due piazzamenti a punti, entrambi con un terzo posto, in carriera ha ottenuto importantissimi successi tra cui Targa Florio, Carrera Panamericana, 12 ore di Sebring e 1000 Km del Nurburgring.

Secondo? Terzo? No, entrambi
Pilota scrupoloso e polivalente, Trintignant ha vinto a Le Mans e corso 82 Gran Premi in Formula 1 con un gran numero di vetture, sia da privato che per team ufficiali. Nel 1955 a Buenos Aires riuscì addirittura a ritirarsi (sulla sua vetture si ruppe il motore) e poi classificarsi (insieme a Farina) contemporaneamente secondo e terzo: dopo il ritiro corse infatti anche 16 giri sulla vettura di Gonzales (condotta anche da Farina) e 22 su quella di Farina (su cui si alternò anche Maglioli). Il regolamento permetteva ai piloti di scambiarsi le vetture con suddivisione dei punti, motivo per cui Trintignant raccolse 2 punti per il secondo posto e 1,33 per il terzo.

L'ultima gara dello Zio Louis
Al Gp di Monaco prese parte per l'ultima volta ad un Gran Premio Louis Chiron, che all'epoca aveva quasi 56 anni e stabilì il record di pilota più anziano a disputare una corsa iridata. Il pilota monegasco tentò di partecipare al Gp di casa anche l'anno successivo pur non schierandosi per la gara, mentre nel 1958, a quasi 60 anni, mancò la qualificazione.

Tragedia a Indy: addio a Vukovich
Tra il 1950 e il 1960 la 500 Miglia faceva parte del Campionato Mondiale di Formula 1, per questo motivo Vukovich ha all'attivo anche 5 Gran Premi, due vittorie, una pole position e 3 giri veloci nel palmares della Formula 1. Il pilota americano perse la vita durante lo svolgimento dell'edizione del 1955 a causa di una carambola tra più vetture avvenuta nel corso del 56esimo giro; due settimane prima, durante le prove, era deceduto un altro pilota, Manny Ayulo.

Lancia D50, tra sogno e tragedia
Dopo alcune stagioni con Ferrari e Maserati, che fruttarono sei podi e un quinto posto nel mondiale ('51 e '53) come miglior risultato, Gigi Villoresi accettò la scommessa Lancia insieme all'amico Alberto Ascari, portando in pista nel 1955 la D50. Dopo un ritiro in Argentina, a Montecarlo Villoresi chiuse al quinto posto a un giro da Trintignant cogliendo i primi punti, mentre Ascari uscì miracolosamente indenne da un incidente terribile, 
Il 26 maggio del 1955 Alberto Ascari morì a Monza provando una vettura sport in un test privato, proprio in presenza di Villoresi, oltrechè di Castellotti, il quale nel successivo Gp del Belgio, nonostante lo stato d'animo, riuscì ad ottenere la pole position, l'unica in carriera; il pilota lombardo fu poi costretto al ritiro per un problema alla trasmissione, forse troppo sollecitata dopo l'ennesimo aumento di potenza del motore (circa 270 HP). Successivamente la Lancia lasciò la Formula 1 in segno di lutto e il materiale venne rilevato dalla Ferrari, che con la D50 vinse il campionato del mondo l'anno successivo.
Villoresi tornò al volante l'anno successivo con una Maserati, chiudendo poi la carriera in Formula 1, mentre Castellotti, dopo alcune affermazioni di rilievo, perse tragicamente la vita nel 1957 durante un test con la Ferrari a Modena.

Benvenuto Black Jack!
Il 16 luglio 1955 sul circuito di Aintree venne disputato il Gran premio d'Inghilterra, nel quale fece il debutto un pilota destinato a far parlare di sé: Jack Brabham. Al volante di una Cooper, vetture con cui conquistò i due primi titoli iridati, l'australiano in quell'occasione non riuscì a mettersi in luce, qualificandosi ultimo a 17 secondi dalla pole e ritirandosi dopo 30 giri per la rottura del motore.

Il mondiale si chiude in una Monza rinnovata
Per il Gp d'Italia si decise di cambiare il layout della pista, con le curve di porfido eliminate e sostituite da una sola curva a destra con raggio crescente a cui fu dato il nome di Parabolica, Inoltre venne costruito un nuovo anello ad alta velocità che portò la pista ad una lunghezza di circa 10 Km. Oltre alle 625, la Ferrari portò anche le Lancia D50, poi non schierate in gara a causa di vincoli contrattuali sugli pneumatici, mentre la Mercedes fece corsa a sé, vincendo con Fangio davanti a Taruffi e a uno staccatissimo Castellotti.