CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1953

Partenza tragica in Argentina
Il mondiale 1953 partì con le Formula 2 (le F1 venivano utilizzate nelle prove non valide per il campionato) da Buenos Aires e l'avvio fu tragico: una folla oceanica si disperse per i dintorni della pista, spesso invadendola, Schwelm perse una ruota che volò in mezzo alla folla ferendo varie persone, successivamente un bambino attraversò la strada costringendo Farina a sterzare bruscamente finendo in mezzo al pubblico e causando oltre dieci morti, mentre poco dopo un'ambulanza partì in senso contrario alla gara finendo anch'essa nella folla e uccidendo altre due persone. Vinse Ascari, ma non fu festa per nessuno.

Incubo senza fine
La seconda tappa iridata fu la 500 miglia di Indianapolis, disputata secondo le regole "americane" e disertata come d'abitudine dai piloti europei. Durante le prove perse la vita Chet Miller, mentre la gara (di quasi 4 ore) fu caratterizzata da un clima torrido che costrinse molti piloti a far scendere in pista un sostituto; Carl Scarborough patì un principio d'incendio durante un pit stop e al termine della corsa una serie di malori ne causarono la morte per ipertermia.

Ascari da record
Nei due anni che la videro protagonista del mondiale, la 500 F2 subì pochissime modifiche, a parte il motore che arrivò a toccare i 200 CV, formando con il pilota Alberto Ascari una coppia praticamente perfetta, capace di vincere due titoli e segnare record a ripetizione. Cinque mesi dopo il successo nella prova inaugurale in Argentina e saltata la 500 miglia, Ascari vinse a Zandvoort e Spa, stabilendo l'incredibile record di nove vittorie consecutive, ottenute tra il '52 e il '53, poi in Francia vinse il suo compagno di squadra Hawthorn, al primo successo nel mondiale.

L'unica prova di Jimmy Stewart
Non tutti sanno che il fratello maggiore del più noto Jackie, Jimmi Stewart, può vantare un'esperienza nel circus, avendo partecipato al Gp d'Inghilterra nel 1953, vinto da Ascari, al volante di una Cooper con cui purtroppo non riuscì a finire la corsa.

Da Farina una dedica a Tazio
Al Nurburgring fu ancora "derby" tra Ferrari (Ascari, Farina, Hawthorn e Villoresi) e Maserati (Fangio, Marimon, Bonetto e De Graffenried), con Ascari che prima perse una ruota ("Solo la sua grande abilità - scrisse Fangio - valse ad evitare una catastrofe") e poi, dopo una rimonta straordinaria sulla vettura di Villoresi fu tradito dal motore. Vinse Farina, che dedicò il successo ad un grande pilota che sarebbe morto pochi giorni dopo: Tazio Nuvolari.

Ascari è campione, ma Fangio c'è
In Svizzera Ascari si involò verso la vittoria ma fu costretto ad una lunga sosta ai box, ripartendo terzo dietro a Farina e Hawthorn; dal box Ferrari venne esposta la bandiera gialla/Azzurra invitando a mantenere le posizioni, a quel punto Farina credeva di avere la gara in pugno, seguito da un mansueto Hawthron, Ascari decise invece di non ascoltare la raccomandazione, superando i compagni di team e conquistando una vittoria decisiva per la conquista matematica del titolo. 
A Monza, prova conclusiva del campionato, sia Ferrari che Maserati portarono due vetture in più e furono protagoniste di una gara spettacolare, con Fangio primo al traguardo dopo due anni (prima vittoria nel mondiale per la Maserati) pronto a lanciare un chiaro messaggio ai colleghi in vista della stagione successiva.