CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1950

A Farina il primo campionato del mondo di F1
Dal 1950 la Federazione Internazionale dell'Automobile organizzò il primo campionato del mondo di Formula 1 nel tentativo di unificare varie competizioni dopo l'accantonamento della Formula Grand Prix avvenuto nel 1946. Vennero disputati 24 Gran Premi ma solo sei (più la 500 miglia di Indianapolis) erano validi per la classifica, con un conteggio sui quattro migliori risultati. Il 13 maggio si tenne il primo Gp sul circuito di Silverstone: l'Alfa Romeo monopolizzò prima fila e podio, grande mattatore fu Giuseppe "Nino" Farina, che ottenne il primo "Hat Trick" della storia, con pole, vittoria e giro più veloce; a fine anno l'italiano vinse anche il titolo mondiale al termine di un lungo duello con i compagni di squadra Fangio e Fagioli.

Anche la Talbot al via del mondiale
Al via del primo mondiale di Formula 1 si presentò anche la Talbot con il modello T26C, il cui progetto iniziale risaliva al 1942, poi sviluppato con la collaborazione tra Antonio Lago e il designer italiano Carlo Marchetti. Nel primo Gp della storia Yves Giraud Cabantous giunse quarto al traguardo con la Talbot, cogliendo il miglior risultato in carriera e classificandosi davanti a Louis Rosier, che nel corso della stagione colse due podi e chiuse il mondiale al quarto posto. Il cambio regolamentare che prevedeva l'utilizzo di vetture di Formula 2 segnò l'addio della casa francese dalla categoria, con un breve rientro all'inizio degli anni ottanta come partner della Ligier.

Un pilota dal sangue Blu
Il gran premio di Monaco 1950 iniziò con un terribile incidente multiplo in cui la vettura di Gonzales prese fuoco (se la cavò con qualche ustione), poi la gara riprese con il successo di Fangio (primo Grand Chelem della storia) che vinse alla media oraria di 98,701 km/h per quello che è ad oggi il Gran Premio più lento di sempre.
Nell'occasione colse i primi punti Il principe Birabongse Bhanutej Bhanubandh del Siam, noto come Prince Bira, unico pilota thailandese a correre in Formula 1; iscritto a Montecarlo con una Maserati del team Platè, fu quindicesimo in prova a dodici secondi dalla pole e quinto al traguardo a cinque giri da Fangio. Corse fino al 1955 ottenendo tra l'altro due vittorie in gare non valevoli per il campionato del mondo di Formula 1.

Cenni sulle Kit Car
Già alla fine del XIX secolo si inserì nel nascente mercato dell'auto il concetto di Kit Car, ovvero auto acquistate per la costruzione in proprio, solitamente per vantaggi fiscali o di versatilità dei pezzi. Tra le aziende in campo vi fu la Era, che maturò poi l'idea di spingersi alle competizioni arrivando fino al mondiale di F1, presto abbandonato a causa dei costi eccessivi. Tra i piloti attivi vi fu Bob Gerard, che nel 1950 disputò due Gp con una Era privata arrivando due volte sesto; il pilota inglese non colse mai punti iridati, ma ottenne ben nove vittorie in corse non valevoli per il mondiale, principalmente disputate in Inghilterra.

Mondiale F1 "Work in progress"
Nella prima edizione del mondiale di F1 le prove iridate non avevano ancora una costante presenza di piloti e team e capitò in alcuni casi che le gare extra-campionato fossero caratterizzate da una griglia più corposa rispetto a quelle valide per la conquista del titolo. Ad esempio, due settimane dopo il Gp di Svizzera, a Spa si presentarono solo 14 piloti, tra questi debuttò su una Talbot privata Pierre Levegh, che concluse settimo a due giri da Fangio. Lo sfortunato pilota francese fu incolpevole vittima di un terrificante incidente avvenuto alla 24 ore di Le Mans nel 1955, dove morì insieme ad 82 spettatori, in Formula 1 ha disputato in tutto sei gran premi, senza conquistare punti.

Whitehead primo privato per Enzo Ferrari
Nella prima edizione del mondiale di F1 la Ferrari schierò la vettura 125F1, appositamente rivista dal progetto iniziale, avvenuto nel primo dopoguerra. Il pilota con più presenze in quella stagione fu Peter Whitehead, il primo privato cui Enzo Ferrari concesse un proprio mezzo, ripagato da un ottimo terzo posto a Reims, mentre nei due anni successivi non arrivarono risultati. Dopo due gare con una Cooper, sempre iscritta personalmente, Whitehead tornò a dedicarsi ad altre competizioni, trovando la morte nel 1958 durante il Tour de France Automobile.

Protagonisti dalle 2 alle 4 ruote
Una delle caratteristiche dei pionieri del motorsport era la capacità di destreggiarsi in varie categorie, anche spaziando tra le due e le quattro ruote. Tra questi Nello Pagani, protagonista di una lunga carriera in moto tra il 1928 e il 1955 (con due titoli iridati nella 125), oltre ad esperienze con le auto, con vittoria della Temporada argentina e la partecipazione ad un Gp in Formula 1, quello di Svizzera nel 1950, chiuso al settimo posto dopo esser partito dalla quindicesima piazza alla guida di una Maserati della scuderia Achille Varzi.
Campione italiano ed europeo di motociclismo negli anni trenta, dopo il secondo conflitto mondiale Dorino Serafini passò alle quattro ruote, ottenendo risultati soddisfacenti in diverse categorie. Il pesarese corse anche tre gran premi di Formula 1 con la Ferrari concludendoli tutti al secondo posto, tra i quali due non validi per il mondiale e uno inserito nel calendario, ovvero a Monza nel 1950, quando condivise la vettura con Ascari. La sua carriera si interruppe bruscamente a causa di un grave incidente avvenuto l'anno seguente durante la mille miglia.

Etancelin a punti a 54 anni!
Nato alla fine dell'ottocento da una famiglia benestante, Étancelin iniziò la propria carriera nell'automobilismo a vent'anni, riscuotendo presto l'interesse di varie squadre, tra cui Bugatti, Maserati ed Alfa Romeo, con cui vinse la 24 Ore di Le Mans del 1934. Terminato il conflitto tornò al volante ottenendo una vittoria al Gran Premio di Parigi del 1949, poi prese parte al campionato inaugurale di Formula 1, dove ottenne due quinti posti nelle ultime due prove iridate e diventando, a quasi 54 anni, il pilota più anziano ad aver raccolto punti in F1.