Bruce Mclaren


Si può dire che Mclaren, nato ad Auckland nel 1937, respirò fin da bambino l'odore della benzina, i genitori erano infatti proprietari di un distributore Texaco.; il giovane Bruce si dimostrò subito grandissimo appassionato di meccanica e anche grazie all'amore per i motori superò con forza momenti difficili, quando a nove anni venne colpito dal morbo di perthes che lasciò alcuni strascichi, tra cui la gamba sinistra più corta dell'altra, ciò nonostante grazie ad una grande forza di volontà a 14 anni era già alla guida di una Austin Seven con la quale imparò i primi trucchi del mestiere.

Bastarono poche gare per mostrare il proprio valore: con una Cooper vinse il campionato neozelandese, aggiudicandosi anche il premio per le giovani promesse "drive for Europe" che gli permise di affrontare un'intera stagione nel vecchio continente, il 15 marzo del 1958 partì dunque per l'Inghilterra con l'amico e meccanico Colin Beanland, fu notato ben presto da Jack Brabham, con il quale ebbe l'onore di correre vincendo tra l'altro nel 1959  il gran premio degli Stati Uniti a soli 22 anni, mentre l'anno seguente vinse un'altra gara e ottenne diversi piazzamenti, tanto da concludere il campionato secondo, alle spalle del compagno di squadra.

Trascorse altri cinque anni alla Cooper ma non fu più in grado di lottare per obiettivi importanti, vincendo comunque un altro gran premio e piazzandosi più volte sul podio, con un terzo posto nel mondiale 1962 come migliore risultato, contemporaneamente però decise di fondare una propria scuderia: la Bruce McLaren Motor Racing Ltd con sede a Slough nei pressi di Londra; la prima attività del team fu quella di schierare due Cooper nella Coppa Tasmania, dove le vetture furono guidate dallo stesso McLaren, che vinse il campionato, e dal giovane statunitense Timmy Mayer che perì nell'ultima gara della serie.

Forte della propria esperienza, dal 1966 Mclaren lasciò la Cooper tentando la coraggiosa avventura di pilota e costruttore in Formula 1: non fu una stagione facile, allo splendido telaio in alluminio si contrappose infatti un motore non all'altezza: scartato il 4.5 Oldsmobile usato nei test, si passò al convenzionale cosworth, mentre a stagione inoltrata il conte Volpi di Misurata gli fornì un tre litri Serenissima disegnato da Alberto Massimino.

Pilota a 360 gradi come molti campioni dell'epoca, in quel periodo vinse anche la 24 ore di Le Mans e la 12 ore di Sebring in coppia con Chris Amon, inoltre dal 1968 iniziò a migliorare anche la situazione del team, quando vinse il primo gran premio al volante della propria auto in Belgio, mentre il compagno di squadra Denny Hulme (campione del mondo in carica, licenziato dalla Brabham) conquistò due successi e si piazzò terzo nel campionato del mondo di Formula 1. La stagione successiva Hulme vinse un'altra gara, mentre Bruce fu autore di una stagione molto regolare che terminò al terzo posto, seppur lontanissimo dal grande mattatore della stagione, Jackie Stewart.

Arrivò l'inizio del 1970, Bruce a Jarama arrivò secondo e nei box annunciò l'intenzione di lasciare a breve le corse per dedicarsi anima e corpo all'attività di costruttore. ma il due giugno il destino chiese il conto: a Goodwood con la sua vettura Can-am,  in previsione del debutto al Mosport, perse l'alettone posteriore in piena velocità, la monoposto uscì di pista colpendo una postazione abbandonata dei commissari di gara e spezzndosi in due: purtroppo McLaren morì sul colpo, lasciando in eredità al mondo delle corse una scuderia destinata a diventare grande protagonista in Formula 1 (e non solo), con successi a ripetizione, titoli mondiali e una lunga storia tutt'ora in corso.

A cura di Simone Castelnovo

Video dedicato a Bruce Mclaren


Bruce Mclaren illustra la pista di Mosport