Beppe Gabbiani


Giuseppe "Beppe" Gabbiani, piacentino classe 1957, dopo una serie di successi nel mondo del karting (2 volte campione italiano e 2 volte campione europeo), passò alla formula Italia e successivamente alla formula 3 (vinse al debutto), ricevendo la chiamata della Trivellato per correre in formula 2.
In seguito alle prestazioni convincenti, a soli 21 anni la Surtees lo chiamò per sostituire Vittorio Brambilla, infortunatosi gravemente nelle prime fasi del Gran Premio d’Italia del 1978, affidandogli la vettura per gli ultimi due Gran Premi: a Watkins Glen su pista bagnata fece incredibilmente segnare il miglior tempo nelle libere, mentre in qualifica commise un errore mentre stava per staccare un sorprendente sesto tempo e vide sfumare la possibilità di qualificarsi. Le grandi doti dimostrate valsero in ogni caso i complimenti di Hunt e Depailler, mentre Alan Jones gli offrì addirittura un brindisi dopo che Gabbiani, con la consueta esuberanza, gli disse che con gomme migliori sarebbe andato ancora più forte, invece nulla, come a Montreal, ultima prova del mondiale, sogno rimandato!

L'anno successivo, impegnato nella Formula 2 giapponese, tentò la partecipazione al gran premio "Dino Ferrari" di Imola, non valido per il mondiale, ma non riuscì a prendere parte alla gara causa il singolare comportamento della Shadow in merito alla sponsorizzazione. 
Nel 1981 Gabbiani ebbe l'occasione di correre un'intera stagione di Formula 1, grazie alla scuderia Osella, che aveva fatto il suo debutto la stagione precedente con Eddie Cheever alla guida.
 
L'annata fu però condizionata dalla scarsa competitività del mezzo: Gabbiani nelle prime gare della stagione risultò più veloce dei compagni di squadra alternatisi al volante della seconda vettura (Miguel Angel Guerra, Piercarlo Ghinzani e Giorgio Francia) piazzando l'Osella in griglia a Long Beach, Imola e Zolder (si ritirò in tutte e tre le occasioni), più difficile invece la seconda parte del campionato, in cui Gabbiani non riuscì più a qualificarsi, impresa che riuscì in alcune occasioni al compagno di squadra, il ben più esperto Jarier, dotato di materiale diverso rispetto al piacentino, motivo che portò a dissidi con il team con conseguente chiusura del rapporto. Nota di colore, pare che durante le prove a Buenos Aires Gabbiani ebbe dei problemi in quanto affaticato dopo un torneo di braccio di ferro organizzato la sera precedente con il team (Fonte: Paolo Diegoli).

Archiviata l'esperienza nella categoria regina, Cavallo Pazzo fece ritorno in Formula 2 dove nel 1982 ottenne alcuni piazzamenti, facendo segnare risultati di rilievo nell'anno seguente, al volante della March-BMW, in cui dominò la prima parte del campionato con 4 vittorie, (fra cui una leggendaria al Nürburgring Nordschleife, dopo un'aspra lotta con Alessandro Nannini finita all'ultima curva), cedendo nella seconda parte allo strapotere delle Ralt.  Dalla stagione successiva in poi si concentrò sui campionati Sport e Turismo con un paio di fugaci apparizioni in F.2 e in Formula 3000, partecipando nel corso degli anni a varie edizioni della 24 Ore di Le Mans e a numerose prove del campionato Fia Gt, con risultati degni di nota e alcuni dispiaceri, tra i quali la perdita dei colleghi e amici Gartner e De Angelis.

Nel 2008 è stata pubblicata la sua autobiografia, “Cavallo pazzo, una vita oltre il limite“, edito dalla casa editrice piacentina Tipleco, l'abbiamo recensita QUI.

Mai domo, "Cavallo pazzo" ha continuato a correre con una Bmw M3 nel 2008 e nel 2009, passando poi alla Lotus Cup Italia, ritornando infine alla prima grande passione: il Karting

Imola 1981: Gp completo


On Board al gran premio storico di Monaco