Arturio Merzario


Arturio Merzario, detto Arturo, è stato protagonista di una carriera incredibile che, nell'arco di cinquant'anni, lo ha portato a correre in qualsiasi disciplina, dalle vetture turismo alla Formula 1.

Iniziò a correre all'inizio degli anni sessanta con la Giulietta Spider del padre, riuscendo poi anche a correre (e vincere) in un rally, spostandosi successivamente nelle competizioni turismo, dove sfiorò il titolo italiano e quello europeo.
Con i successi nella categoria Sport Prototipi attirò l'attenzione della Ferrari, con la quale si impose subito in numerose competizioni, tra cui la Targa Florio e la 1000 Km di Spa.

A quel punto Enzo Ferrari gli offrì la possibilità di debuttare in Formula 1 e Merzario, al debutto sull'ostico circuito di Brands Hatch, arrivò sesto guadagnando il primo punto, mentre al Nurburgring fu classificato dodicesimo. Le rosse di Maranello in quel periodo subirono particolarmente la concorrenza dei team inglesi e non risultarono particolarmente competitive, nel 1973 Merzario iniziò la stagione con due quarti posti in Brasile e Sudafrica, mentre nel resto della stagione non arrivarono risultati.

La Ferrari, che ingaggiò Lauda e Regazzoni, gli offri un contratto per correre stabilmente con le ruote coperte e la possibilità di correre sporadicamente in Formula 1, ma il pilota italiano rifiutò, accordandosi con la Iso-Williams, con la quale ottenne due piazzamenti a punti nel 1974, lasciando il team nel corso della stagione successiva, deluso dai risultati e in lite con la dirigenza, corse il Gran Premio d'Italia con la Fittipaldi classificandosi undicesimo a quattro giri dal vincitore.

Nei due anni seguenti corse con vetture March, prima schierate da Williams e poi privatamente, distinguendosi per l'eroismo dimostrato al Nurburgring quando salvò la vita a Lauda gettandosi tra le fiamme per estrarlo dalla Ferrari; in pista invece non arrivarono risultati, tentò quindi la strada del pilota costruttore, in un epoca difficile in quanto la Formula 1 stava diventando sempre più tecnologica e professionale, quindi poco incline alle ambizioni dei privati, non a caso Merzario affrontò parecchie difficoltà, lottando per la qualificazione in ogni gran premio e senza mai riuscire ad arrivare a punti, ritirando il team alla fine del 1979, chiudendo così la carriera in Formula 1.

Dopo una breve esperienza come costruttore in Formula 2, dove ha raggiunto ottimi risultati con Necchi e Gartner, ha proseguito la carriera di pilota fino ai giorni nostri, cogliendo vittorie anche in età avanzata per la media dei piloti, diventando tra l'altro nel 2010 presidente onorario della Scuderia del Portello, dedicata alla conservazione e preparazione dei modelli sportivi e storici dell'Alfa Romeo.


Intervista ad Arturo Merzario


In azione a Goodwood