Alex Zanardi

Se il più abile sceneggiatore di Hollywood avesse pensato e ripensato ad una possibile trama per un film sulla vita di un'atleta, non sarebbe mai riuscito a scrivere una storia tanto "vera", ironica, drammatica, coraggiosa ed emozionante quanto la vita di Alex Zanardi, riassunta perfettamente nel libro "Però, Zanardi da Castel Maggiore".
Bolognese classe 1966, iniziò a correre sul kart spinto dalla propria passione e sostenuto dal padre, non dotato di particolari possibilità economiche ma sempre vicino al figlio come meccanico, autista e tuttofare, motivato ad accompagnarlo in giro per l'Italia, dove il giovane mostrò presto il proprio talento, tanto da conquistare gare e titoli, fino all'opportunità di fare il salto di qualità e iniziare a correre in monoposto.
In Formula 3, dopo alcune difficoltà, nel 1990 ottenne la prima vittoria e lottò per il titolo, conquistando anche la pole position a Montecarlo e aggiudicandosi la coppa Europa, disputata in prova unica a Le Mans, prima di passare in Formula 3000, dove sorprese gli addetti ai lavori, partendo per ben otto volte dalla prima fila, vincendo due gare e sfiorando il titolo, perso principalmente a causa di alcuni problemi di affidabilità.
Al termine della stagione, con la Jordan nel caos per l'arresto di Gachot e l'immediato passaggio del sostituto Schumacher alla Benetton, Zanardi ebbe l'occasione di debuttare in Formula 1 proprio con il team irlandese, arrivando due volte nono (al debutto in Spagna e nell'ultimo gran premio della stagione in Australia), ritirandosi a Suzuka mentre si trovava in ottava posizione e con la seria possibilità di arrivare a punti.
Eddie Jordan non riuscì a confermarlo essendo in cerca di piloti con maggiori sponsorizzazioni per far fronte ad un momento economicamente molto difficile, situazione analoga a quella della Tyrrel, che gli preferì De Cesaris, così Zanardi si accordò con la Benetton per un ruolo da collaudatore, interrotto momentaneamente per guidare la Minardi in tre occasioni in sostituzione dell'infortunato Fittipaldi, soluzione che non si rivelò particolarmente felice per il bolognese, due volte non qualificato e una volta ritirato nel corso del primo giro, penalizzato dalla scarsa confidenza con il mezzo e l'assenza totale di test prima del debutto.
Sfruttò al meglio la possibilità di un test con la Lotus, girando con tempi velocissimi e ottenendo il sedile per le due stagioni successive: andò a punti in Brasile nonostante un infortunio alla mano, mentre a Imola e Barcellona si ritirò mentre era in zona punti, poi fu penalizzato dalla scarsa affidabilità della vettura, fino al grave incidente avvenuto durante le prove a Spa, che lo costrinse a saltare i gran premi successivi e fornì alla Lotus un pretesto per appiedarlo, mantenendolo nel team come collaudatore e sostituendolo con Pedro Lamy, dotato di risorse economiche più convincenti per le disastrate casse del team. Tuttavia l'anno seguente il portoghese subì a sua volta un terribile incidente durante dei test a Silverstone, pertanto Zanardi si ritrovò titolare, seppur alla guida di un mezzo non aggiornato e poco affidabile, impossibile da portare a punti, fino al termine di una tribolata stagione che sancì il ritiro definitivo della Lotus dalla Formula 1, con conseguente inattività momentanea per il bolognese.
Dopo un anno di inattività si convinse, grazie al parere di Rick Gorne della Reynard, di tentare l'avventura americana con Chip Ganassi, ambientandosi ben presto, con una pole alla seconda gara, tre vittorie e lo storico sorpasso a Herta nel cavatappi di Laguna Seca, guadagnando sul campo il premio di "Rookie of the year".
I due anni successivi furono un trionfo: Zanardi vinse due titoli, grazie a dodici successi e numerosi piazzamenti, diventando un autentico mito oltreoceano, grazie ad una guida tanto aggressiva quando meticolosa e pulita, davvero inarrivabile per la concorrenza, costretta ad assistere impotente a grandi rimonte, sorpassi coraggiosi e corse gestite tatticamente con estrema intelligenza, grazie anche allo splendido rapporto costruito dal bolognese con il compagno di squadra Vasser e il resto del team.
Dopo la nascita del primogenito, Zanardi tornò in Europa, sedendosi alla guida della Williams, sperando di traghettare il team in un momento di transizione verso le novità portate dall'imminente arrivo del motore Bmw, purtroppo non sarà così, il pilota si trovò in disaccordo con il team e a confronto con un ingegnere di pista inesperto, con la scarsa affidabilità del mezzo a peggiorare ulteriormente una stagione che si rivelò disastrosa, tanto da convincere le parti ad un divorzio prematuro a fine stagione.
Demotivato dall'esperienza in Formula 1, restò fermo una stagione, rientrando in Champ Car con il suo ingegnere negli anni di maggior successo, ora proprietario di un team: dopo le difficoltà iniziali la squadra era in crescita ma durante la gara al Lausitzring Zanardi si intraversò e venne colpito dalla vettura di Tagliani, che spezzò in due la sua vettura: trasportato all'ospedale in condizioni disperate, perse gli arti inferiori ma ebbe salva la vita, ripresentandosi a fine anno alle premiazioni di autosprint alzandosi dalla sedia a rotelle, suscitando grande commozione tra i presenti.
Due anni dopo tornò al Lausitzring finendo compiendo con una vettura appositamente modificata i tredici giri che mancavano al termine della gara in cui subì l'incidente, girando tra l'altro con tempi che gli avrebbero garantito la quinta posizione; successivamente vinse una gara del Wtcc, il campionato italiano superturismo e poi altre gare in Wtcc, testando anche una Bmw Sauber di Formula 1.
Nel 2014 si è dedicato alla Blancpain sprint series con una Bmw Z4, mentre per il 2015 punta alla 24 ore di Spa, trovando pure il tempo di intraprendere la carriera di conduttore televisivo e di atleta in diversi competizioni dedicate ai diversamente abili, cogliendo ori e soddisfazioni nei mondiali e nelle olimpiadi, dimostrando di possedere un talento straordinario, unito a grandi motivazioni e ad un atteggiamento positivo che lo rendono motivo d'orgoglio per il nostro paese.

Tributo a Zanardi del Dott. Costa



Laguna Seca 1996. Un sorpasso nella storia


Immagini della straordinaria avventura in Usa



Il ritorno su una F1. Test con Bmw Sauber nel 2006