Alan Jones




Pilota australiano dal carattere duro, Alan Jones partì dalla lontana Australia vincendo nel Karting, spostandosi poi in Europa dove si fece notare nel campionato John Player di Formula 3.
Fu la Hesketh ad offrirgli la possibilità di debuttare in Formula 1 nel 1975: al suo primo gran premio fu ventunesimo in griglia e la gara si concluse dopo soli tre giri per un incidente, dopo alcuni gran premi passò alla Embassy-Hill dove nella sua ultima apparizione stagionale colse un quinto posto al Nurburgring.
Nell'anno seguente visse una stagione in crescendo alla Surtees, team sicuramente non di primo piano ma in grado di schierare una vettura affidabile che permise a Jones di lottare in alcuni casi per la zona punti, che raggiunse in tre occasioni, ovvero in Belgio e Gran Bretagna dove giunse quinto, oltre al quarto posto ottenuto sotto il diluvio del Fuji, nella corsa che sancì la vittoria del mondiale per James Hunt.

Le buone prestazioni dell'australiano non fruttarono comunque un posto come pilota ufficiale in Formula 1 e l'occasione si ripresentò solo durante la stagione, in seguito alla tragedia di Tom Pryce in Sudafrica, in quanto la Shadow lo scelse proprio per sostituire lo sfortunato Pryce, affiancandolo a Renzo Zorzi, che poi a sua volta fu rimpiazzato con il giovane Riccardo Patrese: Jones fu dunque chiamato al difficile compito di cogliere l'eredità di un pilota di grande talento e non deluse le attese, nella prima parte della stagione infatti centrò due piazzamenti, poi in Austria arrivò la prima vittoria in Formula 1, seguita da due quarti posti e un podio che lo portarono al settimo posto in graduatoria, prestazioni che gli valsero l'interesse della Williams, scuderia avviata ad una rapida ascesa, forte di finanziamenti arabi ottenuti dal patron Frank.
Proprio nel team inglese Jones ottenne le maggiori soddisfazioni, nel 1978 arrivarono i primi risultati, mentre l'anno successivo dopo un inizio stentato con la vettura dell'anno precedente, da metà stagione in poi fu il dominatore con ben quattro successi che lo proiettarono al terzo posto in classifica, appena dietro le due Ferrari.

Fu il preludio dei successi del 1980, quando la Williams si presentò come favorita: ad inizio stagione arrivò una sola vittoria e il campionato fu piuttosto equilibrato, dopo l'appuntamento di Montecarlo Jones era terzo in classifica alle spalle della Brabham di Piquet e della Renault di Arnoux, ma successivamente arrivarono due successi consecutivi e alcuni piazzamenti che gli permisero di allungare sui concorrenti, fino alla matematica conquista del titolo avvenuta a Montreal, quando in corrispondenza del suo successo Piquet fu costretto al ritiro, rendendo impossibile ogni possibilità di recupero, poi l'australiano celebrò il successo vincendo anche a Watkins Glen.

Il campionato di Formula 1981 vide un nuovo protagonista, ovvero il suo compagno di squadra Reutemann che nella prima parte del campionato prese il largo rifiutando ordini di scuderia, la rivolta dello scudiero irritò la Williams e Jones, che nella seconda parte della stagione non fece nulla per aiutare l'argentino, che subì una clamorosa rimonta portata a termine sul circuito di Las Vegas, dove Piquet vinse il titolo e Alan Jones il gran premio, ritirandosi momentaneamente dalla Formula 1.

A parte una singola apparizione con l'Arrows nel 1983, il rientro dell'australiano avvenne alla fine del 1985 con il team Haas, scuderia tanto ambiziosa quanto deludente con la quale Jones disputò anche tutto il 1986, arrivando quarto a Zeltweg e sesto a Monza come unici piazzamenti, prima del definitivo ritiro con successivo spostamento delle proprie ambizioni sulle vetture turismo.


Legends of F1: Alan Jones