Alain Prost






Alain Prost, quattro volte campione del mondo di Formula 1, si guadagnò il soprannome di professore per lo straordinario approccio tattico, anche se i numeri dimostrano che, quando necessario, il "professore" fu in grado di attaccare, ottenendo 41 giri più veloci e ben 51 vittorie in 202 gran premi disputati.
Lasciò gli studi per dedicarsi al karting dove fu subito campione, così come si affermò poi in formula renault e in formula 3, attirando l'attenzione della mclaren che gli offrì l'occasione di effettuare un test nel quale risultò più veloce anche dell'esperto pilota titolare Watson, che sarebbe stato suo compagno di squadra nel 1980: l'avvenuta in McLaren durò una sola stagione e si concluse con la polemica del pilota, due volte infortunatosi causa uscite di pista dovute a guasti meccanici.
Passato in Renault, dopo un inizio deludente, Prost portò in pista il proprio talento, giocandosela con il compagno di squadra Arnoux in prova ma risultando decisamente più efficacie in gara e sul piano tecnico. Nella parte finale del 1981 arrivarono tre vittorie e numerosi piazzamenti che lo portarono al quarto posto finale, mentre nel 1982 dopo un entusiasmante inizio della stagione, con due vittorie nelle prime due gare, una serie di problemi tecnici impedirono al francese di lottare per il titolo.


Nel 1983 la nuova Renault si dimostrò molto competitiva ma Prost da metà stagione sollevò i suoi dubbi sulla possibilità di lottare con i sempre più potenti motori Bmw, infatti a Zandvoort il professore si trovò in difficoltà e cercando di forzare arrivò al contatto con Piquet, mentre a Monza fu costretto al ritiro per noie meccaniche e a Brands Hatch limitò i danni con un secondo posto. L'appuntamento di Kyalami si rivelò decisivo ma la Renault fu costretta nuovamente al ritiro e a Piquet bastò un terzo posto alle spalle di Patrese e De Cesaris per assicurarsi il secondo titolo.


Incrinatisi i rapporti con la Renault, Prost tornò in Mclaren dove affiancò Lauda, con il quale instaurò un bel duello per tutta la stagione e arrivando secondo per solo mezzo punto (a Montecarlo fece interrompere la corsa dimezzando il punteggio evitando la rimonta di Senna ma guadagnando soli 4,5 punti rispetto ai 6 che avrebbe conquistato con un secondo posto a gara completa) e rischiando di passare alla storia come eterno secondo.
Smentì tutti nel 1985 vincendo meritatamente il titolo, osteggiato fino a metà stagione da Michele Alboreto, poi costretto ad abbandonare la battaglia a causa di continui problemi di affidabilità della Ferrari. Prost fu in grado di ripetersi anche nel 1986, avvantaggiato dalla faida interna alla più competitiva Williams, ottenendo piazzamenti costanti e sfruttando la lotta tra Piquet e Mansell per restare in lotta fino alla prova decisiva di Adelaide: Mansell era saldamente in testa e avviato verso il titolo, ma lo scoppio di uno pneumatico lo costrinse al ritiro aprendo a Prost le porte per il secondo mondiale.


Trascorso il 1987 da spettatore del duello tra le più competitive Williams, nel 1988 trovò una McLaren rinnovata con i potenti motori Honda e con un nuovo agguerrito compagno di squadra, Ayrton Senna, con il quale ebbe modo di mettere in scena un duello tra i più avvincenti del mondo delle corse.
Il primo anno fu Senna ad aggiudicarsi il titolo, vincendo con una gara d'anticipo a Suzuka, nonostante una brutta partenza, compiendo una grande rimonta e infilando il compagno di squadra per poi sfruttare la propria abilità sul bagnato nel finale, trionfando per distacco. Dal 1989 i rapporti si deteriorarono, inizialmente per il sorpasso di Senna all'inizio del gran premio di San Marino (secondo Prost vi era un accordo verbale di non attaccarsi nei primi giri), successivamente per dichiarazioni, comportamenti in pista e ai box che portarono i due a non rivolgersi più la parola, con il finale drammatico a Suzuka, quando Senna attaccò Prost, il quale chiuse la porta in modo deciso portando entrambi fuori. Senna recuperò e vinse la corse ma il francese corse in direzione chiedendo ed ottenendo la squalifica del rivale, che perse matematicamente il titolo e innescò un lungo inverno di polemiche. 

Prost, passato in Ferrari, trovò ancora nel brasiliano il rivale principale e al termine di un duello senza esclusione di colpi fu ancora una volta Suzuka il teatro dell'ennesimo capitolo: Senna conquistò la pole ma venne piazzato in gara sul lato sporco, le sue contestazioni non ricevettero ascolto e la situazione diventò tesa, tanto che speronò Prost alla prima curva vincendo il titolo di campione del mondo di formula 1, assegnato anche questa volta in modo molto controverso. La stagione successiva fu un disastro: le Ferrari si dimostrò subito lontana parente di quella del 1990 e il francese fu addirittura licenziato anticipatamente per aver criticato in modo molto aspro la vettura. Accantonata la possibilità di guidare per un team di seconda fascia (vi fu un tentativo della Ligier), il professore si accordò con la Williams per il 1993 richiedendo in primis la sicurezza di non correre con Senna in scuderia, ottenendo la compagnia dell'inesperto Damon Hill. La vettura si confermo come la più veloce del gruppo e Prost vinse il quarto titolo mondiale, trovando ancora una volta in Senna il proprio rivale, anche se il brasiliano non riuscì mai ad impensierirlo realmente, penalizzato da una McLaren in crisi e dotata di un modesto motore ford. Al termine dell'ultimo gran premio, ad Adelaide, in occasione dell'ultimo podio, Senna e Prost mandarono in onda il lieto fine e si abbracciarono dopo anni di lotta dura e parole pesanti.

Ritiratosi definitivamente dalla Formula 1, il professore collaborò con l'emittente Tf1, prima di tornare nel circus come costruttore (83 gran premi in totale, senza vittorie) e poi alla guida di una macchina da corsa, nel trofeo Andros, dedicato alle corse sulla neve, dove conquistò tre titoli.

Video tributo ad Alain Prost


Intervista per i 150 Gp



Duello con Rosberg - Paul Ricard 1985


1993. In lotta con l'eterno rivale. Ayrton Senna