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Zandvoort


Posto nei pressi di una stazione balneare, il circuito di Zandvoort venne costruito in seguito all'entusiasmo generato da alcune competizioni su un circuito cittadino locale negli anni trenta, anche se lo scoppio della guerra spostò il termine dei lavori alla fine degli anni quaranta, quando si tenne il "Gp di Zandvoort", poi con l'istituzione del mondiale di Formula 1 il tracciato olandese ospitò tutte e trenta le edizioni del Gran Premio d'Olanda (dal 1952 al 1953, nel 1955, dal 1958 al 1971 e dal 1973 al 1985).   La particolare posizione, a due passi dal mare, comportava l'insidia del vento che trasportava sabbia su un tracciato già abbastanza impegnativo, con variazioni di pendenza e curve veloci, come ad esempio il tratto Hunserug verso la Rob Slotemakerbocht  che porta ad uno scollinamento sulla curva cieca Scheivlak, oltre a tratti lenti come la leggendaria curva Tarzan, un secco tornante a destra subito alla fine del rettilineo di partenza caratterizzato da una marcata sopraelevazione; i piloti dovevano destreggiarsi anche tra le due curve Hondenvlak o tra la micidiale destra-sinistra Pulleveld e Bos, punti dove si diceva che sarebbe emersa la differenza tra "ragazzi e uomini veri". Zandvoort fu purtroppo anche teatro di brutte tragedie, come la scomparsa di Piers Courage nel 1970 e Roger Williamson nel 1973, mentre nel 1979, anno dello storico giro su tre ruote di Villeneuve, si scatenarono feroci polemiche quando fu realizzata una chicane provvisoria all'altezza della seconda curva Hondenvlak che non riuscì a rallentare i concorrenti, i quali lamentarono un pericolo ancora maggiore, successivamente scongiurato grazie al definitivo inserimento della chicane Marlboro nel 1980.