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Monza



L’autodromo di Monza è uno dei tracciati permanenti più antichi al mondo ed è considerato a ragione come uno dei più tecnici, veloci ed impegnativi per piloti e vetture, sia nella configurazione “antica” (a forma di otto con un velocissimo anello) che nel layout moderno (più volte rivisto), grazie lunghi rettifili, staccate al limite, curve dal raggio variabile e ostiche chicane, fino alla parabolica finale. Il gran premio d'Italia inoltre è un classico dell'automobilismo fin dagli anni venti e dal 1950 è una prova del mondiale di Formula 1: le storie legate a questo tracciato sono davvero infinite, basti pensare alle vittorie di Ascari, al mondiale "regalato" da Collins a Fangio, poi la prima vittoria di Regazzoni, l'arrivo al fotofinish del 1971, la celebrazione del mondiale Ferrari del 1979, la doppietta "rossa" del 1988 poche settimane dopo la scomparsa del "Drake", le gare coraggiose di Alesi, i successi di Schumacher, fino alla vittoria di Fernando Alonso nel 2010, nel vano tentativo di contenere le più competitive Red Bull.

Purtroppo non sono mancate le tragedie, come la scomparsa di piloti quali Ascari (in un test privato), Von Trips, Rindt o Ronnie Peterson, e proprio in occasione dell'incidente di quest'ultimo nacquero polemiche che nel 1980 fecero spostare il Gp d'Italia a Imola (poi divenuta sede del gran premio di San Marino), nell'unica edizione non disputata a Monza. Probabilmente è necessario correggere il tiro: non si parla più di sport, il mondo cambia e con esso l'attitudine delle persone, sempre più distanti dall'etica sportiva e dai suoi valori: la Formula 1 non è più lo sport dove ogni Casa colorava orgogliosamente le vetture con i colori della propria Nazione, non è più lo sport dei romantici cavalieri del rischio che al giovedi salutavano la famiglia sapendo che forse non sarebbero tornati a casa, spinti a rischiare l'estremo sacrificio in nome di una passione, non è nemmeno lo sport dello scontro tra le grandi case automobilistiche impegnate al limite nello sviluppo prima dei motori sovralimentati negli anni ottanta e poi a confronto con elettronica e tecnologia negli anni novanta e duemila.

Forse oggi è più corretto parlare di marchio registrato, di show business, dove i sorpassi avvengono premendo pulsanti e le regole vengono modellate costantemente non per premiare il merito ma per mescolare le carte, in linea con il pensiero uniformante dove la qualità e l'eccellenza fanno storcere il naso alle masse. Monza rischia di scomparire dalla Formula 1 dunque, ma veramente questa Formula 1 si merita una pista come Monza? Probabilmente no, tuttavia è innegabile che l'indotto del Gran Premio abbia ripercussioni sull'esistenza stessa del tracciato, che ospita numerose manifestazioni ogni anno, quindi si spera che la storia continui e che, per una volta, la passione vinca sugli interessi di parte.


 Layout originale (anni venti)

 Le prime edizioni del  mondiale

 Nuova variazione, in uso fino agli anni settanta

 74/75, prima aggiunta delle S

 Introduzione definitiva delle varianti Roggia, Goodyear e Ascari (fino al 93)

 Anni novanta, vengono ristrette le curve di Lesmo

 Tracciato attuale, con "imbuto" alla Goodyear, Biassono più stretta e asfalto nella via di fuga della parabolica


VIDEO ONBOARD


Video d'epoca: Fangio nel 1957



Ayrton Senna nel 1990




A bordo con Lauda nel 1977



Giro record di Barrichello nel 2004