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Imola



Nel 1946 dal giovane geometra Alfredo Campagnoli e alcuni amici nacque l'idea di un circuito da costruire in prossimità del fiume Santerno, per quello che sarebbe stato il secondo tracciato permanente in Italia dopo Monza, in alternativa ai classici della penisola organizzati di solito provvisoriamente per le strade delle città. L'anno successivo venne fondato l'Ente Sport e Turismo Imola per sostenere il progetto e alla questione si interessò pure Enzo Ferrari in persona: chiamato inizialmente "circuito del Castellaccio", l'autodromo misurava 5.017 metri da percorrere in senso antiorario e fu ricavato collegando tra loro strade già esistenti e tratti di strada nuovi; l'inaugurazione avvenne nel 1953 e già l'anno seguente si svolse la prima gara, anticipando una lunga serie di competizioni di rilievo disputate sul tracciato del Santerno.

Il circuito dal 1970 fu poi intitolato a Dino, figlio di Enzo Ferrari, a sua volta legato al nome del figlio dal 1988, e dalla fine degli anni settanta entrò stabilmente anche nel mondo della Formula 1, categoria per cui fino a quel momento si era tenuta una sola gara non titolata vinta da Clark nel 1963. Con il completamento dell'impianto e l'eliminazione dei tratti utilizzati per la viabilità urbana, il circuito divenne permanente e il 16 settembre del 1979 si tenne il Gran Premio Dino Ferrari, gara non valida per il campionato del mondo poi, dalla stagione successiva l'autodromo ospitò la sua prima gara valida per il mondiale, ovvero il 51º Gran Premio d'Italia (in quella circostanza spostato eccezionalmente dal circuito di Monza), poi la pista imolese divenne sede del Gran Premio di San Marino, evento che ha lasciato ricordi indelebili, nel bene e nel male, a tutti gli appassionati.