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Prima del mondiale di F1

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I gran premi di automobilismo iniziarono ben prima della nascita del mondiale di Formula 1, le prime competizioni risalgono addirittura alla fine dell'ottocento in Francia, espandendosi poi nel resto del continente, con vetture sempre più veloci in competizioni organizzate in tracciati provvisori cittadini o da una città all'altra, con un numero purtroppo non trascurabile di incidenti fatali per piloti e spettatori. Un evento fondamentale nella storia delle corse avvenne nel 1900 quando James Gordon Bennett Jr, proprietario del quotidiano New York Herald e dell’International Herald Tribune, organizzò la Coppa Gordon Bennett in Europa, una gara annuale che ebbe rilevanza internazionale in cui ogni nazione poteva schierare tre vetture. Alcuni anni dopo William Kissam Vanderbilt II lanciò la Coppa Vanderbilt a Long Island, negli Stati Uniti. La definizione di "Gran premio" venne invece introdotta nel 1906 quando l'Automobile Club de France (ACF) organizzò un evento disputato nell'arco di due giorni in un circuito di oltre 100 Km localizzato nei dintorni di Le Mans, con ben trentadue iscritti a rappresentare dodici case costruttrici: la vittoria andò all'ungherese Ferenc Szisz davanti all'italiano Felice Nazzaro su FIAT.

Le prime corse della storia contenevano forti contenuti nazionalisti, regolamenti variabili da nazione a nazione e nessuna forma di campionato, si continuava a correre per strade normalmente aperte al traffico (come ad esempio le 93 miglia della Targa Florio) e le auto avevano sempre a bordo pilota e due meccanici che potevano intervenire in caso di eventuali guasti oppure per il cambio degli pneumatici: l'Italia divenne nel 1922 la seconda nazione ad ospitare un Gran Premio (a Monza), seguita poi da altre nazioni, poi nel 1924 molti club dell'automobile nazionali si riunirono insieme sotto la forma della AIACR (Association Internationale des Automobile Clubs Reconnus), i quali sotto l'egida della CSI (Commission Sportive Internationale) stabilirono di regolamentare i gran premi e altre forme di corse internazionali; il numero di gare organizzate come "Gran premio" crebbe ulteriormente, nel frattempo la ricerca della sicurezza portò le auto sempre più spesso in circuiti costruiti e preparati per accogliere eventi sportivi, alcuni di essi dall'inestimabile valore, come Monza, Spa o il Nurburgring.

Gli anni trenta segnarono un periodo di cambiamenti fondamentali a livello di progettazione  delle vetture, situazione che fece emergere grandi personalità e marchi destinati a fare la storia delle competizioni automobilistiche come Ferrari, Alfa Romeo, Bugatti, Mercedes e Auto Union. Tutte le auto erano dipinte in base alla nazionalità: rosso per l'Italia, blu per la Francia, verde per la Gran Bretagna, giallo per il Belgio e bianco per la Germania , che dal 1934 smise di pitturare le sue vetture, in base ad un'idea della Mercedes-Benz W25 che utilizzava il metallo non dipinto nel tentativo di ridurre il peso, facendo nascere il mito delle "Silberpfeil" ("Frecce d'argento"). Non solo le auto crearono la leggenda del motorsport, ma anche piloti dotati di talento e grande coraggio, tra i quali si ricordano soprattutto Tazio Nuvolari, Antonio Ascari, Achille Varzi, Luigi Fagioli, Nino Farina, Louis Chiron, Hermann Lang, Hans Stuck, Rudolf Caracciola, Bernd Rosemeyer, Manfred von Brauchitsch e Guy Moll.

Iniziarono a prendere forma eventi più simili a quelli della storia recente: al Gran Premio di Montecarlo del 1933 per la prima volta la griglia di partenza venne determinata dal tempo ottenuto in qualifica e non dal sorteggio, il crescente interesse del pubblico aveva anche portato alla necessità di maggiore impegno sul piano organizzativo, come la prima edizione del campionato automobilistico mondiale del 1925, anche se soltanto per case costruttrici e della durata di sole quattro gare. Un campionato europeo comprendente i maggiori Gran Premi in un buon numero di nazioni e denominato Grandes Epreuves venne istituito per i piloti nel 1935 e si disputò per i cinque anni precedenti l'inizio della seconda guerra mondiale. Dopo la fine del conflitto rimasero solamente quattro gare disputate con il termine Grand Prix ma le regole per istituire un “Grand Prix World Championship” vennero riprese a breve e nel 1947, quando la vecchia AIACR si riorganizzò come la "Fédération Internationale de l'Automobile" (Federazione Internazionale dell'Automobile) o "FIA" in breve, stabilì la nascita di una nuova "Formula" inizialmente denominata A e diretta discendente della "Formula Grand Prix" dei primi anni '20. Stabilito il quartier generale a Parigi, alla fine della stagione di corse del 1949 annunciò la selezione di alcuni gran premi validi per il campionato mondiale piloti di Formula 1 per la stagione 1950, il resto è raccontato nelle pagine seguenti.



VIDEO DEDICATI ALLE GARE PRIMA DEL 1950



Nuvolari, la leggenda


Circuito di Posillipo


Gp del Nurburgring 1937


Gran premio di Tripoli