CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2010

Il ritorno di Schumi e delle frecce d'argento
La Mercedes colse successi a ripetizione nelle corse fin dai primi del novecento e prima dell'organizzazione del mondiale di Formula 1, categoria in cui vinse i titoli nel '54 e '55 prima di ritirarsi. Il 23 dicembre 2009 la scuderia Mercedes, appena costituitasi con l'acquisto da parte della casa tedesca del team Brawn GP, ufficializzò l'ingaggio di MIchael Schumacher e Nico Rosberg. Nonostante le elevate aspettative i risultati delle prime gare furono piuttosto deludenti per il team: Schumacher colse un sesto posto al suo esordio in Bahrain e due decimi posti nei successivi tre gran premi. Nel Gran Premio di Spagna Schumacher arrivò quarto, miglior risultato stagionale ripetuto in Turchia e Corea; per la prima volta in carriera il pilota tedesco non ottenne né vittorie né podi in una stagione completa. Più incisivo Nico Rosberg, proveniente dalla Williams e già in grado al terzo gran premio di salire sul podio, grazie ad un terzo posto in Malesia, risultato poi ripetuto nel successivo appuntamento in Cina e ancora in estate a Silverstone; il tedesco chiuse poi la stagione al settimo posto, a soli due punti dalla Ferrari di Felipe Massa.

Made in Faenza
La Toro Rosso per il 2010 schierò la STR5, prima vettura del team interamente concepita e costruita a Faenza da quando la Minardi è stata rilevata dalla Red Bull (fino al 2009 la vettura veniva infatti concepita dalla Red Bull Technology); sempre spinta dal propulsore Ferrari, la STR5 venne progettata per accogliere in maniera più adeguata il doppio diffusore che nella vettura precedente era stato inserito a stagione in corso. Nelle prime 5 gare del campionato vennero raccolti 3 punti, tutti fatti segnare da Jaime Alguersuari, che a Sepang fu nono, cogliendo il miglior risultato stagionale, poi ripetuto nell'ultima prova ad Abu Dhabi.

Addio Bmw
A Causa di problemi economici nel 2006 Peter Sauber fu costretto vendere il suo team (pur rimanendo come consulente) alla BMW, che lo ribattezzò BMW Sauber. I risultati inferiori alle aspettative portarono la casa madre ad allontanarsi dalla F1, ma causa delle difficoltà sorte nel concludere la trattativa col fondo Qadbak, Peter Sauber rilevò nuovamente la struttura dal 2010. Oltre a Kobayashi venne ingaggiato l'esperto De La Rosa, che all'Hungaroring terminò settimo cogliendo gli ultimi punti in carriera, poi nel finale di stagione venne sostituito da Heidfeld stipulando un accordo con la Pirelli come tester per gli pneumatici.

Avanti c'è posto
Dopo l'addio della Honda, alla fine del 2009 anche Toyota e Bmw (che cedette di nuovo la struttura alla Sauber) salutarono la Formula 1, segnando un ulteriore passaggio di crisi per il circus, in una fase di aperta polemica per l'introduzione del tetto di spesa, che portò l'interesse di alcuni nuovi team (ben quindici fecero richiesta), attirati dalla possibilità di confrontarsi con le scuderie storiche in virtù della limitazione del budget, aggiunto a blocco di test e sviluppo, oltre a parco chiuso e assurde penalizzazioni. Ad inizio stagione riuscirono ad entrare 1Malaysia (che rilevò i diritti Lotus), Campos (rinominata Hrt) e Manor (iscritta come Virgin), scuderie che incontrarono subito diverse difficoltà al primo appuntamento in Bahrain, dove girarono in prova con tempi superiori di oltre due secondi dall'ultimo degli "altri" e in Australia non andó meglio: Lucas Di Grassi, brasiliano di origine italiane, qualificatosi 22esimo, partito dai box, fu costretto al ritiro dopo soli 26 giri; nel corso della stagione il miglior risultato fu il 14esimo posto ottenuto in Malesia, poi divenne tester Pirelli passando infine alla Formula E, dove corre tutt'ora.

Nando, buona la prima
La stagione 2010 iniziò in Bahrain con un nuovo sistema di punteggio, l'abbandono di Bmw e Toyota, l'ingresso di tre nuovi team e l'introduzione del divieto di rifornimento durante la gara. Dopo un'annata anonima, la Ferrari puntò su Fernando Alonso per aprire un nuovo ciclo e l'inizio fu sicuramente di buon auspicio: l'asturiano fu terzo in prova, mentre in gara tenne un passo costante sfruttando poi un problema alla Red Bull di Vettel per portarsi in testa e vincere il gran premio davanti al compagno di squadra Felipe Massa.

Red Bull ti mette le ali
I primi giri del Gran Premio del Canada furono caratterizzati dal contatto tra Massa e Liuzzi e dall'incidente di Kobayashi, fermato dal muro dei campioni. Per tutti gli altri le gomme iniziarono a degradarsi rapidamente, situazione che portò presto alla prima tornata di pit stop: ne approfittò Buemi che si portò per la prima volta in carriera in testa alla gara, prima di tornare a centro gruppo dopo la propria sosta.
Protagonista di un'ottima gara, lo svizzero nel finale si prese anche il lusso di superare Michael Schumacher chiudendo in ottava posizione, miglior prestazione stagionale. Abbandonata la Formula 1, Buemi ha poi vinto il mondiale Endurance nel 2014 e la Formula E nel 2016.

Le mani di Tilke e Bernie su Silverstone
Il Gran Premio di Gran Bretagna nel 2005 rischiò di uscire dal calendario a causa del rifiuto della BRDC di pagare la cifra richiesta da Ecclestone, poi fu raggiunto un accordo per mantenere i programmi con sede a Silverstone. il 21 settembre 2009 venne presentato il calendario 2010 con l'annuncio dello spostamento a Donington, già sede del Gp d'Europa nel 1993; a causa di difficoltà organizzative venne invece confermato il circuito di Silverstone, per l'occasione pesantemente modificato e ormai molto distante dal velocissimo layout originale. Nel valzer di piloti della Hrt, Bruno Senna venne sostituito da Sakon Yamamoto, che per la terza volta subentrò a stagione in corso: 24esimo al via chiuse in ventesima posizione, poi disputò altre sei gare alternandosi con Cristian Klien, chiudendo la carriera con 21 Gp e 0 punti ottenuti. 

Grand Chelem per Alonso
Per la sua terza edizione il circuito di Singapore subì alcune modifiche: Venne cambiato il disegno della chicane Sling, oltre alle curve 5 e 7 e il muro esterno della 21, venne inoltre riasfaltato il tratto tra la curva 3 e 7 e quello tra la 14 e la 19, furono inoltre rimodellati i cordoli alla curva 10, scelta criticata da Lewis Hamilton, che la considerava troppo pericolosa a causa del cordolo che poteva fungere da trampolino per le monoposto. Fernando Alonso, vincitore della discussa prima edizione, partì in pole position e viaggiò a stretto contatto con Vettel, che effettuò il pit stop nello stesso giro e non riuscì a sopravanzarlo nonostante un lungo pressing. L'asturiano vinse così la seconda gara consecutiva e si portò a 11 punti dal leader del mondiale Webber, nell'occasione fece segnare il giro più veloce e condusse dall'inizio alla fine, registrando il primo grand chelem in carriera.

Hulk come Hamilton
Come Lewis Hamilton, anche Nico Hulkenberg vinse il titolo Gp2 al primo tentativo e riuscí a partire in pole nell'anno del debutto in Formula 1. Il tedesco nella prima parte di stagione ottenne un solo punto, iniziando gradualmente a migliorare, fino al Gran Premio del Brasile, dove fu bravissimo a sfruttare le condizioni meteo facendo segnare il miglior tempo (in gara chiuse ottavo). Attivo anche nelle Endurance, nel 2015 ha vinto la 24 ore di Le Mans alla guida di una Porsche 919, anche in questo caso alla prima partecipazione.

Ultimi punti italiani
La Formula 1 sbarcò per la prima volta in Corea del sud nel 2010, in un tracciato classico dello "stile" di Tilke, senza particolari punti di interesse. Liuzzi nel corso di un gran premio imprevedibile e condizionato dalla pioggia (con la solita deludente partenza dietro safety car) fu protagonista di un'ottima prestazione, chiudendo al sesto posto, miglior risultato in carriera e ultimi punti italiani in Formula 1. 

La zampata finale di Vettel
Dopo un'ottima stagione, la Red Bull fece ulteriori passi in avanti e nel 2010 mise in pista una vettura molto competitiva, con la quale Mark Webber tentò la fuga in campionato, salvo poi essere raggiunto prima da Hamilton e poi da Alonso. Nel finale di stagione il team puntò su Sebastian Vettel, che appariva in grande forma, anche se in vista dell'ultima gara ad Abu Dhabi si trovava a 7 punti da Webber e 15 da Alonso. I due rivali furono però autori di una strategia suicida (chiusero 7° e 8°) e il tedesco, che vinse la gara con autorità, conquistò il titolo mondiale diventando così il più giovane campione del mondo piloti nella storia della Formula 1, a 23 anni, 4 mesi e 11 giorni; tra l'altro vinse dopo essere stato in testa alla classifica solo all'ultima gara della stagione, come John Surtees nel 1964 e James Hunt nel 1976.