CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2009

Toccata e fuga
La BGP 001 fu sviluppata inizialmente  dalla Honda e poi migliorata costantemente dalla Brawn dopo il ritiro della casa nipponica, girando già nei test di Barcellona con tempi notevoli; le soluzioni tecniche adottate nella zona del diffusore posteriore portarono ad una serie di reclami ufficiali poi rigettati, con la Brawn regolarmente al via. In Turchia Button vinse la sesta delle prime sette gare portandosi a +26 su Barrichello e +32 su Vettel, poi nella seconda parte della stagione non riuscì più a vincere ma amministrò al meglio la situazione arrivando regolarmente a punti e conquistando il titolo. La Brawn, unica scuderia ad aver vinto il mondiale nell'anno di esordio, al termine della stagione venne rilevata dalla Mercedes.

Mr. Secondo posto
Dopo una stagione molto positiva, il 2009 della Bmw Sauber non iniziò nel migliore dei modi: a Melbourne Heidfeld fu solamente decimo e la sesta fila conquistata in prova in Malesia non lasciava presagire un cambio di rotta. Sul circuito di Sepang durante lo svolgimento della gara iniziò a piovere in maniera discontinua, poi arrivò il diluvio, situazione che portò nel corso del gran premio a cambi di posizione e azzardi nelle strategie, fino allo stop della gara avvenuto al 31esimo giro.
Heidfeld fu abile ad affrontare la situazione avversa e chiuse la gara al secondo posto, per lui fu l'ottava (e ultima) piazza d'onore colta in carriera e rappresenta un record in quanto il tedesco è l'unico ad aver raggiunto per tante volte tale piazzamento senza mai essere riuscito a vincere un Gp. A fine stagione la Bmw annunciò l'addio e il team tornò sotto il controllo del team Sauber.

Ritorno al Ring
Nel 2009 il Nurburgring tornò ad ospitare il Gran Premio di Germania (dopo essere stato sede di quello d'Europa due anni prima): Mark Webber centrò la pole position mettendo in riga le due Brawn Gp, poi in gara riuscì a vincere nonostante una delle assurde ed eccessive penalizzazioni "moderne" a causa di un contatto al via con Barrichello. Chiuso il mondiale al quarto posto, Webber fu a lungo in testa nel campionato del mondo 2010, ma in un tormentato finale di stagione, senza l'appoggio del team, orientato verso il più giovane Vettel, subì una flessione e chiuse al terzo posto, dopo essere rimasto in lotta fino all'ultimo Gran Premio. Nel 2015 ha vinto il mondiale Endurance e sfiorato il trionfo alla 24 ore di Le Mans.

Il dramma di Felipe, il ritorno di Badoer
All'Hungaroring, una molla staccatasi dalla parte posteriore della vettura di Barrichello colpì il casco di Massa, che subì una lesione alla parte sinistra del cranio per cui fu necessaria un'operazione con conseguente stop per il resto della stagione. Dopo il rifiuto di Schumacher per problemi fisici, la Ferrari puntò sul fidato collaudatore Badoer, assente in gara da 10 anni: ultimo in prova e 17esimo al traguardo a Valencia, a Spa l'italiano mostrò alcuni miglioramenti, ma fu sostituito da Fisichella. L'anno successivo, dopo oltre 130000 Km percorsi, causa l'avanzare dell'età e l'assenza di test in F1, si chiuse definitivamente il rapporto tra Badoer e Maranello.

Dall'India con furore
La svolta stagionale per la Force India arrivò a Spa,  quando in condizioni di pista difficili il romano fu protagonista di un giro straordinario cogliendo una storica pole position per il team indiano, poi in gara venne sorpassato da Raikkonen (con l'aiuto del Kers) ma resistette in seconda posizione davanti a piloti dotati di vetture più performanti, riuscendo a cogliere il primo podio e i primi punti per la Force India, prima di passare alla Ferrari, dove chiuse la carriera in F1. 
Nel 2007 l'imprenditore indiano Vijay Mallya e Michiel Mol avevano acquistato la Spyker per fondare la Force India, primo team indiano di Formula 1, la cui prima vettura fu presentata a Mumbai. A Giancarlo Fisichella era stato affiancato il tedesco Sutil, già pilota della Spyker, che nel primo anno colse un 13esimo posto come miglior risultato; l'anno seguente a Monza (subito dopo Spa) arrivarono i primi punti, in un fine settimana in cui il tedesco fu grande protagonista, con secondo tempo in prova e quarta posizione al traguardo, con tanto di giro piú veloce.

Crisi Renault
Dopo i due titoli mondiali la Renault non sembrava più in grado di reggere il passo della concorrenza e anche nel 2009 la vettura parve particolarmente competitiva, tanto che l'unico pilota ad andare a punti fu Fernando Alonso. In seguito alla condanna della FIA in merito al Crashgate i due principali sponsor ING Direct e Mutua Madrileña chiusero immediatamente i rapporti con il team prima del Gp di Singapore. Le vetture erano state spedite già dotate dei relativi adesivi, la Renault recuperò quindi in extremis grandi patch sostitutive per coprire le scritte degli sponsor. Alonso colse l'unico podio stagionale, mentre Grosjean, subentrato a stagione in corso a Piquet Jr, fu costretto al ritiro dopo pochi giri per noie ai freni.

Mai dire Banzai!
Ingaggiato in sostituzione dell'infortunato Glock, Kobayashi impressionò già al debutto sfiorando la zona punti ad Interlagos, mentre nel Gran Premio successivo, quello conclusivo della stagione disputato ad Abu Dhabi, confermò le buone impressioni di tifosi e addetti ai lavori: partito dalla sesta fila, chiuse al sesto posto (davanti al compagno di squadra Trulli) riuscendo anche in uno spettacolare sorpasso sul campione del mondo Jenson Button. Furono gli ultimi punti in Formula 1 per la Toyota, che a seguito della crisi economica e dei risultati deludenti decise di abbandonare la categoria nonostante fosse già pronta la vettura per il 2010, termine di una storia iniziata nel 2002 e chiusa dopo 139 gran premi senza nessuna vittoria nonostante un notevole investimento di capitali.