CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2008

Corsa a eliminazione
Il 2008 si aprì con una gara pazza: caos alla partenza e cinque ritiri, poi altri contatti e numerosi guasti con sole sei vetture all'arrivo, una rarità per i tempi moderni delle corse. Bourdais, quattro volte campione Champ Car e al debutto in Formula 1, venne tradito dal motore a tre giri dal termine ma, come Raikkonen, venne comunque classificato avendo coperto almeno il 90% del gran premio, arrivarono così i primi punti, importantissimi anche per la "piccola" Toro Rosso. Nel corso della stagione ottenne un altro settimo posto, a Spa, ma venne oscurato dall'astro nascente Vettel, che concluse il mondiale con ben 36 punti e una vittoria; Bourdais venne poi appiedato nel corso della stagione successiva, senza un'ulteriore possibilità di correre in Formula 1, optò dunque per altre categorie, con il ritorno negli Usa a partire dal 2011.


La rivincita di Kubica
Ad un anno di distanza da un terribile incidente in cui aveva rischiato serie conseguenze, Kubica tornò a Montreal forte di un ottimo piazzamento in classifica generale e conquistò la prima fila accanto ad Hamilton. Inizio di gara vanificato da una doppia safety car, poi i big uscirono di scena: Hamilton e Raikkonen per una bizzarra collisione ai box e Alonso per un'uscita di strada, mentre Massa tentava di rimontare dopo una sosta ai box problematica. Ottima occasione per le Bmw Sauber, con Kubica autore di una grande prova e alla prima vittoria in carriera, davanti al compagno di squadra Heidfeld; per il polacco vi fu anche la soddisfazione del primato in classifica, mentre a fine anno chiuse al quarto posto.

Adieu Magny Cours
Ad eccezione del 1955 il Gran Premio di Francia aveva sempre trovato posto nel mondiale di Formula 1, spostandosi a Magny Cours dal 1991 fino al 2008, edizione quest'ultima caratterizzata dalle proteste contro Ecclestone, in quanto era ormai noto che quella sarebbe stato l'ultimo Gp disputato sul circuito tra le campagne francesi. Felipe Massa vinse la gara sfruttando abilmente le disavventure di Raikkonen, poleman della gara e in testa fino al sopraggiungere di problemi meccanici; Trulli chiuse il podio mentre Kubica fu solo quinto e pertanto fu costretto a cedere la leadership del mondiale al brasiliano della Ferrari. Nonostante alcune voci di corridoio, la Formula 1 non è mai più tornata in Francia, Ecclestone ha negato più volte la possibilità di un rientro in calendario a breve termine.


Cento cento cento!
Alla vigilia del Gran Premio​ d'Ungheria​ la McLaren ​comunicò​ di aver esercitato l'opzione in proprio favore su​ ​Kovalainen, ​confermato dunque​ dal team anche ​per il​​​​​ 2009​. Il finlandese festeggiò l'occasione nel migliore dei modi: al sabato conquistò la prima fila al fianco del compagno di squadra Hamilton (rallentato in gara da una foratura e quinto al traguardo) poi stazionò nelle prime posizioni per tutta la gara, sfruttando il ritiro di Massa a tre giri dalla fine per conquistare il primo e unico successo in carriera; è stato tra l'altro il centesimo pilota a vincere un Gran Premio in Formula 1.

Rivelazione Vettel
Le qualifiche a Monza furono caratterizzate dalla pioggia e ne approfittò Sebastian Vettel, che con un giro praticamente perfetto conquistò la sua prima pole position. Sotto il diluvio e dopo un'insulsa partenza dietro la safety car Lewis Hamilton, partito nelle retrovie, offrì grande spettacolo con duelli e sorpassi in rimonta, ma il vero protagonista fu ancora Vettel, che anche con la pista che andava asciugandosi continuò a mantenere il comando vincendo il suo primo Gran Premio in carriera. Per il tedesco il record di pilota più giovane a conquistare pole e vittoria, per la Toro Rosso la soddisfazione dell'unico successo nella propria storia. 

Crash gate
A Singapore Massa scattò al via seguito da Hamilton e i due fecero il vuoto, ma al 15esimo giro la gara fu compromessa dalla Renault di Piquet, che sbattè violentemente a muro. Safety Car in pista e vantaggio per Fernando Alonso che, partito quindicesimo, riuscì a gestire al meglio la situazione caotica per vincere; l'asturiano aveva ammesso che per poter arrivare al podio ci sarebbe voluta almeno una Safety Car, e così fu. L'anno seguente Piquet, dopo il licenziamento, dichiarò di essere stato invitato ad andare a muro per "strategia", ne scaturì il crash-gate che portò dopo lunghe controversie al patteggiamento di Briatore e Symonds, mentre Alonso non venne ritenuto a conoscenza della situazione.

Nel nome del padre
C'è una sola coppia padre-figlio giapponese ad aver partecipato al mondiale di F1: a 16 anni dall'ultima presenza di Satoru, nell'ultima gara del 2007 debuttò con la Williams Kazuki Nakajima, confermato anche per l'anno successivo. Nella sua prima stagione completa fu protagonista di buone prestazioni ed entrò alcune volte tra i primi otto, cogliendo a Singapore l'ultimo punto in carriera, mentre nel 2009 non riuscì ad ottenere piazzamenti validi per la classifica. Passato alle gare di durata, in equipaggio con Davidson e Buemi ha visto incredibilmente sfumare la vittoria alla 24 ore di Le Mans per un guasto nell'ultimo di 384 giri! 

Felipe senza paura
A tre gare dal termine del mondiale, il Gran Premio del Giappone fu condizionato dalle insulse penalty che hanno contribuito a rovinare la Formula 1, i due principali contendenti finirono infatti nelle retrovie causa drive through: Lewis Hamilton per una staccata al limite in partenza e Felipe Massa per un lieve contatto con lo stesso Hamilton. Il brasiliano della Ferrari, incredibilmente sotto investigazione una seconda volta per una toccata con Bourdais, a due giri dal termine confezionò uno spettacolare sorpasso su Webber, in crisi con le gomme, attaccandolo all'interno e sfiorando le ruote del rivale, andando a prendere un punto importante nella corsa al titolo, purtroppo perso all'ultima curva di Interlagos.

All'ultimo respiro
Il leader del mondiale Lewis Hamilton ​arrivò ad Interlagos con un margine di vantaggio di 7 punti sul ferrarista Felipe Massa ​ma, visto l'epilogo amaro della stagione precedente, non poteva ancora dichiararsi certo del titolo. Massa scattò dalla pole e dominò la gara mentre Hamilton visse una gara più complessa del previsto e a pochi giri dal termine venne infilato da Vettel ritrovandosi al sesto posto, risultato che gli sarebbe costato il titolo. Massa tagliò il traguardo da campione "virtuale", ma grazie alla pioggia Hamilton superò Glock, lentissimo con gomme d'asciutto, ottenendo il punto decisivo per diventare il più giovane campione del mondo di sempre, record poi battuto da Vettel due anni più tardi.