<2005 - 2007>

CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2006

Più veloce di così!
Dopo essere diventato il primo campione della categoria Gp2, Nico Rosberg si vide offrire un volante dalla Williams per la stagione 2006 e già al debutto ripagò il team per la fiducia: scattato dalla sesta fila, scivolò in fondo per un contatto al via, ma grazie a numerosi sorpassi riuscì a entrare in zona punti terminando la gara al settimo posto, alle spalle dell'esperto compagno di squadra Webber. Nell'occasione il tedesco fece segnare il giro più veloce in gara, diventando a 20 anni e 258 giorni il pilota più giovane a riuscire nell'impresa, record rimasto imbattuto.

Patente e libretto
La Super Aguri debuttò in F1 acquistando telai della Arrows A23 del 2002, con la necessità di adattare la vettura alle modifiche regolamentari e alla differenza di dimensioni del motore, in quanto dai 3000cc V10 si era passati ai 2400cc V8. L'allestimento fu lento e i due piloti ebbero poche occasioni di testare la SA05 prima del campionato, situazione che non aiutò Ide, che disputò le prime quattro gare mostrando seri problemi di adattamento alla categoria, tanto che dopo aver provocato un incidente con Albers a Imola venne inizialmente sostituito, mentre successivamente il ritiro della superlicenza pose la parola fine sulla sua carriera in Formula 1. A partire dal Gran Premio d'Europa venne dunque schierato il pilota di riserva Montagny, che dopo i primi problemi di adattamento si avvicinò progressivamente alle prestazioni dell'esperto Sato: in occasione dell'ultimo Gp disputato riuscì a surclassare per la prima volta in prova il compagno di squadra, poi concluse la gara al sedicesimo posto, prima di lasciare spazio al terzo pilota Yamamoto. 

L'ultimo V10 in pista
Nel tentativo di limitare il continuo incremento di potenza, nel 2006 la cilindrata dei motori venne ridotta da 3.0 a 2.4 litri e i numeri dei cilindri da 10 a 8, al fine di tagliare il picco di potenza attorno ai 200 cavalli, anche se già ad inizio stagione i tempi sul giro non furono molto distanti da quelli dell'anno precedente. La Scuderia Toro Rosso, nata dalle ceneri della Minardi dopo l'acquisizione della Red Bull, continuò ad usare un motore a 10 cilindri e a 3 litri con un limitatore di giri per evitare maggiori spese ingegneristiche alle vetture nel breve periodo. Il team ingaggiò Liuzzi e l'americano Scott Speed, che ad Indianapolis fu accolto calorosamente dal pubblico di casa ma fu coinvolto in una carambola alla prima curva che coinvolse ben sette vetture.

Button sul gradino più alto
Dopo un brillante 2004 e un 2005 compromesso da problemi contrattuali e da una squalifica causata dal team, Jenson Button venne confermato dalla Honda, che era scesa in campo direttamente rilevando la BAR, ma l'inizio di stagione fu caratterizzato da risultati discontinui. All'Hungaroring per la prima volta si corse sul bagnato e l'inglese fu abile a sfruttare le mutevoli condizioni meteo per involarsi verso la vittoria, primo successo in F1 dopo 113 presenze; nei due anni successivi Button fu invece penalizzato da una vettura poco competitiva, mentre il passaggio della proprietà alla Brawn nel 2009 gli consentì di conquistare il primo e unico titolo mondiale.

Ottimo debutto per Kubica
Assunto nel 2006 come terzo pilota e collaudatore per la BMW Sauber, Robert Kubica fece il suo esordio in gara al Gran Premio d'Ungheria in sostituzione di Jacques Villeneuve, diventando il primo polacco a correre in Formula 1. Già alla terza presenza, a Monza, si fece notare con una prestazione superlativa: qualificatosi in terza fila nonostante un errore che finì per compromettere le performance degli pneumatici in prova, in gara riuscì addirittura a prendere il comando, chiudendo poi al terzo posto per il primo podio in carriera, risultato che gli valse la meritata riconferma per la stagione successiva.

Gli eredi della Jordan
La Midland entrò in Formula 1 rilevando lo storico team Jordan nel 2005, mantenendo sede nel Regno Unito e utilizzando licenza russa (primo caso in F1) per le origini del proprietario del gruppo che, scontento dell'investimento, cedette tutto alla Spyker già nel corso del 2006. Con la nuova livrea arancio Albers scese in pista sul difficile tracciato di Suzuka e per la quarta volta in stagione superò la prima eliminazione in qualifica, mettendosi alle spalle tra gli altri le due Red Bull, mentre in gara non fu altrettanto fortunato ritirandosi nel corso del ventesimo giro. Seppur senza punti disputò una buona stagione e venne confermato, ma il 2007 non si dimostrò altrettanto soddisfacente, venne quindi appiedato nel corso della stagione e chiuse la sua carriera in Formula 1, dedicandosi poi al Dtm e alla 24 ore di Le Mans, dove vinse il premio "rookie of the year" nel 2009.

Fernando Bis
Campione del mondo in carica, Alonso iniziò il 2006 con sei successi e tre secondi posti nelle prime nove gare, portandosi a +25 su Schumacher in classifica iridata, poi l'asturiano visse un periodo di flessione mentre il rivale della Ferrari con cinque successi riaprì i giochi a poche gare dal termine. A Suzuka, con le Ferrari in prima fila e le Renault in terza, era lecito pensare che sarebbe avvenuto un sorpasso decisivo, ma Schumacher subì la rottura del motore al 37esimo giro e Alonso vinse agevolmente; la prova decisiva di Interlagos divenne dunque una formalità con conquista del secondo titolo consecutivo.

Le ultime imprese di Kaiser Schumi
In Cina Alonso conquistò la pole con Schumi sesto ad oltre un secondo, poi la gara partì condizionata dall'acquazzone caduto precedentemente: il tedesco iniziò la rimonta ma perse tempo nel gruppo mentre Alonso maturò fino a 25 secondi di vantaggio, annullati poi da un errore di strategia al cambio gomme, cui seguì un ulteriore problema al secondo pit stop. Schumacher si trovò dunque in testa, bravissimo nel finale a contenere la furia delle due Renault, completando la rimonta e raggiungendo il rivale in testa al mondiale.  Dopo il ritiro in Giappone, ad Interlagos Schumi doveva sperare nel miracolo, ma durante le prove la rottura della pompa della benzina lo costrinse alla quinta fila mentre in gara, dopo aver infilato quattro avversari, fu colpito da Fisichella, il chè causò una foratura con conseguente rientro ai box dopo un giro lento.Il tedesco riuscì incredibilmente a recuperare abbassando più volte il tempo sul giro, compiendo 13 sorpassi in poco più di 40 giri e dopo una rimonta incredibile terminò la sua gara al quarto posto con un distacco di 24" dal vincitore; in ogni caso una stagione da incorniciare per Schumacher, un addio denso di adrenalina, coraggio, talento, professionalità e umiltà, caratteristiche che hanno sempre accompagnato il grande campione tedesco per tutta la carriera e oltre.