CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2005

Prima fila tutta italiana
A Melbourne Giancarlo Fisichella debuttò sulla Renault conquistando la pole position, accompagnato in prima fila dalla Toyota di Jarno Trulli; non accadeva dal 1984 che la prima fila fosse tutta italiana, quando Alboreto e De Angelis centrarono il primo e secondo tempo a Jacarepagua. In gara Fisichella riuscì a confermarsi vincendo autorevolmente il gran premio, mentre Trulli fu soltanto nono a causa di un'errata strategia. 

Il debutto della Red Bull
Nel 2000 la Ford prese il controllo della Stewart rinominandola in Jaguar Racing F1 Team, ma nel 2004 per problemi finanziari la struttura venne venduta per la cifra simbolica di un dollaro alla multinazionale austriaca di bevande Red Bull, che fece debuttare il proprio team nel 2005. All'esperto Coulthard venne affiancato Cristian Klien, già pilota Jaguar l'anno precedente, che al debutto del team andò a punti (come il compagno di squadra), giunto al traguardo settimo dopo essere partito dalla terza fila. La Red Bull ha vissuto stagioni altalenanti fino al 2009 quando con Webber e Vettel è approdata ai vertici della categoria, vincendo il titolo l'anno seguente con il tedesco, nello stesso anno Klien ha chiuso la propria carriera in F1 al volante della modesta Hrt.

Alonso, unico spagnolo campione del mondo
Dopo un terzo posto a Melbourne, Alonso vinse in Malesia e Bahrain partendo dalla pole, mentre a Imola scattò dalla seconda piazza, prendendo la testa del Gp dopo il ritiro di Raikkonen. Nel finale di gara, dopo le soste ai box, l'asturiano tornò al comando riuscendo a resistere alla furia di Michael Schumacher, che tagliò il traguardo alle sue spalle a due soli decimi di distacco. Con altri tre successi e piazzamenti costanti Alonso mantenne saldo il controllo del campionato, laureandosi campione ad Interlagos (poi arrivò un ulteriore vittoria in Cina), all'epoca il più giovane e in assoluto l'unico spagnolo a riuscire nell'impresa.

La griglia più ridotta della storia
Ad Indianapolis nel corso della seconda sessione di prove libere Ralf Schumacher sbattè violentemente a causa di un problema alla gomma posteriore sinistra, pertanto venne messa in discussione l'affidabilità degli pneumatici Michelin. La casa francese e la Fia tentarono un compromesso e i piloti si schierarono (con Jarno Trulli in pole position) ma al termine del giro di ricognizione le vetture gommate Michelin imboccarono la corsia dei box ritirandosi: restarono in gara quindi solo Ferrari, Jordan e Minardi, ovvero le vetture gommate Bridgestone.
Le due Ferrari si involarono e gli altri puntarono soprattutto a finire la gara: Tiago Monteiro staccò subito il compagno Karthikeyan e conquistò agilmente la terza piazza: fu l'unico podio in carriera e l'ultimo nella storia della Jordan, già passata al gruppo Midland e scomparsa dalla F1 a fine stagione.

Qualifiche sempre più controverse
Dopo nove stagioni in Mclaren, con la quale arrivò una volta secondo e tre volte terzo nel mondiale, David Coulthard nel 2005 accettò la sfida di portare al debutto la Red Bull. Durante la stagione lo scozzese andò regolarmente a punti, ottenendo come migliore risultato due quarti posti, nella gara di debutto a Melbourne e poi al Nurburgring. In occasione dell'appuntamento tedesco venne cancellato il sistema di qualifiche con somma di tempi inserito a inizio stagione, si tornò dunque al giro secco con vetture già in assetto da gara, altra soluzione infelice, presto accantonata per introdurre la divisione in sessioni a eliminazione; purtroppo la Formula 1, ormai in perenne ricerca di spettacolo artificiale, non è mai più tornata ad un sistema tradizionale di qualifiche.

Minardi tutta olandese
Nel corso della stagione 2005 la Minardi appiedò Patrick Friesacher per motivi di sponsorizzazione e scelse per rimpiazzarlo il terzo pilota Jordan Robert Dornboos, che insieme al compagno di squadra Christijan Albers formò una line-up tutta olandese, episodio che si non si verificava dal Gp d'Olanda del 1962 quando Carel Godin de Beaufort e Ben Pon scesero in pista per l'Ecurie Maarsbergen. Dornboos debuttò ad Hockenheim dove si qualificò in 17esima posizione e chiuse la gara diciottesimo e ultimo, a quattro giri dal vincitore Alonso, poi le sue prestazioni migliorarono e riuscì a piazzarsi in più occasioni davanti al compagno di squadra; a fine stagione la Minardi cedette la struttura alla Red Bull (che formò la propria "gemella " Toro Rosso partendo proprio da Faenza), con cui l'olandese corse tre Gp nel 2006 senza ottenere punti.

Kimi mai domo!
Dopo una stagione deludente la Mclaren tornò a grandi livelli, ma fu penalizzata da cronici problemi di affidabilità, soprattutto in prova, costringendo spesso Kimi Raikkonen a spettacolari rimonte (ben 7 vittorie), nel tentativo di insidiare Alonso nella lotta al titolo. A Suzuka il finlandese disputò una delle migliori gare in carriera: partito dalla 17esima piazza rimontò superando anche Schumacher e Alonso (già campione), poi grazie ad un'ottima strategia si portò alle spalle di Fisichella, che infilò a poche curve dal traguardo per una straordinaria vittoria.