CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2004

Ultimo punto Minardi a griglia completa
Proseguendo sulla strada dell'assurdo con il sistema di qualifiche, il regolamento cambiò ancora basandosi su due sessioni, per cui nella prima tutti i piloti scendevano in pista nell'ordine inverso rispetto ai risultati della gara precedente, mentre per la seconda sessione, dove effettivamente i tempi erano ritenuti validi per la griglia di partenza, l'ordine d'ingresso si basava sui risultati del primo turno; a proposito, in Malesia la Minardi ottenne la miglior prestazione stagionale, con Baumgartner in nona e Bruni in ottava fila. L'italiano, che a Sepang concluse al 14esimo posto ottenendo il miglior risultato in F1 (ripetuto in altre due occasioni) risultò spesso più veloce del compagno di squadra, il quale riuscì però a cogliere un punto nell'imprevedibile gran premio degli Stati Uniti dove Bruni fu coinvolto in una carambola al via.

Trulli Principe a Monaco
Passato alla Renault nel 2002, Jarno Trulli visse due stagioni in crescendo, poi nel 2004 le sue prestazioni migliorarono ulteriormente, portandolo a lottare ad armi pari con il compagno di squadra, l'astro nascente Fernando Alonso. A Monaco l'abruzzese visse un fine settimana di gloria, con pole position e vittoria, unica per la Renault nel corso del campionato e unica gara non vinta da Schumacher tra le prime 13. A metà stagione nacquero tensioni "contrattuali" tra Briatore e il pilota, che venne licenziato con un pretesto e dopo una gara di stop si accasò alla Toyota, dove corse nelle cinque stagioni successive.

Le ultime pagine della storia Jordan
Con il team in vendita e la nuova vettura, la EJ14, che di fatto era un'evoluzione del deludente modello precedente, in aggiunta alla mancanza di fondi che rese impossibile eseguire adeguati test, era lecito pensare che la Jordan avrebbe lottato a fondo griglia per tutto il campionato. In quella che fu l'ultima vera stagione per il team di Eddie Jordan (che nel 2005 mantenne il nome ma passò nelle mani del gruppo Midland) ebbe modo di debuttare Giorgio Pantano, il quale fu penalizzato da una vettura non competitiva e non riuscì a lasciare il segno che meritava, cimentandosi poi con successo in Gp2 (campione 2008), Superleague, Irl e Gt Open (campione classe GT2). A causa di un contenzioso in corso con il proprio manager, il pilota italiano perse l'appoggio di alcuni sponsor e fu provvisoriamente appiedato dal team, sostituito con il collaudatore Timo Glock. Qualificatosi in quarta fila, a Montreal il pilota tedesco riuscì a concludere la gara undicesimo davanti al compagno di squadra Heidfeld; a fine gara le Williams e le Toyota furono squalificate per le dimensioni irregolari delle prese d'aria dei freni anteriori, permettendo alle Jordan di entrare in zona punti. Dopo un'esperienza in Champ car, Glock tornò in Europa vincendo la Gp2, poi tornò dal 2008 in Formula 1, dove corse con Toyota e Virgin, ottenendo tre podi e un giro più veloce.

Ancora polemiche sulle qualifiche
Come accaduto l'anno precedente, quando fu quinto a Monza, il collaudatore della Williams Genè venne scelto per sostituire Ralf Schumacher, infortunatosi seriamente ad Indianapolis, ma in questo caso i risultati furono meno entusiasmanti: decimo in Francia, lo spagnolo fu dodicesimo a Silverstone in quella che fu la sua ultima apparizione in gara. Il week end inglese tra l'altro fu caratterizzato dalle polemiche in quanto durante la prima sessione di prove, utile per determinare l'ordine di uscita nelle qualifiche, molti piloti girarono volontariamente molto lenti, addirittura frenando in rettilineo, in modo da partire primi, temendo l'imminente arrivo della pioggia. Gené è diventato poi collaudatore Ferrari e affermato commentatore del settore, inoltre ha continuato a correre e non si è fatto mancare affermazioni importanti quali la 24 ore di Le Mans e la 12 ore di Sebring.

Tra limiti e penalità, la F1 perde credibilità
Le limitazioni e penalizzazioni che hanno compromesso il regolamento recente della F1 partono purtroppo da lontano: dal mondiale 2004 venne disposto che ciascun pilota avrebbe dovuto disputare tutto il week-end di gara con un solo motore, con penalità di dieci posizioni sulla griglia di partenza in caso di sostituzione dello stesso (convertita in una partenza dal fondo dello schieramento se il cambio fosse avvenuto dopo le qualifiche). La Bar montava un propulsore Honda RA004E, particolarmente performante e affidabile, tanto da permettere al team di affrontare la stagione migliore della propria storia; oltre a Sato e Button, venne confermato il "terzo" Anthony Davidson, che nei turni del venerdi si mise più volte in luce segnando tempi vicinissimi a quelli dei titolari.

La F1 a Ferragosto
La Formula 1 corse l'ultima volta a ferragosto nel 2004, quando si disputò il Gran Premio d'Ungheria: Michael Schumacher, protagonista di una stagione trionfale, scattò dalla pole position e vinse con autorità, facendo segnare il giro più veloce in gara, valido per l'ultimo hat trick in carriera, mentre la Ferrari conquistò matematicamente il titolo costruttori.

Ferrari e Schumacher nella leggenda
29 agosto, Kimi Raikkonen vince per la prima volta a Spa, Michael Schumacher, secondo al traguardo, é campione del mondo per la settima volta, quinta consecutiva con la Ferrari. A fine stagione il tedesco chiuse con 148 punti, seguito dal compagno di squadra Barrichello a 114, mentre la concorrenza cercò invano di tenere il passo con Button a 85 punti e Fernando Alonso a 59.
I record imbattuti di Schumacher sono i seguenti: titoli mondiali, titoli consecutivi, titoli vinti da campione in carica, Gp con la stessa scuderia, numero di vittorie totali e in una stagione, vittorie e podi con una stessa scuderia, vittorie nello stesso Gp, Gp diversi con almeno una vittoria, stagioni consecutive con almeno una vittoria, stagioni consecutive con almeno una pole, numero di podi e podi consecutivi oltre a podi in una stagione, numero di secondi posti, arrivi a punti, giri al comando, pole position, partenze in prima fila, firi più veloci totali e in una stagione, pole e vittoria in una stessa gara totali e consecutivi, hat trick totali e nella stessa stagione, minor numero di gare per conquistare matematicamente il titolo.

Il ragazzo della giungla
Primo pilota professionista proveniente dalla capitale dell'Amazzonia e quindi soprannominato Jungle Boy, Antonio Pizzonia fece il suo ingresso in F1 come collaudatore della Williams, ruolo cui tornò nel 2004 dopo un'infelice esperienza come pilota titolare alla Jaguar. L'infortunio di Ralf Schumacher lo riportò in griglia di partenza, chiamata cui il brasiliano rispose con tre piazzamenti a punti, riuscendo tra l'altro a battere l'allora record di velocità, raggiungendo a Monza i 369.9 km/h. L'anno successivo il team preferì Heidfeld e Pizzonia tornò "dietro le quinte", ripresentandosi al via a fine stagione per l'infortunio del collega poi, una volta concluso il campionato, si spostò negli Usa, abbandonando definitivamente la Formula 1, dove ha ottenuto quattro piazzamenti a punti, sempre in settima posizione.

Vittoria di Montoya nel giorno dell'ultimo saluto di Sid
A quasi vent'anni dall'ultima gara di Guerrero con la Theodore, un altro colombiano si affacciò in Formula uno: Juan Pablo Montoya, campione nella Cart americana e vincitore al debutto nella 500 miglia di Indianapolis, ingaggiato dalla Williams nel 2001 e subito competitivo, con tanto di titolo mondiale sfiorato nel 2003.
A Interlagos, prova conclusiva del campionato 2004, nonchè ultima gara con Sid Watkins nel ruolo di ufficiale medico, salutò il team con la quarta vittoria in carriera, prima del passaggio in Mclaren; dopo un'infelice esperienza a Woking tornò negli Usa, riuscendo tra l'altro a vincere nuovamente la 500 miglia nel 2015, a 40 anni di età.