CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 2001

Ben arrivati campioni!
A Melbourne debuttarono due futuri campioni del mondo, ovvero Fernando Alonso e Kimi Raikkonen. Il finlandese, con alle spalle una manciata di gare a ruote scoperte nelle formule minori, arrivò subito a punti: tredicesimo al via fu sorprendentemente sesto al traguardo, mentre Alonso riuscì a qualificarsi davanti a mezzi più quotati della sua Minardi concludendo la gara dodicesimo.

Il ritorno della Bmw
Dopo i fasti degli anni ottanta, con un titolo mondiale (Piquet su Brabham, 1983) e numerose vittorie, la Bmw lasciò la Formula 1, ripresentandosi poi molti anni più tardi come partner della Williams, team in un periodo di transizione dopo aver terminato il proficuo rapporto con la Renault.
A Imola nel 2001 Ralf Schumacher, al suo settantesimo gran premio, colse la prima vittoria in Formula 1, riportando sul gradino più alto del podio una vettura motorizzata Bmw, a quasi quindici anni di distanza dal successo di Gerhard Berger a Città del Messico con la Benetton spinta dal potente propulsore turbo della casa tedesca.

Buon sangue non mente
Al termine delle prove del Gran Premio del Canada 2001 Michael Schumacher fece segnare il miglior tempo rifilando oltre mezzo secondo al fratello Ralf, secondo classificato, mentre in gara le posizioni si invertirono e a vincere fu Ralf davanti a Michael. Per la prima volta nella storia della Formula 1 due fratelli occuparono le prime due posizioni al traguardo; i fratelli Schumacher erano già stati i primi a terminare contemporaneamente sul podio, nel Gran Premio d'Italia 1998.

Burti stuntman
Dopo aver iniziato la propria avvenuta in F1 al volante della Jaguar, Luciano Burti venne chiamato da Alain Prost per sostituire Mazzacane nel corso del 2001, cogliendo due ottavi posti come migliore risultato. Nel corso della stagione il brasiliano fu protagonista di due incidenti spettacolari: il primo ad Hockenheim dove la sua vettura decollò dopo aver tamponato la vettura di Schumacher che procedeva lentamente causa un guasto, il secondo a Spa, quando in seguito ad un contatto con Irvine uscì di pista a Blanchimont ad oltre 270 Km/h. Uscito fortunatamente senza gravi conseguenze, non ebbe altre occasioni in F1 e dopo un'esperienza da collaudatore Ferrari passò alle Stock Car brasiliane, prima di diventare commentatore di gare Formula 1 per la nota Rede Globo.

La Prost ai titoli di coda
La scuderia Prost, nata nel 1997 dalle ceneri della Ligier, colse nel primo anno risultati di rilievo, con materiale, tecnici e piloti della precedente gestione, salvo poi subire un calo nelle stagioni successive. Nel 2000 Jean Alesi terminò la stagione a zero punti, unico caso nella sua lunga carriera, mentre l'anno seguente ritornò in classifica con alcune sporadiche apparizioni tra i primi sei: ad Hockenheim il francese partì in settima fila e fu sesto al traguardo, a ridosso delle Benetton. Fu l'ultimo punto per la Prost e l'ultima gara nel team per Alesi, che dal Gp di Ungheria passò alla Jordan, con cui centrò un altro sesto posto, poi a fine stagione si ritirò dalla F1. Riguardo la scuderia francese, sulla seconda vettura Mazzacane venne sostituito da Burti, il quale si infortunò lasciando il posto a Enge, unico pilota F1 della Repubblica Ceca. La situazione finanziaria del team era comunque ormai compromessa: la mancanza di risultati, l'abbandono della Galouises e la rottura del rapporto con Diniz, che precedentemente era entrato in società, lasciarono il team privo di sostegni economici concreti e costringendolo a chiudere i battenti.

Schumacher come Prost
Nonostante fosse considerato un calcolatore, Alain Prost conquistò quattro titoli mondiali e ben 51 vittorie su un totale di 202 gran premi, record destinati a durare nel tempo. All'Hungaroring nel 2001 Michael Schumacher vinse la corsa con la consueta autorità e raggiunse "due volte" il Professore: con il successo in Ungheria il campione tedesco conquistò infatti con quattro gare d'anticipo il suo quarto titolo piloti al termine di quella che fu la sua vittoria numero 51, in un fine settimana dominato già dalle qualifiche, dove girò in 1.14'059, battendo il precedente record della pista, anche quello fino ad allora detenuto da Alain Prost.

Brilla la stella di Alonso
A Suzuka si concluse il mondiale (già conquistato da Schumacher) con l'addio di due protagonisti degli anni passati, ovvero Hakkinen e Alesi, mentre in fondo al gruppo si mise in luce un giovane destinato a grandi traguardi: Fernando Alonso, il quale alla guida della Minardi, in prova si mise alle spalle le due Arrows, la Prost di Enge e il compagno di squadra Yoong, distante quasi due secondi dal suo tempo.
In gara lo spagnolo confermò l'ottima prestazione terminando in undicesima posizione davanti ad avversari di vetture più prestazionali; nel corso del week end giapponese arrivò anche l'annuncio dell'ingaggio da parte della Renault, che impiegò Alonso per un anno come collaudatore e poi come prima guida, arrivando alla conquista di due titoli mondiali, nel 2005 e 2006.