CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1999

Arriva la BAR
La BAR è stata creata dalla multinazionale del tabacco BAT, che nel 1998 aveva rilevato il materiale e la struttura della Tyrrell, in base ad un progetto di Jacques Villeneuve con il supporto del suo manager Craig Pollock. Siccome uno degli obiettivi della British American Tobacco era quello di pubblicizzare i propri marchi 555 e Lucky Strike, la vettura (equipaggiata da un motore Supertec, in sintesi un Renault "ri-marchiato") aveva una particolare livrea divisa in due parti ben distinte. All'esperto pilota canadese venne affiancato il debuttante Zonta, che nella gara inaugurale fu costretto al ritiro, mentre nel successivo Gp del Brasile fu vittima di un grave incidente causato da un cedimento meccanico e costretto a saltare alcune gare; nessuno dei piloti riuscì a conquistare punti nel primo campionato.

Buona prova per la meteora Sarrazin
Nonostante l'arrivo di Fiorio e Brunner il 1998 della Minardi fu difficile e per il terzo anno consecutivo il team non andò a punti nel mondiale. L'anno seguente iniziò invece con ottime premesse, grazie all'ingresso dello sponsor Telefonica e un'aerodinamica rinnovata, anche se la M01 sarà poi penalizzata dalla scarsa potenza dei propulsori Cosworth. In una sessione di test Badoer si infortunò e la Minardi ad Interlagos lo sostituì con il collaudatore della Prost, Sarrazin, che sorprese tutti girando in prova più veloce di Genè e ottenendo il 17esimo tempo, che fu poi la seconda miglior prestazione in campionato del team. Costretto al ritiro per un incidente, il francese restò in F1 come tester, passando poi a corse di durata, rally e infine Formula E.

La grande occasione di Irish Eddie...
A causa dell'infortunio di Schumacher, per inseguire il titolo la Ferrari puntò su Eddie Irvine, in forza al cavallino dal 1996 e già protagonista di un'ottima stagione: dopo il Gp d'Inghilterra si trovava infatti a pari punti con Schumacher a sole 8 lunghezze dal leader Hakkinen. L'irlandese rispose alla chiamata nel migliore dei modi e in Austria fu subito autore di una gara autoritaria, passando in testa con una strategia efficacie e resistendo agli attacchi di Coulthard nel finale, cogliendo la seconda vittoria stagionale e concedendo un gradito bis nel successivo Gp di Germania. Irvine vinse ancora in Malesia grazie al sostegno di Schumacher e restò in gioco fino all'ultima gara, arrendendosi infine ad Hakkinen che vinse il suo secondo titolo piloti, mentre la Ferrari si aggiudicò quello riservato ai costruttori.

...e quella di Mika
Nonostante prestazioni incoraggianti alla guida di vetture modeste, Mika Salo rimase senza un volante per il 1999, ricevendo però una doppia chiamata a stagione in corso: ingaggiato per tre gare dalla Bar in sostituzione di Zonta, venne poi scelto dalla Ferrari al posto di Schumacher, con risultati altalenanti. Dopo un nono posto in Austria, già al secondo Gp il finlandese scattò davanti ad Irvine e passò in testa al Gp, costretto al secondo posto da un ordine di scuderia; dopo un altro podio a Monza e tre gare senza punti Salo si accasò alla Sauber, lasciando nuovamente il volante a Schumacher con all'attivo 10 punti.

Corsa folle al Nurburgring
Nei tre anni di storia del team Stewart arrivò un'unica vittoria, ottenuta da Johnny Herbert al Nurburgring nel 1999, quando il britannico partì 14esimo e fu molto abile a gestire il meteo pazzo di quella giornata, chiudendo la gara al primo posto, salendo sul podio con il compagno di squadra Barrichello, terzo.
In quel rocambolesco gran premio d'Europa la Minardi si trovò in quarta posizione nelle battute finali, ma i sogni di Badoer si infransero a otto giri dal termine a causa della rottura del cambio.  Il pilota italiano dalla stagione seguente passò al ruolo di tester per la Ferrari tornando in gara dopo 10 anni sostituendo a Valencia e Spa l'infortunato Massa, arrivando rispettivamente 17esimo e 14esimo, prima di lasciare il posto a Fisichella, che non ebbe migliore fortuna.
A fine 2010, dopo 12 anni e 132.000 Km percorsi a bordo delle vetture del cavallino, il rapporto di collaborazione tra la Ferrari e Badoer si è interrotto, con addio ufficiale l'8 dicembre al Motor Show.

Scherzo in famiglia
A Spa Mika Hakkinen colse la decima pole su dodici Gp, seguito a ruota dal compagno di squadra, mentre tutta la concorrenza girò oltre il secondo di distacco. Al via Coulthard fu più rapido infilando il finlandese alla Source e prendendo il largo fino alla vittoria finale, seguito a distanza da Hakkinen, il quale si allontanò subito dal podio, contrariato per la mancata vittoria essendo in piena lotta per il mondiale. Al traguardo anche Jacques Villeneuve (per la prima volta dopo 11 ritiri in altrettante gare) e Damon Hill (ultimo punto in carriera)

Il sogno iridato della Jordan
Nel corso della propria storia la Jordan ha spesso portato in pista vetture competitive e ottimi piloti, ma in un solo caso è riuscita ad inserirsi nella lotta al titolo: correva l'anno 1999 con Heinz-Harald Frentzen al volante. Dopo il primo successo in Francia, il tedesco infilò una serie di risultati utili, vincendo nuovamente a Monza (ultimo successo in carriera) e trovandosi a soli 10 punti dalla coppia di testa Hakkinen - Irvine. Nel successivo Gran Premio d'Europa colse la pole position, ma un ritiro per noie elettriche mandò in fumo i suoi sogni di gloria, mentre i due piazzamenti a punti nelle ultime due gare confermarono l'ottimo terzo posto in classifica generale.

Schumacher gregario di lusso
Dopo le delusioni dei due anni precedenti, la Ferrari F399 si avvicinò alla McLaren e si dimostrò molto più affidabile, permettendo a Schumacher di passare in testa alla classifica, anche se a causa di un botto del tedesco in Canada al cosiddetto "Muro dei Campioni", Häkkinen riprese il comando del mondiale. A Silverstone, Schumacher fu poi vittima di un grave incidente causa un problema attribuito ai freni: costretto a cedere il posto a Salo, tornò al volante a Sepang, dove fu protagonista di una gara straordinaria, con pole e gara dominata fino a pochi giri dal termine, quando lasciò il passo a Irvine, in lotta per il titolo.
Nel successivo appuntamento di Suzuka l'irlandese della Ferrari si presentò con 4 punti di vantaggio, ma non andò oltre il terzo posto, mentre Hakkinen fu autore di una gara impeccabile, insidiato solo da Schumacher, al termine della quale vinse il secondo e ultimo titolo in carriera.