CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1998

La Tyrrell al capolinea
I problemi economici della Tyrrell portarono il team a vendere il titolo sportivo alla British American Tobacco, che dalla stagione successiva avrebbe schierato una nuova squadra denominata BAR. Per il campionato 1998 la Tyrrell continuò a correre con il proprio nome anche se di fatto era già controllata dai nuovi acquirenti, affrontando un anno di transizione in vista del debutto della nuova scuderia. La 026, ultima monoposto dello storico team del boscaiolo, progettata da Harvey Postlethwaite, fu affidata a Rosset e al debuttante Takagi, che a Melbourne centrò la settima fila ma fu costretto al ritiro; a differenza del compagno di squadra il giapponese riuscì sempre a qualificarsi risultando più veloce, anche se non fu mai in grado di cogliere punti.

Spettacolo pirotecnico in casa Arrows
Nel 1996 Tom Walkinshaw acquistò una quota rilevante della Arrows e dopo un anno con i motori Yamaha (costruiti dalla Judd) fu rilevata la Brian Hart Ltd, che realizzò nel 1998 i propulsori targati Arrows. Curiosamente in Spagna nel corso del 22esimo giro i motori delle due Arrows esplosero contemporaneamente: i piloti della scuderia inglese, che proseguivano in fila, parcheggiano le loro vetture alla fine della corsia dei box fra fumo e scintille. Il team ebbe modo di consolarsi nel successivo appuntamento di Montecarlo, con Salo quarto e Diniz sesto, ultima gara con due Arrows contemporaneamente a punti.

A Monaco Wurz vs. Schumacher
Con il ritiro della Renault dalla F1 i motori francesi vennero passati alla Mecachrome che li distribuì a Williams e Benetton, quelli di quest'ultima vennero ribattezzati Playlife, dal nome di uno dei marchi del gruppo proprietario del team. Al fianco del neo-acquisto Fisichella venne promosso titolare Wurz, che si era in messo l'anno precedente ottenendo un podio durante una breve sostituzione di Berger. Nel 1998 la vettura deluse le aspettative, Wurz ottenne comunque alcuni piazzamenti e a Monaco si fece notare per uno spettacolare duello con Michael Schumacher, anche se la sua gara si concluse anzitempo per un incidente.

Ultima per Damon, prima per Eddie
Dopo una stagione con la modesta Arrows, Damon Hill ricevette e declinò un'offerta dell'amico Alain Prost, accasandosi alla Jordan. A causa della scarsa affidabilità della vettura l'inizio non fu dei migliori, ma nella seconda metà di campionato Hill iniziò ad andare a punti regolarmente, riuscendo addirittura a vincere il Gran Premio del Belgio davanti al compagno di squadra Ralf Schumacher, primo successo per la Jordan in Formula 1, mentre al terzo posto si classificò la Sauber di Alesi, all’ultimo podio in carriera; a fine stagione il team chiuse quarto tra i costruttori, mentre Hill si piazzò al sesto posto con 20 punti.

Spa da dimenticare per Coulthard
A Spa le Mclaren monopolizzarono la prima fila, con Hakkinen primo e Coulthard secondo, mentre il terzo classificato Damon Hill era ad oltre un secondo di distacco. Al via, in condizioni critiche per la pioggia e lo start in discesa dopo il primo tornante, avvenne l'incidente con più vetture coinvolte in una gara di Formula 1: alla Source Irvine affiancò Coulthard e i due vennero infilati da Villeneuve e Schumacher, lo scozzese rimettendosi in linea perse il controllo della McLaren finendo contro il muretto rimbalzando in pista davanti al gruppo. Fisichella, Ralf Schumacher, Frentzen, Alesi e Tuero passarono mentre tutti gli altri finirono uno contro l'altro tra un mare di rottami: Irvine centrò per primo la vettura di Coulthard, poi fu la volta di Salo mentre Herbert e Trulli si girarono coinvolgendo Diniz. Panis urtò Barrichello spingendo la sua Stewart davanti a Wurz, Takagi andò a muro mentre Rosset entrò nel mucchio colpendo Panis e Barrichello. La gara fu subito interrotta e ripartì con quattro vetture in meno, quelle di Barrichello (infortunato), Salo, Rosset e Panis. Coulthard, dopo aver innescato la carambola, prese parte alla gara, dove fu protagonista di una folle manovra che causò l'incidente con Schumacher, costretto al ritiro e giustamente furioso per l'accaduto.

Minardi vs. Tyrrell sul ring
Al termine della stagione la Minardi riuscì a centrare il decimo posto tra i costruttori, ultimo piazzamento utile per accedere alla spartizione dei proventi derivanti dai diritti televisivi, obiettivo di vitale importanza per le piccole scuderie.
La scuderia italiana non colse punti ma potè contare su due ottavi posti di Nakano e da uno di Tuero, che a Suzuka chiuse la piccola sfida con la Tyrrell in modo singolare, tamponando involontariamente Takagi e ponendo fine alla gara di entrambi.
L'argentino nell'incidente riportò una frattura cervicale, motivo per cui probabilmente rifiutò il rinnovo contrattuale della Minardi, preferendo spostarsi alle competizioni turismo in patria.

Primo titolo per Hakkinen
Già dalle qualifiche a Suzuka i due contendenti al titolo iridato iniziarono a sfidarsi a suon di giri veloci rifilando distacchi pesanti a tutti gli altri, la spuntò Schumacher con un decimo e mezzo su Hakkinen. La partenza venne ripetuta causa lo spegnimento della vettura di Trulli, mentre al secondo via fu Schumacher a commettere un errore, trovandosi costretto a partire dal fondo per il terzo "via". Il tedesco fu protagonista di una furiosa rimonta che lo portò addirittura in terza posizione fino all'esplosione di uno pneumatico che pose fine ai suoi sogni di gloria, Mika Hakkinen mantenne il comando della corsa e vinse con autorità conquistando il suo primo titolo mondiale.