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Campionato del mondo di Formula 1 - 1997



CAMPIONATO DEL MONDO DI FORMULA 1 - 1997

Lola.. per tutto il resto c'è Mastercard
La Lola, costruttore di lunga tradizione, ha tentato in più occasioni di fornire telai a team di Formula 1, con risultati altalenanti. Dopo la disastrosa esperienza del 1993 con la Scuderia Italia e alcuni anni di stop, venne avviato un nuovo progetto per la creazione di un team proprio a partire dal 1998, tuttavia vi furono pressioni del main sponsor Mastercard affinchè le vetture Lola venissero schierate già a partire dal 1997.
Il team si presentò a Melbourne con le due T97/30 affidate a Rosset e Sospiri senza che venisse effettuato alcun test prima del campionato e con i motori Ford utilizzati dalla Sauber due anni prima, i risultati furono ovviamente pessimi: Sospiri girò a undici secondi dalla pole, Rosset addirittura a piú di 12, tempi ben oltre il 107% utile per qualificarsi. Le performance poco incoraggianti spinsero la MasterCard a ritirare il proprio appoggio finanziario al team e nonostante le vetture fossero state spedite in Brasile per la seconda gara la scuderia chiuse i battenti prima di questo Gran Premio, ritirandosi dal campionato, tra l'altro i debiti accumulati nei mesi dalla fondazione del team travolsero anche la compagnia principale, che fu acquistata da Martin Birrane.

Laboratorio Tyrrell
La Tyrrell si è sempre contraddistinta per la scoperta di giovani talenti e la costante ricerca tecnica, caratteristica che non mancò nemmeno nei capitoli finali della sua storia. Nel 1997 sul modello 025 il team del "boscaiolo" portò al debutto i cosiddetti candelabri, vistosi supporti aereodinamici rialzati posti sul cofano motore, poi copiati da altre scuderie e messi al bando dalla Fia l'anno seguente. Il talentuoso Salo, al terzo anno in Tyrrell, ancora una volta fu l'unico a portare risultati: a Monaco riuscì a non effettuare soste e fu ripagato nella gestione del mezzo da un ottimo quinto posto, ultimo piazzamento a punti per il team, che ha fine anno passò nelle mani della British American Tobacco e dal 1999 lascio definitivamente posto alla Bar.

La scuderia di Sir Stewart
La Stewart fu fondata nel 1988 da Paul Stewart e sponsorizzata dalla Camel, poi nel 1996 Jackie Stewart si assicurò un contratto quinquennale di sviluppo con la Ford, che permisero la nascita della Stewart Grand Prix, che debuttò l'anno seguente in F1. La prima stagione non portò grandi soddisfazioni, soprattutto a causa della carente affidabilità, ad eccezione del Gp di Monaco, dove Barrichello fu protagonista di una gara straordinaria, conclusa al secondo posto, unici punti stagionali per il team.

Trulli a un passo dal miracolo
Forte di ottime prestazioni nelle prime gare con la Minardi, Jarno Trulli attirò l'attenzione di Alain Prost, che lo scelse per sostituire l'infortunato Panis e già al debutto l'abruzzese centrò la terza fila, mentre poche settimane più tardi ad Hockenheim fu quarto al traguardo. Prima del rientro del "titolare", Trulli sfiorò il sogno della vittoria: il gran premio d'Austria rientrò in calendario dopo 10 anni con un layout purtroppo pesantemente deturpato rispetto al tracciato originale, tra le colline di Zeltweg Trulli partì dalla terza piazza e guadagnò la testa della corsa, che guidò con autorevolezza fino al ritiro, avvenuto per la rottura del motore.
Guadagnata la conferma alla corte di Alain Prost, non ebbe grandi occasioni in quanto penalizzato da una vettura poco competitiva, riuscì comunque a terminare al secondo posto il rocambolesco Gran Premio d'Europa 1999, prima di passare alla Jordan.

Cambiamenti in casa Minardi
Dal 1997 Giancarlo Minardi cedette oltre l'85% delle sue quote a Flavio Briatore e Gabriele Rumi, pur restando presidente; i nuovi finanziatori garantirono alla Minardi un budget superiore e la nuova M197 poté disporre dei motori Hart. Venne assunto Ukyo Katayama, sponsorizzato dalla Mild Seven, e Briatore piazzò nel team Jarno Trulli, passato poi alla Prost e sostituito da Tarso Marques, che aveva già corso due gare l'anno precedente e, sempre con la Minardi, tornò per un'ultima esperienza in Formula 1 nel 2001, sostituito da Yoong prima della fine della stagione.

Gerhard e Benetton, la prima e l'ultima insieme
Dopo la seconda esperienza in Ferrari Gerhard Berger si trasferì in Benetton insieme all'amico e compagno di squadra Alesi. Le premesse erano ottime in quanto il team veniva da due mondiali consecutivi, ma scese progressivamente di quota rispetto alla Williams e poi alla Ferrari, limitando i sogni di gloria dei due piloti. Nel 1997 Berger fu anche costretto a saltare tre Gp causa la morte del padre e problemi di salute, ma ebbe la soddisfazione di vincere l'ultimo Gp, ad Hockenheim, dove tre anni prima aveva vinto per l'ultima volta. Curiosamente il primo e l'ultimo successo della Benetton e di Berger in F1 coincidono.

SuperDamon
Il campione del mondo in carica visse un'annata deludente alla Arrows, ma all'Hungaroring si scatenò: partito terzo, sfruttò la partenza incerta di Villeneuve e i problemi di Schumacher per portarsi in testa con ampio margine. Un problema alla pompa idraulica lo costrinse a rallentare proprio all'ultimo giro e concluse secondo alle spalle di Villeneuve. 

Sauber, powered by Ferrari
La Sauber debuttò nel 1993 e nei primi anni della propria storia ottenne prestazioni incoraggianti poi, dal 1997 il team strinse un accordo con la Ferrari e con la Petronas i cui termini prevedevano che la casa di Maranello fornisse i motori dell'anno precedente ribattezzati dallo sponsor. La Sauber-Petronas confermò Herbert e ingaggiò Nicola Larini, sostituito dopo 5 gare da Gianni Morbidelli, il quale si infortunò due volte, lasciando il sedile al tester Norberto Fontana, che scese in pista in tre gare, ripresentandosi poi nell'ultimo Gp stagionale, sua ultima presenza in F1, concluso al 14esimo posto.

Schumi Vs. Villeneuve, la resa dei conti
In vista dell'ultima gara stagionale Michael Schumacher aveva un punto di vantaggio su Jacques Villeneuve e il clima era incandescente; in prova tre piloti realizzano lo stesso tempo e in base ai regolamenti la prima piazza venne assegnata al primo pilota che aveva fatto segnare il giro per primo, in questo caso Jacques Villeneuve, con Schumacher secondo e Frentzen terzo. Il ferrarista partì meglio e tentò l'allungo, la gara si giocò poi sui distacchi fino al 47esimo giro, quando Schumacher si fece sorprendere da un attacco del rivale e provò comunque a chiudere la traiettoria: le due vetture si agganciarono e la Ferrari fu costretta al ritiro, mentre Villeneuve continuò. Le due Mclaren passarono in testa e dai box venne chiesto a Coulthard di lasciar passare Hakkinen, che avrebbe potuto guadagnare posizioni in classifica: il finlandese, dopo tanta sfortuna, vinse così in modo rocambolesco il suo primo gran premio. A Villeneuve bastò un terzo posto per vincere il titolo, Schumacher invece venne escluso dalla classifica a causa della propria manovra, interpretata come un deliberato tentativo di eliminare l'avversario.